anpinews n. 173

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

 

 

APPUNTAMENTI

 

IL 19 settembre, a Fucecchio, Giornata dedicata ai Martiri delle stragi nazifasciste in Toscana. Interverrà, tra gli altri, il Presidente nazionale dell’ANPI

 

 

ARGOMENTI

 

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

 

 

Ancora sui migranti (o rifugiati)

 

Idee e proposte in circolazione circa possibili referendum

 

Una lapide dedicata ai Magistrati caduti per la libertà

 

Continua il settembre “nero”ANPINEWS 173

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Lettera aperta del M5S all’Ars a Crocetta: “Presidente, in nome dei siciliani, se ne vada.”

Presidente, se ne vada. Confezioni la prima azione degna del suo mandato e, domani, a sala d’Ercole, la consegni alla storia. Se pensa di venirci a sgranare il Rosario dei sui finti successi, non si presenti. Non ci propini la solita difesa d’ufficio del suo indifendibile operato. La peggiore rovina non sta negli errori che si commettono, ma nelle scuse con cui si tenta di nasconderli.

Se ne vada, presidente. Glielo chiediamo a nome di tutti i siciliani che l’hanno votata sognando il governo del cambiamento ed ora, disillusi e disperati, anelano solo al cambiamento del governo. Glielo chiediamo non per l’intercettazione incriminata e misteriosa, ma per quello che è accaduto dopo e, soprattutto, per quello che non è successo prima. Per le sue azioni e le sue mille omissioni. Per i suoi falsi annunci e i suoi veri fallimenti. Per il Muos, per Pace del Mela, per le discariche e i rifiuti, per la Formazione ed i precari, per i forestali, per Gela, Milazzo e Priolo, per le trivelle, per le partecipate, immortali ed immorali, per i mutui che ci ha regalato e per i contenziosi con lo Stato che ha generosamente cancellato.

Presidente, se ne vada. Per le Province, per l’esercito dei dirigenti che non ha appiedato, per la sanità, dove c’è tutto da sanare, tra insopportabili pressioni e vergognose raccomandazioni. Per l’autostrada, che a quasi quattro mesi dal crollo ha visto solo passerelle, ma nemmeno l’ombra di una ruspa. Per la scorciatoia di Caltavuturo che avete snobbato, dileggiato, perfino osteggiato, pronosticandogli nessun futuro e che invece, a tempo record, (ci dispiace per Lei), tra qualche giorno sarà inaugurata.

Se ne vada, Robespierre rivelatosi Re Mida al contrario, che ha distrutto tutto quello che ha toccato e compromesso quello cui si è avvicinato. Non tocchi più nulla, se non il foglio cui affidare le sue dimissioni. In questa Sicilia, dove è più facile che crolli un ponte che un governo, faccia il suo primo atto rivoluzionario, tolga le tende.

Se ne vada, presidente, ma lo faccia coi suoi piedi. Non permetta che siano i farisei del Pd a cacciarla dal Tempio. Non gli permetta di sventolargli il cartellino rosso sotto il naso solo per raccattare qua e là le ultime briciole di credibilità. Per loro, presidente, e per Lei, il tempo è comunque scaduto. Se ne faccia una ragione, nel futuro della nostra isola ci sono, sì, nuvoloni, ma anche 5 stelle. Tirare a campare, mentre c’è chi a campare non ci riesce proprio, è ingiusto e non serve a nulla. Se non ad affossare ulteriormente la Sicilia. Presidente, in nome dei siciliani, se ne vada.

ANPInews n. 160

 

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APPUNTAMENTI

 

 

25 APRILE: le iniziative dell’ANPI in tutta Italia e all’estero. Le manifestazioni nazionali e istituzionali  

 

 

ARGOMENTI

 

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

 

 

 Lettera aperta del Presidente nazionale ANPI (per il 25 aprile a Roma)

Al Sindaco di Roma, all’Assessore alla memoria del Comune di Roma, al Presidente della Comunità ebraica di Roma, alla Presidenza dell’ANED, alla Presidenza provinciale dell’ANPI di Roma, ad ogni altra Associazione democratica(…)

