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L’Anpi di Catania sulla legge “sicurezza” 132/2018

L’A.N.P.I. di Catania condivide e apprezza la coraggiosa scelta del Sindaco di Palermo, Prof.  Leoluca Orlando, di “…. sospendere per gli stranieri eventualmente coinvolti nella controversa applicazione della legge 132/2018 qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona, con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica” .
L’articolo 13 di questa legge, tra le altre disposizioni liberticide che negano i principi di solidarietà e di tutela dei diritti umani sanciti dalla Costituzione democratica ed antifascista, oltre a negare, per molti stranieri, il permesso di soggiorno per motivi umanitari, vieta ai richiedenti asilo in possesso di regolare permesso di soggiorno il diritto di iscriversi all’anagrafe comunale e quindi gli nega il diritto di usufruire di qualunque servizio, in primo luogo l’assistenza sanitaria.
Considera positivo il fatto che altri Sindaci abbiano seguito l’esempio di Orlando, sospendendo l’applicazione di questa parte della legge.
Questa legge, oltre a violare i diritti fondamentali della persona, genera grave insicurezza sociale, perché crea problemi di ordine pubblico invece di risolverli. Aumenterà, infatti, il numero dei migranti “clandestini” ed “irregolari”, con esclusivo vantaggio per il caporalato e per le mafie, che troveranno terreno fertile per arruolare manovalanza a basso costo fra i nuovi disperati senza diritti, creati da questa cosiddetta “legge sicurezza”.
L’ANPI si oppone con forza alla deriva autoritaria, antidemocratica, xenofoba e razzista di questa legge ingiusta sia sotto il profilo umano che giuridico.
Auspica che anche il Sindaco di Catania ed i sindaci dei Comuni della nostra provincia si
oppongano, con le forme legali a questa legge iniqua e ne denuncino, innanzi la Corte
Costituzionale, la sua evidente incostituzionalità, rappresentata in primo luogo dalla violazione del principio di uguaglianza e di parità di trattamento garantiti dall’art. 3 della Costituzione.
Catania,03/01/2019
A.N.P.I. Catania