Gli ultimi appunti di Mauro De Mauro sul caso Mattei da: antimafia duemila

de-mauro-mattei-scandi Ernesto Oliva – 20 giugno 2015

Pubblicate nel 1972 nel saggio “Delitto al potere” del giornalista Riccardo De Sanctis, nove cartelle dattiloscritte del cronista de “l’Ora” raccontano frammenti di due casi giudiziari rimasti senza verità

“In questo luogo la sera del 16 settembre 1970 vili mani mafiose strapparono all’affetto dei suoi familiari il giornalista Mauro De Mauro.

A ricordo della sua tenacia e del suo coraggio i cronisti e la municipalità posero.
Palermo, 20 dicembre 2014″

Sono dovuti passare ben 44 anni perché  alla lista palermitana delle lapidi dei morti per mafia si aggiungesse, cinque mesi fa, quella che ricorda la scomparsa del cronista del quotidiano “l’Ora”.

Il testo appare stringato e laconico; rafforza quasi la rassegnazione per l’impossibilità di accertare la verità sul movente e sui responsabili dell’uccisione di Mauro De Mauro.
In questo come in tanti altri misteri siciliani,  decenni di indagini giudiziarie alimentate dalle indicazioni di molti “pentiti” di mafia giacciono ora negli archivi, a testimonianza del fallimento della Giustizia.
L’ultimo processo che avrebbe dovuto indicare le responsabilità del rapimento del cronista de “l’Ora” si è concluso in appello a Palermo il 27 gennaio del 2014, con l’assoluzione dell’unico imputato: quel Salvatore Riina che durante le ambigue confidenze rese nel carcere di Opera al detenuto pugliese Alberto Lorusso ha indicato nel boss Stefano Bontade il mandante dell’uccisione di De Mauro.

Quello stesso processo ha indicato invece il probabile movente della scomparsa del giornalista, oggetto in quasi mezzo secolo di varie supposizioni e opposte tesi investigative. Rapimento e soppressione di Mauro De Mauro sarebbero stati cioè legati alla scoperta di fatti inediti relativi all’incidente aereo – causato da un attentato – in cui la sera del 27 ottobre 1962 perse la vita il presidente dell’ENI Enrico Mattei.
Proprio la “l’ipotesi Mattei” è stata quella più battuta per spiegare il caso De Mauro; ma è anche la più complessa ed a rischio di depistaggi, per il peso degli interessi internazionali che l’avrebbero determinata.
Per anni, l’incidente del Morane Saulnier decollato da Catania e caduto nelle campagne pavesi di Bascapè venne archiviato come la conseguenza di un guasto meccanico o della stanchezza del pilota, Irnerio Bertuzzi.
Dubbi e polemiche – alimentate dalla ritrattazione di un testimone che nelle ore successive all’incidente aveva detto di avere visto un’esplosione in cielo – furono rilanciati otto anni dopo da un libro intitolato “L’assassinio di Enrico Mattei”.
Gli autori – Fulvio Bellini e Alessandro Previdi ( il primo, un ex comunista che dopo l’espulsione dal partito si dedicò ad un’attività pubblicista di dossier riservati del PCI ) – sostennero la tesi secondo cui Mattei venne ucciso dalla CIA o dai francesi dell’OAS nel totale silenzio della dirigenza dell’ENI, della magistratura e del governo italiano.
La pubblicazione del libro spinse allora il regista Francesco Rosi a realizzare un film sul caso Mattei, contando sulla collaborazione degli stessi Bellini e Previdi.
Dopo avere ricevuto da loro una trentina di cartelle, Rosi decise allora di approfondire le ultime ore di vita trascorse in Sicilia dal presidente dell’ENI.

Primi accertamenti sui rottami del Morane Saulnier
con la sigla I SNAP che stava riportando Enrico Mattei
da Catania a Milano.
L’aereo precipitò la sera del 27 ottobre 1962
nelle campagne pavesi di Bascapè

Tramite l’amico Vittorio Nisticò – direttore de “l’Ora” – il regista prese contatti con Mauro De Mauro: il cronista accettò l’incarico, accettando un compenso di mezzo milione di lire ed una partecipazione alla sceneggiatura del film.
Quel lavoro non fu mai consegnato, e la scomparsa di De Mauro – come la morte di Mattei – divenne un altro “caso” giudiziario insoluto.
I documenti riproposti nel post da ReportageSicilia sono poco conosciuti; vennero pubblicati nel 1972 dal giornalista napoletano Riccardo De Sanctis nell’eccellente saggio-inchiesta “Delitto al potere. L”incidente’ di Mattei, il rapimento di De Mauro, l’assassinio di Scaglione” ( la Nuova Sinistra, Samonà & Savelli ).
Nel libro, De Sanctis ha ricostruito il sotterraneo gioco di interessi italiani e internazionali che nel periodo della morte di Mattei condizionò le strategie del mercato petrolifero ed energetico.
Grazie alla collaborazione del collega Furio Morroni, De Sanctis rese noti due tesserini giornalistici di Mauro De Mauro rilasciati da “Il Mattino di Sicilia” e dal “Tempo di Sicilia”, datati 1947 e 1949 e cointestati ad uno dei suoi molti pseudonimi ( Italo C.Fuks ).
Il “Delitto al potere” – oltre ad un’immagine dei rottami del MoraneSaulnier vennero pubblicate anche due rare immagini del pilota, Irnerio Bertuzzi, e del giornalista americano William Mc Hale.