25 aprile – Festa nazionale

Il 70° della Liberazione in Parlamento

Ancora il caso Mori

Il caso del poliziotto della DiazAnpinews n.160

Si dimette il presidente del Pd siciliano da: la sicilia.it

 

di Francesco Terracina

Marco Zambuto avrebbe concordato col Cav le primarie di Agrigento

PALERMO – Se uno si chiama Silvio, è presidente di una squadra di calcio e decide di scendere in politica, difficilmente gli si può attribuire un profilo di centrosinistra; ma ad Agrigento, col soccorso di Pirandello, così è se vi pare. E così era sembrato ai quattromila agrigentini che lo scorso 22 marzo erano andati a votare alle primarie della coalizione “Agrigento 2020”, di cui facevano parte anche il Pd e il Megafono del governatore democratico Rosario Crocetta. Soltanto che a risultare eletto fu Silvio Alessi, uomo sostenuto dal parlamentare Riccardo Gallo Afflitto, di Forza Italia, partito che ufficialmente non faceva parte del raggruppamento. Ora il Pd disconosce il risultato di quelle consultazioni e il presidente siciliano del partito, Marco Zambuto, ritenuto uno degli artefici della “combine”, si è dimesso dalla carica.

Zambuto – ex sindaco, dimessosi durante il secondo mandato per una condanna poi annullata in appello – in passato è stato nell’Udc e nel Pdl, prima della “conversione” al Pd, che all’ultimo congresso l’ha eletto presidente. Oggi Repubblica ha rivelato che proprio lui – insieme a Gallo Afflitto – si è recato lo scorso febbraio a palazzo Grazioli per caldeggiare la candidatura di Alessi e ricevere da Berlusconi l’ok al progetto di candidatura di Alessi. L’interessato conferma l’incontro, ma assicura che la sua presenza non era dettata da questioni politiche ma da amicizia con Gallo Afflitto: un pentito aveva fatto il nome del deputato accusandolo di aver concorso a un omicidio di mafia nel 1988. L’indagine era stata archiviata da mesi, ma il parlamentare «mi ha chiesto – dice Zambuto – di testimoniare davanti a Berlusconi sulla sua onestà, perché da avversario politico le mie parole sarebbero state più credibili».

Già stamani da esponenti del Pd sono arrivate a Zambuto le prime sollecitazioni a lasciare la presidenza del partito; poco dopo il segretario regionale Fausto Raciti gli ha chiesto di “chiarire”, fino a quando, nel primo pomeriggio, non sono arrivate le dimissioni: «Faccio un passo indietro, ma respingo con sdegno il barbaro tentativo di coinvolgermi politicamente in un episodio di solidarietà umana nei confronti di un vecchio amico». Qualche minuto dopo il gelido commento di Raciti: «Considero le dimissioni di Zambuto un passo dovuto nei confronti del Pd siciliano e dei suoi iscritti, militanti ed elettori».

La “strana coalizione” è alle spalle e ora si profila la candidatura del deputato Pd Angelo Capodicasa, già presidente della Regione siciliana per 600 giorni, dal ‘98 al 2000 e viceministro del secondo governo Prodi. Tutti danno per scontato che sarà così, ma ad Agrigento non tutto è fatto una volta fatto.

ANPI news 155

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

 

 

APPUNTAMENTI

 

 

Conoscere la Costituzione. Formare alla cittadinanza“: il 19 marzo, a Cremona, giornata di studi con intervento del Presidente nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia   

 

► “Milano capitale della Resistenza“: il 28 marzo, a Milano, convegno nazionale promosso dall’ANPI e dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio 

 

 

ARGOMENTI

 

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

 

Ho appreso dalla stampa la notizia della consegna di una medaglia, in una sala della Camera dei deputati, dove si trovavano anche il Presidente della Repubblica e la Presidente della Camera, ad un fascista della Repubblica di Salò (…)

 

Si è costituita, a Roma, presso la sede nazionale della FIOM quella che è stata definita come una “coalizione sociale”. L’ANPI è stata presente, avendo inviato alla riunione un suo dirigente, come “osservatore”(…)

 

Anpinews n.155 (1)

