“Esprimiamo preoccupazione per la risoluzione del Parlamento Europeo che equipara nazifascismo e comunismo”

Comunicato della Presidenza e della Segreteria nazionali ANPI

L’ANPI esprime profonda preoccupazione per la recente risoluzione del Parlamento Europeo in cui si equiparano nazifascismo e comunismo, per altro in palese contrasto con la risoluzione antifascista, antinazista e antirazzista del 25 ottobre 2018. In un’unica riprovazione si accomunano oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori, per di più ignorando lo spaventoso tributo di sangue pagato dai popoli dell’Unione Sovietica – più di 22 milioni di morti – e persino il simbolico evento della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa. Davanti al crescente pericolo di nazifascismi, razzismi, nazionalismi, si sceglie una strada di lacerante divisione invece che di responsabile e rigorosa unità. L’ANPI si augura che al più presto giunga dal Parlamento Europeo, al fine della sua stessa autorevolezza e credibilità, il chiaro segnale di un radicale ripensamento, nel solco dei principi che ispirarono la creazione di un’Europa Unita, figlia dell’antifascismo e delle donne e uomini che si opposero ai regimi nazifascisti e frutto del pensiero dei confinati a Ventotene proprio dal regime fascista.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

22 settembre 2019

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Pubblichiamo il testo integrale della vergognosa Risoluzione approvata dal Parlamento Europeo il 19 Settembre 2019 con 535 voti a favore, 66 contrari e 52 astenuti sulla importanza della memoria storica. La polemica su questo documento è cresciuta sui social con il passare delle ore. A votarla è stato anche, con alcune eccezioni, il Partito democratico, compreso il Presidente del Parlamento Europeo Sassoli (insieme al gruppo dei Socialisti e democratici di cui è membro). E’ stata anche votata oltre che dal Ppe, in cui c’è anche Forza Italia, dai convervatori (con Fratelli d’Italia) e dal gruppo Identità e democrazia, di cui fa parte la Lega.

 

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa

Il Parlamento europeo,

–  visti i principi universali dei diritti umani e i principi fondamentali dell’Unione europea in quanto comunità basata su valori comuni,

–  vista la dichiarazione rilasciata dal primo Vicepresidente Timmermans e dalla Commissaria Jourová il 22 agosto 2019, alla vigilia della Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i regimi totalitari e autoritari,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite adottata il 10 dicembre 1948,

–  vista la sua risoluzione del 12 maggio 2005 sul sessantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale in Europa, l’8 maggio 1945(1),

–  vista la risoluzione 1481 dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, del 26 gennaio 2006, relativa alla necessità di una condanna internazionale dei crimini dei regimi totalitari comunisti,

–  vista la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale(2),

–  vista la Dichiarazione di Praga sulla coscienza europea e il comunismo, adottata il 3 giugno 2008,

–  vista la sua dichiarazione sulla proclamazione del 23 agosto come Giornata europea di commemorazione delle vittime dello stalinismo e del nazismo, approvata il 23 settembre 2008(3),

–  vista la sua risoluzione del 2 aprile 2009 su coscienza europea e totalitarismo(4),

–  vista la relazione della Commissione del 22 dicembre 2010 sulla memoria dei crimini commessi dai regimi totalitari in Europa (COM(2010)0783),

–  viste le conclusioni del Consiglio del 9-10 giugno 2011 sulla memoria dei crimini commessi dai regimi totalitari in Europa,

–  vista la Dichiarazione di Varsavia del 23 agosto 2011 sulla Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari,

–  vista la dichiarazione congiunta del 23 agosto 2018 dei rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea per commemorare le vittime del comunismo,

–  vista la sua storica risoluzione sulla situazione in Estonia, Lettonia e Lituania, approvata il 13 gennaio 1983 in risposta al cosiddetto “appello baltico”, presentato da 45 cittadini di detti paesi,

–  viste le risoluzioni e le dichiarazioni sui crimini dei regimi totalitari comunisti, adottate da vari parlamenti nazionali,

–  visto l’articolo 132, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A.  considerando che quest’anno si celebra l’ottantesimo anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale, che ha causato sofferenze umane fino ad allora inaudite e ha portato all’occupazione di taluni paesi europei per molti decenni a venire;