Il riminese Irnerio Bertuzzi,
pilota dell’Aeronautica Militare Italiana dal 1937 al 1945.
Nel 1949 diventò comandante pilota per l’Alitalia;
nel 1957 lasciò la compagnia e fu assunto dalla SNAM,
dove venne presto nominato comandante della flotta aerea
di AGIP mineraria.
Prima dello schianto a Bascapè,
aveva accumulato oltre 11.000 ore di volo.
Era considerato il pilota di fiducia di Enrico Mattei 

Ancora più interessante fu la pubblicazione di nove cartelle con l’intestazione “l’Ora” e con molti appunti dattiloscritti di Mauro De Mauro.
Si tratta di notazioni, frasi virgolettate, e tracce di colloqui che lo stesso cronista memorizzò durante le ricerche sull’attività e gli incontri di Enrico Mattei in Sicilia, nelle ore che precedettero l’incidente di Bascapè.
Gli appunti testimoniano il clima di entusiasmo che accolse la visita del presidente dell’ENI a Gagliano Castelferrato, la mattina del 27 ottobre 1962, dodici ore prima dell'”incidente” in Lombardia.
In “Delitto al potere”, Riccardo De Sanctis ipotizza che la scomparsa di De Mauro sarebbe stata legata ad alcune informazioni relative all’improvviso cambiamento di orario nella partenza di Mattei ( cinque ore di anticipo ) da Catania verso Milano; circostanza che sarebbe arrivata alle orecchie di chi ebbe l’incarico di piazzare l’ordigno esplosivo all’interno del Morane Saulnier, sulla pista di Fontanarossa.

William Mac Hale, capo della redazione romana
delle riviste “Time” e “Life”.
Il giornalista stava seguendo Enrico Mattei
per un reportage dedicato al presidente dell’ENI

Le motivazioni di quella partenza anticipata – l’inaugurazione da parte di Mattei della raffineria pavese di Sannazzaro, alla presenza del ministro delle Finanze Tremelloni – erano state fissate in un nastro registrato con incisi i discorsi ufficiali pronunciati quel giorno nella piazza di Gagliano.
Scrive De Sanctis:

“Ascoltando il nastro, De Mauro scopre con suo grande stupore che la giustificazione che venne data allora è differente, se non apertamente contrastante da quella che qualcuno gli da oggi.
Fu il sindaco di Gagliano, l’ingegner Cuva che spiegò ai cittadini: ma sul quaderno di De Mauro le due pagine che contengono il discorso del sindaco sono state strappate.
Potrebbero essere state levate dallo stesso giornalista che aveva compreso la loro importanza, oppure potrebbero essere state strappate dopo la sua scomparsa da chi aveva interesse che sparissero.
Nella risposta che il giornalista si sente dare alla sua domanda riguardante il cambiamento di programma ci sono delle informazioni profondamente diverse da quelle raccolte nel 1962, e che sono testimoniate nel nastro magnetico.
Qualcuno dei personaggi noti o ignoti che avvicina cade in una gravissima contraddizione.
De Mauro intuisce di avere in mano una ‘cosa grossissima’. E’ l’inizio di una prova del tranello in cui fu fatto cadere Mattei.
Ma al sospetto è necessario aggiungere delle conferma, ma De Mauro viene fatto sparire”  

In quelle cartelle, i caratteri della macchina da scrivere hanno battuto i nomi di molti protagonisti e gregari siciliani al centro del caso della scomparsa del giornalista: Guarrasi, D’Angelo, Fasino, Colajanni, CarolloAlessi
Naturalmente, il contenuto di questi appunti non chiarisce il mistero dell’attentato costato la vita a Enrico Mattei, a Bertuzzi e a Mac Hale.
E’ certo però che le pagine di De Mauro testimoniano oggi l’attenzione del suo lavoro giornalistico: l’impegno investigativo di un cronista il cui destino – durante la sua indagine sull'”incidente” di Bascapè – è stato probabilmente fagocitato da un’inconfessabile trama di interessi politico-industriali, italiani e internazionali.