MENO GIORNALI MENO LIBERI: ROSY BINDI da: ndnoidonne

L’editoria cooperativa e no profit “è meno condizionabile da interessi illegali e può promuovere con maggiore libertà campagne di sensibilizzazione e di battaglia civile sui temi della legalità e della cittadinanza” dice Rosy Bindi

inserito da Tiziana Bartolini

A Rosy Bindi,  Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, abbiamo chiesto un parere sul ruolo dell’editoria cooperativa e no profit in occasione della Campagna MENO GIORNALI MENO LIBERI e della relativa petizione.
Presidente, dal suo punto di osservazione sui problemi della corruzione e delle mafie, quale il ruolo dell’informazione territoriale e dei giornali di opinione?
Un ruolo decisivo ma ambivalente. Nelle inchieste che stiamo svolgendo come Commissione parlamentare Antimafia misuriamo ogni giorno l’importanza per le comunità locali e l’opinione pubblica nazionale delle notizie sui fatti di corruzione e di mafia divulgate dai mezzi di informazione. Le mafie non amano la pubblicità e non sopportano i giornalisti che fanno nomi, indagano sui loro affari, denunciano omertà e intimidazioni, fanno luce sulle collusioni con il mondo delle professioni, dell’economia e della politica. In tanti hanno perso la vita perché avevano scoperto, a volte prima della magistratura,le trame mafiose e tantissimi subiscono minacce e pesanti avvertimenti per il loro lavoro d’inchiesta. La realtà delle mafie al Nord è stata anticipata da articoli e inchieste sulla stampa locale, penso alle infiltrazioni nel comune di Sedriano, il primo comune sciolto per mafia in Lombardia; alla presenta della ‘Ndrangheta in Emila o agli intrecci tra eversione nera e criminalità organizzata, confermati con Mafia Capitale. Questo lavoro è prezioso. Ma non va dimenticato che c’è anche purtroppo un’informazione compiacente, al servizio delle cosche che agisce per minimizzare i fatti e costruire consenso sociale. Questa informazione collusa è un’arma molto efficace per esibire il potere mafioso ma anche un’insidia per chi fa un serio giornalismo d’inchiesta, rischia infatti di minare la credibilità di tutta l’informazione.

La corruzione e l’illegalità vanno contrastati anche sul piano culturale. Non crede che l’editoria cooperativa e no profit possa in tal senso avere una funzione sociale importante proprio perché è molto vicina alle persone?
Certamente, anche perché questo tipo di editoria è meno condizionabile da interessi illegali e può promuovere con maggiore libertà campagne di sensibilizzazione e di battaglia civile sui temi della legalità e della cittadinanza. La lotta alle mafie ha bisogno di diventare un fronte largo, popolare, partecipato, non possiamo delegare questo compito solo alla magistratura e alle forze dell’ordine. Le testate cooperative sanno creare comunità e condivisione, condizioni per sviluppare una diffusa cultura della legalità e perché tutti si sentano impegnati a rafforzare la coscienza dei diritti e dei doveri, il rispetto delle regole i principi della Costituzione, che è il nostro primo e più forte argine all’illegalità.

Il Presidente della Repubblica Mattarella nel suo discorso di insediamento ha detto che garantire la Costituzione significa “garantire l’autonomia e il pluralismo dell’informazione, presidio di democrazia”. Non crede che se l’informazione nel nostro Paese rimanesse nelle mani di pochi e potenti gruppi editoriali si andrebbe in una direzione contraria?
Il Presidente ha ragione, salvaguardare il pluralismo è essenziale. È il sale della democrazia, un indicatore del grado di libertà e vitalità culturale e civile di un paese.

A cura di Tiziana Bartolini

Comunicato stampa: presidente Smuraglia auguri al Presidente della Repubblica

Signor Presidente, siamo lietissimi che sia stato eletto un Presidente così rappresentativo dei valori fondamentali in cui fermamente crediamo. Le auguriamo sinceramente buon lavoro, nell’interesse della collettività nazionale e della giustizia sociale. Le assicuriamo che nell’impegno per i diritti, per la Costituzione e per la democrazia, contro la corruzione, contro la criminalità organizzata e contro ogni forma di razzismo, di neofascismo e di violenza, Ella troverà sempre al Suo fianco la nostra Associazione, fedele ai valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana.
Con sinceri rallegramenti e vivissima, rispettosa cordialità,
Prof. Carlo Smuraglia, Presidente Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
http://www.anpi.it/gli-auguri-dellanpi-al-presidente-matta…/