Convegno: Le ragioni del NO ANPI CATANIA E COMITATO PER IL NO CATANIA

Catania 8 Ottobre Via Crociferin.40
Siete tutte e tutti invitati a partecipare all’evento
 
ORE 17.30 Convegno: Le ragioni del NO con il professore Alessandro Pace Presidente del comitato per il NO intervistato dalla giornalista Roberta Fuschi.
ORE 20.00 FESTA con spettacolo di canzoni della Resistenza con la band ” Legendary Sounds” e letture sulla Costituzione a cura dii Aldo Toscano e Grazia Loria.
Cena locandina-evento

L’associazione ANPI al referendum contro le modifiche costituzionali del Senato voterà NO

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Fonte: il manifestoAutore: Ivan Cavicchi La Sanità ceduta ai privati

 

In attesa della nota di aggiornamento al Def, mi sono letto il rapporto n° 3 sul monitoraggio della spesa sanitaria 2016 del dipartimento della ragioneria generale dello Stato.Il dati politicamente importanti sono di due tipi, strutturali e funzionali. Quelli strutturali riguardano la tenuta finanziaria del sistema e sono i seguenti:1) il sistema sanitario pubblico nel suo complesso risulta in disavanzo di 1 miliardo e 200 milioni. Nel 2015, la spesa sanitaria è risultata pari a 111,185 miliardi (a fronte di un finanziamento del Ssn di 109,7 mld), con un tasso di incremento dello 0,3% rispetto al 2014; 2) tale disavanzo è compensato prevalentemente da nuove tasse, nuovi ticket, uso di altre risorse regionali e aumento delle aliquote locali; 3) nel 2015 il disavanzo riguarda ben 12 regioni su 21, le quali per non andare in regime di commissariamento hanno coperto i loro disavanzi con tasse e altre risorse.

I dati funzionali riguardano invece l’assistenza, la sua qualità, il grado di copertura della tutela e sono i seguenti: cala drammaticamente la spesa per il personale (dal 2010 e 2014 si è avuto un calo di 25 mila unità), la farmaceutica convenzionata che si riduce dal 9,9% nel 2010 al 7,4% nel 2015, quindi con un meno 1,2 % rispetto al 2014, e la spesa per i medici di famiglia, dove si è passati da un incremento medio annuo del 2,8% nel periodo 2006-2010 a un incremento dello 0,2% nel periodo 2011-2015. E altri dati che per brevità non menziono.

A fronte di tutto ciò cresce come è ovvio l’assistenza privata.

Questi numeri sono la misura dei nostri allarmi e delle nostre ripetute denunce: il sistema nel suo complesso è davvero a rischio di tenuta, il definanziamento della sanità che il governo Renzi persegue fin dal 2014 crea una flessione nelle capacità e nella qualità del sistema pubblico, quindi induce nuova tassazione che a sua volta crea abbandono sociale (i famosi 11 milioni di italiani che rinunciano a curarsi per ragioni economiche).

Tutto questo favorisce la crescita del ricorso al privato, vale a dire che il privato, per chi può, sta assumendo un ruolo sempre meno complementare e sempre più vicariante. Questo mutamento di ruolo è la premessa necessaria per fare il passo contro-riformatore decisivo: ridimensionare la natura solidaristica e universalistica del sistema superando il diritto alla salute per tutelare tutti allo stesso modo, sostituendo il diritto con il reddito, per tutelare ognuno secondo le proprie possibilità.

Cioè i dati ci dicono che il sistema pubblico sta viaggiando inesorabilmente verso il declino e quindi verso la sua privatizzazione.

Siccome il grado crescente di privatizzazione è funzione del volume dei disavanzi regionali, questo processo ormai riguarda almeno la metà delle regioni. Cioè la metà del sistema nel suo complesso. Si comprende così quanto sia ignobile e oscurantista il tentativo interamente speculativo di far fuori la sanità pubblica vicariandola con mutue e assicurazioni. La gente che può si rivolge al privato non perché preferisce il privato al pubblico, ma perché spesso è l’unica cosa disponibile in tempi ragionevoli per supplire ad un pubblico carente, non perché incapace ma perché definanziato, cioè messo nell’impossibilità di operare e di operare bene.