B.  considerando che ottanta anni fa, il 23 agosto 1939, l’Unione Sovietica comunista e la Germania nazista firmarono il trattato di non aggressione, noto come patto Molotov-Ribbentrop, e i suoi protocolli segreti, dividendo l’Europa e i territori di Stati indipendenti tra i due regimi totalitari e raggruppandoli in sfere di interesse, il che ha spianato la strada allo scoppio della Seconda guerra mondiale;

C.  considerando che, come diretta conseguenza del patto Molotov-Ribbentrop, seguito dal “trattato di amicizia e di frontiera” nazi-sovietico del 28 settembre 1939, la Repubblica polacca fu invasa prima da Hitler e due settimane dopo da Stalin, eventi che privarono il paese della sua indipendenza e furono una tragedia senza precedenti per il popolo polacco; che il 30 novembre 1939 l’Unione Sovietica comunista iniziò una guerra aggressiva contro la Finlandia e nel giugno 1940 occupò e annesse parti della Romania, territori che non furono mai restituiti, e annesse le Repubbliche indipendenti di Lituania, Lettonia ed Estonia;

D.  considerando che, dopo la sconfitta del regime nazista e la fine della Seconda guerra mondiale, alcuni paesi europei sono riusciti a procedere alla ricostruzione e a intraprendere un processo di riconciliazione, mentre per mezzo secolo altri paesi europei sono rimasti assoggettati a dittature, alcuni dei quali direttamente occupati dall’Unione sovietica o soggetti alla sua influenza, e hanno continuato a essere privati della libertà, della sovranità, della dignità, dei diritti umani e dello sviluppo socioeconomico;

E.  considerando che, sebbene i crimini del regime nazista siano stati giudicati e puniti attraverso i processi di Norimberga, vi è ancora un’urgente necessità di sensibilizzare, effettuare valutazioni morali e condurre indagini giudiziarie in relazione ai crimini dello stalinismo e di altre dittature;

F.  considerando che in alcuni Stati membri la legge vieta le ideologie comuniste e naziste;

G.  considerando che, fin dall’inizio, l’integrazione europea è stata una risposta alle sofferenze inflitte da due guerre mondiali e dalla tirannia nazista, che ha portato all’Olocausto, e all’espansione dei regimi comunisti totalitari e antidemocratici nell’Europa centrale e orientale, nonché un mezzo per superare profonde divisioni e ostilità in Europa attraverso la cooperazione e l’integrazione, ponendo fine alle guerre e garantendo la democrazia sul continente; che per i paesi europei che hanno sofferto a causa dell’occupazione sovietica e delle dittature comuniste l’allargamento dell’UE, iniziato nel 2004, rappresenta un ritorno alla famiglia europea alla quale appartengono;

H.  considerando che occorre mantenere vivo il ricordo del tragico passato dell’Europa, onde onorare le vittime, condannare i colpevoli e gettare le basi per una riconciliazione fondata sulla verità e la memoria;

I.  considerando che la memoria delle vittime dei regimi totalitari, il riconoscimento del retaggio europeo comune dei crimini commessi dalla dittatura comunista, nazista e di altro tipo, nonché la sensibilizzazione a tale riguardo, sono di vitale importanza per l’unità dell’Europa e dei suoi cittadini e per costruire la resilienza europea alle moderne minacce esterne;

J.  considerando che trent’anni fa, il 23 agosto 1989, ricorreva il cinquantesimo anniversario del patto Molotov-Ribbentrop e le vittime dei regimi totalitari sono state commemorate nella Via Baltica, una manifestazione senza precedenti cui hanno partecipato due milioni di lituani, lettoni ed estoni, che si sono presi per mano per formare una catena umana da Vilnius a Tallinn, passando attraverso Riga;

K.  considerando che, nonostante il 24 dicembre 1989 il Congresso dei deputati del popolo dell’URSS abbia condannato la firma del patto Molotov-Ribbentrop, oltre ad altri accordi conclusi con la Germania nazista, nell’agosto 2019 le autorità russe hanno negato la responsabilità di tale accordo e delle sue conseguenze e promuovono attualmente l’interpretazione secondo cui la Polonia, gli Stati baltici e l’Occidente sarebbero i veri istigatori della Seconda guerra mondiale;