“La storia di quegli appunti che pubblichiamo integralmente è interessante.
Furono rinvenuti nel cassetto di De Mauro in redazione – scrisse De Sanctis e consegnati alla polizia e ai carabinieri in una versione dattiloscritta che è quella che pubblichiamo.
Al magistrato vennero consegnati solo dopo la costituzione a parte civile del giornale ‘l’Ora’.
Del loro ritrovamento Elda De Mauro dice di esserne venuta a conoscenza soltanto quando li cercò un giornalista di ‘Epoca’ ( Pietro Zullino, ndr ).
Non ci risulta che le persone che sono menzionate negli appunti siano state interrogate specificatamente sul contenuto degli stessi…”

“Appunti senza indicazione iniziale. Si suppone riguardino il colloquio con l’avvocato Vito Guarrasi col quale parlò del carattere di Mattei”
“Colpo di stato continuato”, uomini anche mediocri ma di rottura, “la guerra è un anacronismo”, S.Elena sì, guerra no, idem Mattei, piglio soldatesco, entrare da Mattei senza fare anticamera, batteva questa moneta
Usò tutte le intermediazioni, mi pento ( onoro? ) di essere stato strumentalizzato da lui ( Carollo Cadetto )
Prete Mattei
Cefis-Girotti-Fornara-Guarrasi-Stammati-Ing ACP (?)
Rino Bignami
’58 riduzione royaltiers dal 12,5 al 4%
Lavoro fatto per intero fino a caduta Milazzo
Confermato da Fasino con cui era—


(segue 2)
Innamorato ( nauseato?) del suo disegno guardò a tutti trattò con tutti
Non mettere in discussione il seguito (definito?)
CEFIS
D’Angelo non può partecipare a inaugurare ANIC gela se lei è consigliere d’amministrazione
“noi abbiamo molto riguardo per le autorità siciliane. Ma i consulenti ce li scegliamo come ci pare e dove ci pare”
Notabile Dc nato a Calascibetta
Trattativa con Mattei “inventa i pantaloni Lebole”
I 40 miliardi SOFIS nell’accordo D’Angelo fallito
SOFIS all’ANIC Gela
Liquidato da Guarrasi su ( con )stabilimento a Gagliano a garabzia particolare
10 miliardi concesso ( ? ) in interessi
( ultimi e specchietti (?) )
Soggiorno obbligato a Gagliano per i tecnici di Troina


appunti senza intestazione probabilmente riferentesi al colloquio con l’on.Colajanni
Mattei verso Sicilia
Grandi difficoltà per gagliano
Mi disse che avrebbe superato qualunque difficoltà pur di mantenere impegno con Gagliano
– a proposito difficoltà politica generale, internazionale, mi ricordò discorso che avevano fatto una notte dopo inaugurazione stabilimento Gela.
Dietro forse Cefis
Seri collaboratori dietro
Richiamò battaglia che conduceva con convinzione per l’Italia. Io dovevo andare via “No”
Domani vieni via con me con Jet
questo suo sfogo con vecchio partigiano, suo amico
A Gagliano passeggiata mentre ci festeggiavano, fra la folla
festeggiante, delirante.
Nel ricordo della II passeggiata abbiamo ricordato Gela –
( Pompeo, Stagno, Mattei, Aldisio, Alessi )
Mattei veniva da Enna
Cominciò a parlare possibilità sviluppo, scambio
————-
-Nicosia
-Il bracciante Costanzo di centuripe gli fece l’ultima fotografia nel momento in cui partì l’elicottero. Vide che stavo salutando Mattei e scattò.
Onofrio Costanzo pres.te ass.Famiglie numerose ENNA


(segue Colajanni)
C’era Gagliano scatenato
Il giorno sabato quando arrivò a Gagliano
Da Gagliano pranzo a Nicosia
– tante accoglienze
– in municipio
“, ti ricordi i discorsi di allora, di Gela… (nel contesto delle difficoltà che doveva superare per portare avanti il suo disegno politico)

++++++

Nella manifestazione non era possibile avvicinare qualcuno
Mattei veniva salutato come un trionfatore, avevano fiducia nella sua parola. – Lui quasi arrossiva.
Arrivai a Nicosia con ritardo
Ci siamo di nuovo rivisti a Gagliano e ci salutammo