Rispetto a questo scenario anziché cambiare politiche, cioè trovare altri modi per rendere compossibili i diritti con i limiti finanziari, il governo (a parte i proclami di Renzi ieri al S.Raffaele: «basta con i tagli lineari abbiamo tagliato troppo») sicuramente a partire dalla prossima nota di aggiornamento del Def, ridurrà ancora di più il finanziamento alla sanità. Rammento che con la nota del 2015 per il 2017 a legislazione corrente per la sanità era stimato un fabbisogno di almeno 115 miliardi e 500 milioni e che la discussione oggi oscilla intorno ai 113 miliardi. Ditemi voi se questo non è un taglio lineare.

Il definanziamento programmato da Renzi prevede che la sanità possa crescere solo a partire dal 2025 (nota 2014). Questo è semplicemente pazzesco perché significa che la sanità deve stare alla gogna ancora per quasi un decennio. Il definanziamento quindi deve essere fermato al più presto. Per quello che mi riguarda per fermarlo non basta semplicemente rivendicare il rifinanziamento a sistema invariante, o parlare genericamente di prevenzione e di territorio o di contratti. Tra definanziamento e rifinanziamento tout court pongo con forza la questione del cambiamento. Il sistema pubblico a valori etico-sociali invarianti va ripensato nei suoi modelli che ormai fanno acqua da tutte le parti per accrescerne le utilità e diminuirne i costi. Altrimenti la partita è persa.

Dopo la nota di aggiornamento al Def riprenderemo il discorso.

SEGUI SUL MANIFESTO

Autore: fabio sebastiani Pensioni, primo accordo: a rimetterci però sono gli esodati. E le risorse per il pubblico impiego? Prc: “Sula previdenza hanno messo il cerotto sulla gamba di legno” da: controlacrisi.org

Legge di stabilità, l’aggiornamento dei conti prevede quasi mezzo punto di Pil fuori dal patto di stabilità. Nel Def disavanzo 2017 al 2%, più 0,4% di spese fuori-Patto con la flessibilità che si attesterà sui 9-10 miliardi. Sono questi i nuovi numeri della nota di aggiornamento alla legge di stabilità che il Governo si appresta a portare in Parlamento. L’Unione europea frena, ma il Governo è deciso a portare avanti la sua battaglia per portare fuori dal Patto di stabilità le spese per migranti e post terremoto. Anche perché nella partita ci saranno i provvedimenti sulle pensioni dalla quattordicesima all’anticipo che dovrebbe costare ai lavoratori al massimo il 20% in venti anni. Intanto, oggi pomeriggio dal confronto governo-sindacati è uscita qualche briciola. Per il pacchetto sulla previdenza l’esecutivo mette sul piatto 6 miliardi in tre anni. Ape sprimentale per due anni, quattordicesima e no tax area per i pensionati, per i lavoratori precoci in difficoltà l’assegno dopo 41 anni di contributi. Cgil, Cils e Uil: “Buon risultato ma è solo l’inizio”. Restano indietro gli esodati. Si stanno cercando risorse sulla loro pelle. Dopo la firma del verbale condiviso con i sindacati in tema di pensioni “da domani partirà il confronto con i sindacati” per la definizione delle soglie dell’Ape, il cosiddetto anticipo pensionistico, ha spiegato Nannicini, al termine dell’incontro.

Duro il commento di Paolo Ferrero, che insieme a Roberta Fantozzi, responsabile Welfare, ha firmato una nota in cui sostiene che sulle pensioni, per usare un detto popolare, “è stato messo un cerotto su una gamba di legno”. “Dopo mesi di annunci il governo stanzia 2 miliardi e la questione delle pensioni resta completamente aperta – continua il Prc – in una situazione in cui l’età per andare in pensione resta la più alta d’Europa ed in cui i contributi dei lavoratori finanziano il bilancio dello stato per 20 miliardi all’anno. Tutto questo mentre ci sono milioni di disoccupati che con queste misure non troveranno mai lavoro. Per questo ribadiamo che l’unico obiettivo serio è l’abolizione della legge Fornero smettendo di usare i contributi previdenziali come un bancomat”.
Nella legge di stabilità il Governo dovrebbe trovare anche le risorse per il rinnovo del contratto del pubblico impiego. Cgil, Cisl e Uil pronti alla mobilitazione. Il contratto è un diritto, ma è anche lo strumento per garantire migliori servizi ai cittadini: con più produttività, più motivazione, più partecipazione. Così i tre sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil che tornano a sfidare il Governo a sedersi al tavolo delle trattative per un nuovo contratto del pubblico impiego. Parte dunque la mobilitazione delle categorie di Cgil Cisl e Uil con
una “maratona del lavoro pubblico”, un percorso di assemblee in tutti i posti di lavoro che attraverserà il paese, intramezzato da una maratona vera e propria a Roma, per sensibilizzare lavoratori e cittadini, arrivando ai palazzi della politica, sulla necessità di nuovi contratti e investimenti veri nell’innovazione per “sensibilizzare lavoratori e cittadini, arrivando ai palazzi della politica, sulla necessità di nuovi contratti e investimenti veri nell’innovazione per “servizi di qualità, più avanzati, più vicini alle persone”.