L.  considerando che la memoria delle vittime dei regimi totalitari e autoritari, il riconoscimento del retaggio europeo comune dei crimini commessi dalla dittatura comunista, nazista e di altro tipo, nonché la sensibilizzazione a tale riguardo, sono di vitale importanza per l’unità dell’Europa e dei suoi cittadini e per costruire la resilienza europea alle moderne minacce esterne;

M.  considerando che gruppi e partiti politici apertamente radicali, razzisti e xenofobi fomentano l’odio e la violenza all’interno della società, per esempio attraverso la diffusione dell’incitamento all’odio online, che spesso porta a un aumento della violenza, della xenofobia e dell’intolleranza;

1.  ricorda che, come sancito dall’articolo 2 TUE, l’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze; rammenta che questi valori sono comuni a tutti gli Stati membri;

2.  sottolinea che la Seconda guerra mondiale, il conflitto più devastante della storia d’Europa, è iniziata come conseguenza immediata del famigerato trattato di non aggressione nazi-sovietico del 23 agosto 1939, noto anche come patto Molotov-Ribbentrop, e dei suoi protocolli segreti, in base ai quali due regimi totalitari, che avevano in comune l’obiettivo di conquistare il mondo, hanno diviso l’Europa in due zone d’influenza;

3.  ricorda che i regimi nazisti e comunisti hanno commesso omicidi di massa, genocidi e deportazioni, causando, nel corso del XX secolo, perdite di vite umane e di libertà di una portata inaudita nella storia dell’umanità, e rammenta l’orrendo crimine dell’Olocausto perpetrato dal regime nazista; condanna con la massima fermezza gli atti di aggressione, i crimini contro l’umanità e le massicce violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime nazista, da quello comunista e da altri regimi totalitari;

4.  esprime il suo profondo rispetto per ciascuna delle vittime di questi regimi totalitari e invita tutte le istituzioni e gli attori dell’UE a fare tutto il possibile per garantire che gli orribili crimini totalitari contro l’umanità e le gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani siano ricordati e portati dinanzi ai tribunali, nonché per assicurare che tali crimini non si ripetano mai più; sottolinea l’importanza di mantenere vivo il ricordo del passato, in quanto non può esserci riconciliazione senza memoria, e ribadisce la sua posizione unanime contro ogni potere totalitario, a prescindere da qualunque ideologia;

5.  invita tutti gli Stati membri dell’UE a formulare una valutazione chiara e fondata su principi riguardo ai crimini e agli atti di aggressione perpetrati dai regimi totalitari comunisti e dal regime nazista;

6.  condanna tutte le manifestazioni e la diffusione di ideologie totalitarie, come il nazismo e lo stalinismo, all’interno dell’Unione;

7.  condanna il revisionismo storico e la glorificazione dei collaboratori nazisti in alcuni Stati membri dell’UE; è profondamente preoccupato per la crescente accettazione di ideologie radicali e per il ritorno al fascismo, al razzismo, alla xenofobia e ad altre forme di intolleranza nell’Unione europea ed è turbato dalle notizie di collusione di leader politici, partiti politici e forze dell’ordine con movimenti radicali, razzisti e xenofobi di varia denominazione politica in alcuni Stati membri; invita gli Stati membri a condannare con la massima fermezza tali accadimenti, in quanto compromettono i valori di pace, libertà e democrazia dell’UE;

8.  invita tutti gli Stati membri a celebrare il 23 agosto come la Giornata europea di commemorazione delle vittime dei regimi totalitari a livello sia nazionale che dell’UE e a sensibilizzare le generazioni più giovani su questi temi inserendo la storia e l’analisi delle conseguenze dei regimi totalitari nei programmi didattici e nei libri di testo di tutte le scuole dell’Unione; invita gli Stati membri a promuovere la documentazione del tragico passato europeo, ad esempio attraverso la traduzione dei lavori dei processi di Norimberga in tutte le lingue dell’UE;

9.  invita gli Stati membri a condannare e contrastare ogni forma di negazione dell’Olocausto, compresa la banalizzazione e la minimizzazione dei crimini commessi dai nazisti e dai loro collaboratori, e a prevenire la banalizzazione nei discorsi politici e mediatici;

