In memoria del partigiano catanese Sortino Salvatore, deceduto gg. 8 giugno

A.N.P.I. – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia –

Sezione di CATANIA

 anpicatania@yahoo.it

                                                                                  Catania, 9 giugno 2009

 COMUNICATO STAMPA

 In memoria del partigiano catanese  Sortino Salvatore, deceduto gg. 8 giugno

 

                L’ANPI di Catania annuncia con profonda tristezza la morte del partigiano combattente Salvatore Sortino di Catania, di anni 81, avvenuta la sera dell’8 Giugno dopo grave e lunga malattia. Salvatore Sortino proveniva da una famiglia della provincia di Catania in cui il conflitto politico era molto acceso, il padre piccolo gerarca fascista ed il nonno paterno vecchio anarchico libertario, che esercitò una grande influenza nelle idee democratiche del nipote.

               Nel 1944, una volta liberata la Sicilia, il Sortino, che aveva appena superata la fase dell’adolescenza, seguì istintivamente le pulsioni di libertà che aveva appreso e maturato nei discorsi con il nonno e, accogliendo gli appelli del governo del Sud, fu tra i circa dieci catanesi che si arruolarono volontariamente nel Corpo Italiano di Liberazione e raggiunse il Nord Italia dove ancora infuriava la guerra contro gli occupanti nazifascisti.

             Condusse la guerra nel neonato Esercito italiano quale graduato e successivamente entrò a far parte delle Brigate Garibaldi, con le quali operò nella zona di Marzabotto nei giorni in cui veniva commessa la strage di civili ad opera di Walter Reder.

              Di tale strage di innocenti Salvatore Sortino conservò un ricordo indelebile. Volle portare con sé, quale testimonianza tangibile a futura memoria, un pezzo di terra di Marzabotto intrisa di sangue, conservata in un’ampolla di vetro, che non abbandonò mai e che nelle sue ultime volontà dispose che l’accompagnasse fin nell’ultima dimora.

               Nel dopoguerra, grazie all’aiuto dei tanti amici ebrei che da partigiano aveva aiutato a fuggire dalle persecuzioni naziste, trovò lavoro in banca.

              Tutta la sua vita Salvatore Sortino la dedicò con tenacia a perpetuare i valori di democrazia, di tolleranza, di sacrificio, che animarono la Resistenza di cui fu uno dei partecipi, aderendo all’ANPI di Catania, partecipando ogni anno alle manifestazioni del 25 Aprile e andando nelle scuole ad incontrare i giovani, con i quali si trovava sempre in sintonia grazie al suo parlare garbato, mai sopra le righe, che stimolava al dialogo.

              Lo ricordiamo due anni addietro, già gravemente minato nella salute, allorquando volle testardamente partecipare alla sua ultima manifestazione sulla Resistenza nella facoltà di Scienze Politiche dove studiava l’amata figlia, ove fece un intervento applaudito.

             Salvatore Sortino voleva essere sepolto con la sua vecchia camicia di partigiano, il fazzoletto tricolore dell’ANPI e la terra di Marzabotto. Il suo ultimo desiderio è stato esaudito. Anche da questa circostanza viene fuori chi era Salvatore Sortino. Una persona che ha vissuto la Resistenza come un evento coinvolgente anche emotivamente, in cui l’essere umano è stato protagonista, con i suoi sentimenti ed i suoi valori positivi. Il che, nella società di oggi in cui Salvatore Sortino si identificava con difficoltà, ci sembra una grande lezione di umanità.

 ANPI di Catania

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