Intanto, l’economia italiana non migliora. Secondo l’Istat il fatturato dell’industria è in calo. C’è la deflazione ma a risentirne sono anche gli ordinativi.
Secondo i dati resi noti ieridall’Istat, a luglio il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, cala su base annua dello 0,7%, mentre per gli ordinativi totali l’indice grezzo segna una riduzione dell’11,8%. “Le cose peggiorano invece di migliorare. Lo dimostrano i dati di ieri sulle vendite al dettaglio e lo provano anche oggi quelli del fatturato e degli ordinativi. Insomma, a differenza di quanto sostenuto dal Governo, non c’è un solo indicatore che indica un progresso rispetto al 2015, quando si erano registrati flebili segnali di ripresa” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“E’ un campanello d’allarme che dovrebbe far capire al Governo che la politica economica perseguita dal 2015 è stata un fallimento. Mentre nel 2014 il Governo Renzi è intervenuto a favore delle famiglie con il bonus di 80 euro, raccogliendo i frutti nel 2015, nelle successive leggi di stabilità non ha fatto provvedimenti mirati a ridare capacità di spesa alle famiglie in difficoltà, disperdendo le poche risorse disponibili in provvedimenti generalisti, come l’eliminazione di Imu e Tasi” conclude Dona.
Secondo l’associazione di consumatori, al di là del calo congiunturale degli ordinativi, dovuto al risultato elevato di giugno 2016 influenzato dal settore della cantieristica, il dato veramente preoccupante è il crollo rispetto a luglio 2015, -11,8%, con una caduta sia degli ordinativi interni, -13,3%, sia di quelli esteri, -9,6%.

newsletter | 27 settembre 2016 | micromega.net

PRIMO PIANO

La verità sul referendum
di Raniero La Valle
Il referendum è uno svelamento della vera lotta che si sta svolgendo nel mondo e della posta che è in gioco. Votare No per difendere la Costituzione è l’unica speranza per tenere aperta l’alternativa e non dare per compiuto e irreversibile il passaggio dalla libertà della democrazia costituzionale alla schiavitù del mercato globale.

Lorenzin, dimissioni! Contro il “Fertility Day”
di Angelo d’Orsi
La campagna per il “Fertility Day” è una manifestazione di fascismo come non si era mai vista nell’Italia repubblicana. Solo i regimi totalitari pretendono di dettare, in un modo o nell’altro, ai loro cittadini se debbano o meno procreare e come debbano farlo, minacciando sanzioni sociali o censure morali verso chi non si adegua. Il ministro della Salute deve dimettersi.
RUGGERI Il ministro Lorenzin e il “prestigio sociale della maternità”