10.  chiede l’affermazione di una cultura della memoria condivisa, che respinga i crimini dei regimi fascisti e stalinisti e di altri regimi totalitari e autoritari del passato come modalità per promuovere la resilienza alle moderne minacce alla democrazia, in particolare tra le generazioni più giovani; incoraggia gli Stati membri a promuovere l’istruzione attraverso la cultura tradizionale sulla diversità della nostra società e sulla nostra storia comune, compresa l’istruzione in merito alle atrocità della Seconda guerra mondiale, come l’Olocausto, e alla sistematica disumanizzazione delle sue vittime nell’arco di alcuni anni;

11.  chiede inoltre che il 25 maggio (anniversario dell’esecuzione del comandante Witold Pilecki, eroe di Auschwitz) sia proclamato “Giornata internazionale degli eroi della lotta contro il totalitarismo”, in segno di rispetto e quale tributo a tutti coloro che, combattendo la tirannia, hanno reso testimonianza del loro eroismo e di vero amore nei confronti dell’umanità, dando così alle future generazioni una chiara indicazione dell’atteggiamento giusto da assumere di fronte alla minaccia dell’asservimento totalitario;

12.  invita la Commissione a fornire un sostegno effettivo ai progetti di memoria e commemorazione storica negli Stati membri e alle attività della Piattaforma della memoria e della coscienza europee, nonché a stanziare risorse finanziarie adeguate nel quadro del programma “Europa per i cittadini” per sostenere la commemorazione e il ricordo delle vittime del totalitarismo, come indicato nella posizione del Parlamento sul programma “Diritti e valori” 2021-2027;

13.  dichiara che l’integrazione europea, in quanto modello di pace e di riconciliazione, è il frutto di una libera scelta dei popoli europei, che hanno deciso di impegnarsi per un futuro comune, e che l’Unione europea ha una responsabilità particolare nel promuovere e salvaguardare la democrazia e il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, sia all’interno che all’esterno del suo territorio;

14.  sottolinea che, alla luce della loro adesione all’UE e alla NATO, i paesi dell’Europa centrale e orientale non solo sono tornati in seno alla famiglia europea di paesi democratici liberi, ma hanno anche dato prova di successo, con l’assistenza dell’UE, nelle riforme e nello sviluppo socioeconomico; sottolinea, tuttavia, che questa opzione dovrebbe rimanere aperta ad altri paesi europei, come previsto dall’articolo 49 TUE;

15.  sostiene che la Russia rimane la più grande vittima del totalitarismo comunista e che il suo sviluppo in uno Stato democratico continuerà a essere ostacolato fintantoché il governo, l’élite politica e la propaganda politica continueranno a insabbiare i crimini del regime comunista e ad esaltare il regime totalitario sovietico; invita pertanto la società russa a confrontarsi con il suo tragico passato;

16.  è profondamente preoccupato per gli sforzi dell’attuale leadership russa volti a distorcere i fatti storici e a insabbiare i crimini commessi dal regime totalitario sovietico; considera tali sforzi una componente pericolosa della guerra di informazione condotta contro l’Europa democratica allo scopo di dividere l’Europa e invita pertanto la Commissione a contrastare risolutamente tali sforzi;

17.  esprime inquietudine per l’uso continuato di simboli di regimi totalitari nella sfera pubblica e a fini commerciali e ricorda che alcuni paesi europei hanno vietato l’uso di simboli sia nazisti che comunisti;

18.  osserva la permanenza, negli spazi pubblici di alcuni Stati membri, di monumenti e luoghi commemorativi (parchi, piazze, strade, ecc.) che esaltano regimi totalitari, il che spiana la strada alla distorsione dei fatti storici circa le conseguenze della Seconda guerra mondiale, nonché alla propagazione di regimi politici totalitari;

19.  condanna il fatto che forze politiche estremiste e xenofobe in Europa ricorrano con sempre maggior frequenza alla distorsione dei fatti storici e utilizzino simbologie e retoriche che richiamano aspetti della propaganda totalitaria, tra cui il razzismo, l’antisemitismo e l’odio nei confronti delle minoranze sessuali e di altro tipo;

20.  esorta gli Stati membri ad assicurare la loro conformità alle disposizioni della decisione quadro del Consiglio, in modo da contrastare le organizzazioni che incitano all’odio e alla violenza negli spazi pubblici e online, nonché a vietare di fatto i gruppi neofascisti e neonazisti e qualsiasi altra fondazione o associazione che esalti e glorifichi il nazismo e il fascismo o qualsiasi altra forma di totalitarismo, rispettando nel contempo l’ordinamento giuridico e le giurisdizioni nazionali;

21.  sottolinea che il tragico passato dell’Europa dovrebbe continuare a fungere da ispirazione morale e politica per far fronte alle sfide del mondo odierno, come la lotta per un mondo più equo e la creazione di società aperte e tolleranti e di comunità che accolgano le minoranze etniche, religiose e sessuali, facendo in modo che tutti possano riconoscersi nei valori europei;

22.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alla Duma russa e ai parlamenti dei paesi del partenariato orientale.

