L’ANPI di Catania aderisce allo sciopero generale indetto dalla CGIL per martedì 6 settembre.

Questo sciopero è necessario per combattere la manovra varata dal governo il 13 agosto. Una manovra ingiusta che aumenta le tasse sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, sui redditi medio-bassi e su quelli che le hanno sempre pagate.
Una manovra che vuole cancellare le festività del 25 aprile del 1° Maggio e del 2 giugno per cancellare la memoria storica del nostro Paese.
Nessuno può cancellare e soprattutto questa destra il 25 aprile festa della liberazione dalla dittatura e dal nazi-fascismo che è costata e ancora oggi costa numerose vittime.
Vi invitiamo a firmare la petizione della CGIL in difesa del giorno della Liberazione del nostro paese, il giorno del Lavoro e il giorno della Repubblica sul sito www.cgil.it.

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L’ANPI di Catania aderisce allo sciopero generale indetto dalla CGIL per martedì 6 settembre.

La PETIZIONE della CGIL: in difesa del giorno della Liberazione, del giorno del Lavoro, del Giorno della Repubblica. FIRMA ANCHE TU.

Già, dal 20 Agosto

40.000  adesioni

dal sito della CGIL Nazionale : www.cgil.it

PETIZIONE

NON CANCELLATE IL GIORNO DELLA LIBERAZIONE DEL NOSTRO PAESE; IL GIORNO DEL LAVORO; IL GIORNO DELLA REPUBBLICA

FIRMA ANCHE TU

http://www.cgil.it/petizione/

Onorevoli parlamentari,
i sottoscritti cittadini chiedono che il Parlamento cancelli il comma 24, art. 1, del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, nel quale si prevede per tre importanti ricorrenze civili (25 aprile; I maggio; 2 giugno) una diversa collocazione o l’accorpamento ad una domenica.
Questa scelta è sbagliata perché si colpiscono giornate che celebrano i tratti costitutivi, l’identità, la memoria del nostro Paese; discriminatoria perché il numero maggiore di festività infrasettimanali sono di carattere religioso ed il nostro Paese è fra quelli che ha meno ricorrenze civili e laiche; strumentale perché produce un beneficio economico irrilevante a fronte di un costo civile e democratico particolarmente consistente; irragionevole perché non corrisponde ad alcun criterio di equità politica e sociale.

L’ ANPI Nazionale al Governo: ” Non toccate il 25 APRILE”

No all’abolizione della festa del 25 aprile

 
 dal sito di ANPI Nazionale   www.anpi.it

Numerose proteste per la volontà del governo Berlusconi di abolire alcune festività laiche tra cui il 25 aprile (oltre al 1° maggio, festa dei lavoratori, e al 2 giugno, quella della Repubblica), ossia la giornata che celebra e ricorda la liberazione dell’Italia dai nazifascisti e il ritorno della dmocrazia.

Da qui una netta presa di posizione del Comiatato nazionale dell’Anpi. “Da quanto si apprende dai giornali – si rileva nel comunicato –  tra i provvedimenti che il Governo si accinge ad adottare – in relazione all’aggravarsi della crisi – ci sarebbe quello dell’accorpamento di alcune feste “non concordatarie” nella domenica più vicina oppure al lunedì. Ancora una volta saremmo di fronte ad una misura che molti considerano di scarsissima efficacia e poco corrispondente all’equità e alla ragionevolezza, sempre necessarie quando si richiedono sacrifici. Un provvedimento Continua a leggere

Berlusconi e La Russa provano a cancellare il 25 aprile. Dal sito di ANED Nazionale

Berlusconi e La Russa provano a cancellare il 25 aprile

dal sito dell’ANED Nazionale     www.deportati.it

Pubblichiamo il commento del vicepresidente dell’ANED Dario Venegoni a proposito di alcune misure conenute nella manovra finanziaria del governo. Il commento è stato pubblicato sabato 13 agosto 2011 sulla pagina ANED di Facebook.

Quando la casa brucia non si può andare tanto per il sottile. Se bisogna vendere i gioielli di famiglia, si vendono. E certamente non spetta a una associazione come quella degli ex deportati nei campi nazisti di valutare nel merito, misura per misura, le proposte del governo in materia economica.

Tra queste proposte ce n’è una che ci tocca però molto da vicino: quella di accorpare alla domenica più vicina tutte le festività civili del calendario. Si parla del 25 aprile, del 1° maggio, del 2 giugno, tre date che il governo di centrodestra ha dimostrato a più riprese di non digerire.

Ricordiamo tutti quando il ministro della Difesa La Russa dichiarò che lui il 25 aprile lo festeggia andando a porre Continua a leggere

Le ricorrenze fondative dell’Italia democratica: 25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno NON SI TOCCANO

Il Decreto legge di metà agosto del governo Berlusconi prevede, tra l’altro, l’abolizione ( con “godimento” alla domenica successiva) delle uniche tre ricorrenze – festività – che ancora rimangono nel nostro calendario annuo.

Rappresentano i pilastri fondanti, culturali, storici e sociali della Repubblica italiana: 25 Aprile – Liberazione dal nazi-fascismo, 1° Maggio – Festa dei Lavoratori , 2 Giugno – nascita della Repubblica Italiana – e della Costituzione democratica.

Si cancellerebbe la  Memoria, attiva e propositiva, dell’Italia democratica.

NON POSSONO E NON DEVONO PASSARE.

Testo del comma 24 art. 1 del decreto: Continua a leggere

Mobilitazione straordinaria fino allo sciopero generale per cambiare la manovra ………Dichiarazione di Landini, segretario naz. FIOM- CGIL

COMUNICATO STAMPA

Mobilitazione straordinaria fino allo sciopero generale per cambiare la manovra per decreto del governo e per una diversa uscita dalla crisi

Dichiarazione di Maurizio Landini Segretario Generale della Fiom-Cgil

Non era mai successo che per decreto legge un governo provasse a cancellare l’esistenza del Contratto Nazionale e aprisse alla libertà di licenziare. Inoltre il governo fa una legge “ad aziendam” pro Fiat violando principi costituzionali e la carta europea dei diritti dell’uomo.

Tutto ciò all’interno di una manovra economica classista che per decreto colpisce in particolare i lavoratori dipendenti sia privati che pubblici, i pensionati ed i giovani, attaccando i principi democratici del nostro paese e non affrontando i nodi e le ragioni che hanno prodotto il debito pubblico e la crisi del nostro Paese.

La Cgil deve trarre le dovute conseguenze dell’uso fatto dal governo dell’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e delle proposte delle parti sociali del 4 agosto 2011 Continua a leggere