Michele Russo

Fogli di appunti numerati con indicazione dell’intervistato Russo
sabato 27 ottobre 1962
Agitazione dei gaglianesi
Incontri con Mattei alla Presidenza della Regione
Delegazione Comune Gagliano
In una di queste riunioni stabilì corrente di simpatia con Mattei
Gagliano chiedeva industria
Lo Giudicie
( Sindaco Cuva (avvocato) sta a Catania )
Nella escalation di richieste chiese che il personale AGIP
risiedesse a Gagliano – petulante
gli si opponeva che il centro oli era a Troina
Mattei per la prima volta
si alzò incazzato e voleva abbandonare la seduta
Russo – Presidente, perché non prende on.Lo giudice invece di ingegneri?
Ore 10 elicottero Enna, campo sportivo
Sindaco, Russo, Pompeo, Mattei, D’Angelo, Mc Hale,
Comune, stanza del Sindaco
Ripartì in elicottero con D’Angelo e Mc Hale
Russo e altri in auto

Discorso Mattei a Gagliano
Caldo
Verso le 14.30 ci ritrovammo tutti a Nicosia per un …pranzo in albergo-ristorante
un paio di stanzette. Mi pareva un ingiustizia questo Mattei che faceva così grandi cose sottoposto a…. mi pareva una soverchieria (?)
Antipasti scatolette
Salami…
durò per2ore, sempre parlano del più e del meno
Vedevo Mattei politico, imprenditore pubblico
Quando ci alzammo per uscir fuori ebbi scrupolo a salutarlo. Tutti lo attorniavano. Chi lo spingeva, chi lo urtava. rimasi perplesso, in disparte, se allonta, armi.
Poi gli toccai la spalla da dietro
“Presidente, io la saluto”
Si volta (ma angustiato, annoiato) mi vede, forse ricorda battuta
sorride, un sorriso vivo, cordiale, luminoso
         era la sua chiave
Di lì elicottero a CT.
A CT D’Angelo lo salutò
         Pranzo
Mattei, D’Angelo, Mc Hale, Russo, Pompeo, Lo Giudice, sindaco di Nicosia, (Motta?), sindaco di Gagliano Cuva, Sammarco Tavolo a L, una trentina di persone
                                Enzo Circasso
                                Mancuso
Niente signore

Foglio di appunti numerato 8
D’Angelo era venuto a un rapporto di amicizia con
Mattei – aveva fatto estromettere Guarrasi dal
Consiglio dell’ANIC di Gela: aveva avuto la sua vittima
altro foglio di appunti senza numerazione
Direttore ANIC Gela del 1962 ing.Semmola (S.Dona)
Ingegner Rino Bignami – Gela capo settore AGIP mineraria
Pilota elicottero AGIP mineraria Pier Paolo Manone
                                            (Vaiont?)
Due telefonate ad aeroporto Fontanarossa per allontanare il pilota dal reattore
Commissario di PS ufficio politico Savoja
Onofrio Costanzo, Presidente ass.Famiglie Numerose
di Enna – scattò l’ultima foto di Mattei.

(Altri fogli di appunti forse seguito conversazioni con l’on.Colajanni ) – N.B. I fogli non sono numerati.
Per strada l’on. Del Giudici gli ha presentato tre trivellisti di Pesaro.
“Vedete? Ci ritroviamo qui in Sicilia.”
Affacciato al balcone
Banda: Piave / Fratelli d’Italia / Campane a storno
               mortaretti / folla scandiva il nome
(lacrime agli occhi)
dialogo tra Mattei, D’Angelo, Sindaco Del Giudice e folla in piazza.
Foto in elicottero
fra D’Angelo e MC Hale
“Stanno arrivando tempi migliori”
D’Angelo e gente salendo (saluto?) nel…. elicottero AGIP minerario
“Vado a chiudere il mulo.Oggi non vado a lavorare”
++++
Stradine tappeto di coriandoli
balconi e finestre: bandiera di carta
++++
Sapevano che Mattei doveva arrivare sabato alle 15
All’ultimo momento si seppe che sarebbe venuto alle 10
Atterrò con l’elicottero accanto alla gabbia del pozzo n.9.
Si formò il corteo. Per strada c’era tutta la gente di Gagliano.

Mattei e D’Angelo a tratti scomparivano avvolti da una nuvola di
coriandoli.
Barbato
William Mc Hale dell’ufficio romano di “Time” e “Life”
“Barbato, accoglienze come queste non ne avemmo nemmeno quando 
liberammo l’Italia”.
Ha alzato gli occhi – ha visto lassù in alto, nella roccia del
Castello alta più di 100 metri la scritta
“Viva l’ingegnere Mattei”
Ha chiesto a …. (?) “Chi è stato?”
– ” Tre ragazzi, De Francisci, Grezzo, Torre” –
Annotò i nomi su busta (?)

AGGIORNAMENTO
Il 4 giugno del 2015 la I sezione Penale della Cassazione ha confermato l’assoluzione di Salvatore Riina rigettando il ricorso della Procura di Palermo

Tratto da:
reportagesicilia.blogspot.it

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