(1)

GU C 92 E del 20.4.2006, pag. 392.

(2)

GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55.

(3)

GU C 8 E del 14.1.2010, pag. 57.

(4)

GU C 137 E del 27.5.2010, pag. 25.

 

Festa Antifascista 2019

“Il più bel funerale del fascismo”: il 25 luglio, in tutta Italia, la Pastasciutta antifascista

Siete tutti invitati a partecipare anche a Catania

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ANCHE QUEST’ANNO, IN TUTTA ITALIA, LA PASTASCIUTTA ANTIFASCISTA

Il 25 luglio 1943 Mussolini viene arrestato, creando la temporanea illusione della fine del regime e della guerra. Seguiranno i mesi delle peggiori sofferenze per il popolo italiano, ma in quelle ore si festeggiò in tutta Italia la destituzione del Duce. Da Casa Cervi partì uno degli eventi spontanei più originali, con una grande pastasciutta offerta a tutto il paese, distribuita in piazza a Campegine dalla famiglia, per festeggiare, come disse Papà Cervi, il “più bel funerale del fascismo”.

L’evento centrale sarà a Casa cervi con la partecipazione di Ilaria Cucchi.

Tutti gli altri eventi, promossi dall’ANPI, sono disponibili

su http://www.anpi.it/eventi/

 

 

 

 

25 Aprile 1945 – 25 Aprile 2019

Locandina 25 aprile 2019

ANPI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

Comitato Provinciale di Catania “Salvatrice Benincasa”

25 Aprile 1945 – 25 Aprile 2919

74° Anniversario della Liberazione

DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE, ANTIFASCISMO, ACCOGLIENZA

L’ANPI di Catania esprime preoccupazione per le iniziative e i comportamenti di questo Governo nei confronti della Costituzione italiana, nata dalla Resistenza e dal sacrificio di tante italiane ed italiani, compresi nostri concittadini. Per responsabilità dei Governi che si sono succeduti dal 1948 ad oggi non è stata data piena attuazione agli impegni, alle garanzie ed alle disposizioni dirette ad attribuire una reale efficacia ai diritti ed ai principi enunciati nella Carta Costituzionale. Sul tema della democrazia costituzionale questo Governo di destra non ha speso una parola, né si trova alcunché nel cosiddetto “contratto di Governo”. L’attuale maggioranza e lo stesso Governo non hanno perso occasione per dimostrare scarsissimo rispetto nei confronti della Costituzione.

Destano ancor maggiore preoccupazione altri due aspetti del progetto di demolizione della Costituzione da parte della maggioranza di governo: la profonda modifica del sistema delle autonomie e l’atteggiamento nei confronti delle rinascenti manifestazioni di fascismo e razzismo. Sul primo punto va rilevato come l’operazione che si vuol compiere mira a realizzare una “quasi secessione” di alcune Regioni del Nord è gravissima dal punto di vista politico e sociale, essendo idonea non solo a rompere o, quanto meno, a frammentare il sistema previsto dall’art. 5 della Costituzione, ma anche a creare profonde e ingiustificate distinzioni tra regioni ricche e regioni povere, aumentando le disuguaglianze anziché cercare di eliminarle nel contesto di una vera unità nazionale. Il secondo problema, consiste nella completa dimenticanza del fatto che la nostra Costituzione è profondamente antifascista. Trascurando il fatto che vi sono leggi che puniscono le manifestazioni di fascismo e di razzismo, si è mostrata una sorta di connivenza, dal momento che in più di una occasione il Ministro degli Interni ed altri organi dello Stato hanno dichiaratamente ritenuto lecite manifestazione che avrebbero dovuto essere vietate.

L’attuale governo si è da subito contraddistinto per la sua propaganda basata sulla discriminazione razziale ed etnica. Il numero uno di questa propaganda è il Ministro dell’Interno, nel silenzio sconvolgente e accondiscendente dei suoi alleati. Questa propaganda usa le ansie, le paure, le fragilità dei cittadini, spingendoli verso l’odio e il disprezzo degli altri, di cui il Decreto Sicurezza è uno degli strumenti più biechi. I poveri diventano cattivi, pericolosi e, soprattutto, stranieri, con parole d’ordine connesse alle pagine più nere della storia italiana. Tutti gli antifascisti ed i democratici catanesi condannano le scelte con cui l’amministrazione comunale della nostra città ha contribuito ad alimentare questa situazione di odio verso i deboli gli indifesi, ad esempio con la scellerata Ordinanza “antibivacco” che colpisce in maniera ottusa e crudele gli emarginati, i bisognosi e gli immigrati. Per quanto riguarda la vicenda verificatasi recentemente di fronte all’Istituto De Felice, l’ANPI ha sempre condannato qualunque forma di violenza, ma ha fiducia che la Magistratura sappia collocare i fatti nella loro esatta dinamica ed auspica che venga data possibilità ai ragazzi che si trovano agli arresti domiciliari di concludere l’anno scolastico.

Per difendere i valori nati dalla Resistenza e lottare per una società giusta, fondata sulla rappresentanza, sulla partecipazione, sull’equilibrio dei poteri, sul rispetto della persona umana, sull’accoglienza, sulla legalità, invitiamo le catanesi ed i catanesi ad intervenire al corteo cittadino che si terrà il 25 Aprile 2019 con partenza da Piazza Stesicoro alle ore 9,30 e conclusione in Piazza Dante.

8 Marzo 2019 Convegno LA NUOVA RESISTENZA

ANPI Convegno 8 marzo 2019 1°ANPI Convegno 8 marzo 2019 2°

Lunedì 28 gennaio ore 17,00 presso la Camera del Lavoro in Via Crociferi, 40

giornomemoriac

L’Anpi di Catania sulla legge “sicurezza” 132/2018

L’A.N.P.I. di Catania condivide e apprezza la coraggiosa scelta del Sindaco di Palermo, Prof.  Leoluca Orlando, di “…. sospendere per gli stranieri eventualmente coinvolti nella controversa applicazione della legge 132/2018 qualunque procedura che possa intaccare i diritti fondamentali della persona, con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica” .
L’articolo 13 di questa legge, tra le altre disposizioni liberticide che negano i principi di solidarietà e di tutela dei diritti umani sanciti dalla Costituzione democratica ed antifascista, oltre a negare, per molti stranieri, il permesso di soggiorno per motivi umanitari, vieta ai richiedenti asilo in possesso di regolare permesso di soggiorno il diritto di iscriversi all’anagrafe comunale e quindi gli nega il diritto di usufruire di qualunque servizio, in primo luogo l’assistenza sanitaria.
Considera positivo il fatto che altri Sindaci abbiano seguito l’esempio di Orlando, sospendendo l’applicazione di questa parte della legge.
Questa legge, oltre a violare i diritti fondamentali della persona, genera grave insicurezza sociale, perché crea problemi di ordine pubblico invece di risolverli. Aumenterà, infatti, il numero dei migranti “clandestini” ed “irregolari”, con esclusivo vantaggio per il caporalato e per le mafie, che troveranno terreno fertile per arruolare manovalanza a basso costo fra i nuovi disperati senza diritti, creati da questa cosiddetta “legge sicurezza”.
L’ANPI si oppone con forza alla deriva autoritaria, antidemocratica, xenofoba e razzista di questa legge ingiusta sia sotto il profilo umano che giuridico.
Auspica che anche il Sindaco di Catania ed i sindaci dei Comuni della nostra provincia si
oppongano, con le forme legali a questa legge iniqua e ne denuncino, innanzi la Corte
Costituzionale, la sua evidente incostituzionalità, rappresentata in primo luogo dalla violazione del principio di uguaglianza e di parità di trattamento garantiti dall’art. 3 della Costituzione.
Catania,03/01/2019
A.N.P.I. Catania

8 Settembre 1943 – 8 Settembre 2018

Definitivo 8settembre