FILOSOFIA – IL RASOIO DI OCCAM

Carlo Antoni, un filosofo liberista di Francesco Postorino
Pubblichiamo alcuni paragrafi del primo capitolo (dal titolo “Estetica”) del volume “Carlo Antoni. Un filosofo liberista” di Francesco Postorino (Rubbettino editore).
ARTICOLI
La finanza internazionale e la controriforma costituzionale  di Guglielmo Forges Davanzati
Perché Renzi investe tutto il suo capitale politico per una riforma che alla gran parte dei cittadini non interessa? La Renzi-Boschi costituisce uno scambio politico fra questo Governo e la finanza sovranazionale. Gli obiettivi? Un assetto istituzionale più favorevole ai mercati e il salvataggio del sistema bancario italiano, in particolare di MPS.
Un sorriso sarcastico. Caricatura e satira al Museo di Roma  di Mariasole Garacci
C’è ancora tempo fino al 2 ottobre per visitare una divertente e nutrita mostra al Museo di Roma sulla caricatura tra XVII e XIX secolo, che propone una distinzione tra il ritratto caricato di matrice carraccesca e berininiana, ironico ma indulgente, e le vignette politiche dei primi giornali satirici.
Rodotà: “Solo la battaglia per la dignità può salvare la democrazia”  di Simonetta Fiori
Dal lavoro al web, dalla famiglia al fine vita Stefano Rodotà analizza una delle parole chiave della nostra contemporaneità: “Le leggi devono proteggerla, è ciò che ci rende umani”.
Alain Badiou: “Nonni e nipoti salveranno il mondo”  di Anais Ginori
“La promessa di un capitalismo dal volto umano ha fallito. La mia generazione può tramandare l’idea del possibile”. Il filosofo francese va oltre il pessimismo e pubblica un saggio col quale spera di convincere i ragazzi a cercare “la vera vita”, rifiutando “i sentieri tracciati, l’ordine costituito, l’obbedienza cieca”.
La tragedia di Abdelsalam e il lavoro al tempo del Jobs Act  di Domenico Tambasco
La triste vicenda del lavoratore egiziano morto a Piacenza è la plastica rappresentazione del lavoro contemporaneo che, sotto un’ipocrita neolingua, cela un mondo vecchio come “i padroni delle ferriere”, dominato da un crudele darwinismo sociale.
Cattiva scuola, colpa dei genitori o della politica?  di Angelo Cannatà
Il decalogo del preside di Bologna è fuorviante. Sposta l’attenzione dai veri mali della scuola – problemi gravi, strutturali, che implicano scelte e decisioni politiche – alle responsabilità (ingigantite) dei genitori.
La Moneta Fiscale per uscire dalla crisi. Appello a Renzi  di Enrico Grazzini
L’emissione gratuita di Moneta Fiscale è l’unica soluzione per riprendere il controllo della politica monetaria e fiscale, dentro le regole dell’euro ma oltre l’euro, e far ripartire rapidamente l’economia italiana, i redditi e l’occupazione con manovre fortemente espansive, senza produrre nuovo debito.
Le polveri killer dell’Ilva, una strage da fermare. Subito  di Antonia Battaglia
La morte di un altro operaio. Migliaia di tonnellate di fumi industriali che sfuggono alle centraline. Gli allarmanti dati sanitari. A Taranto è sempre più emergenza per la popolazione, anche dopo i decreti salva-Ilva. Non c’è più tempo da perdere: bonifica dello stabilimento oppure chiusura, adesso.

Eutanasia neonatale: qualche parola di verità di Eduard Verhagen
Qual è la differenza morale tra l’eutanasia e la sospensione di idratazione e nutrizione artificiale? Nei casi di bambini nati con gravissime malformazioni, in cui ogni ora e ogni giorno rappresentano uno strazio per loro e per i loro genitori, perché l’eutanasia non dovrebbe rappresentare il percorso più umano? A queste domande prova a rispondere il pediatra che in Olanda, nel 2005, ha messo a punto il primo protocollo per l’eutanasia neonatale.

Eutanasia, il problema non è l’età ma la qualità di quella vita di Umberto Veronesi
Nei Paesi che hanno sviluppato una cultura civile e giuridica sui temi del rifiuto dell’eccesso di cure e del rispetto della volontà di dire basta a una vita resa insopportabile da una malattia incurabile, l’atto di porre fine anticipatamente alla vita di un bambino straziata dal dolore, è oggetto di dibattito approfondito e di riflessione politica.

Se il Senato sponsorizza la medicina antiscientifica di Silvia Ciampoli
Organizzato a Palazzo Madama dal senatore Paolo Romani un convegno su “Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali” per favorire l’introduzione nel Ssn di omeopatia, ayurveda e chiropratica. Il Cicap: “Irresponsabile che le più alte istituzioni pubbliche promuovano eventi antiscientifici”.
India, echi di una strage di Roberto Fagnani
Qual è la causa dell’aumento dei suicidi tra gli agricoltori indiani negli ultimi decenni? Dati alla mano, il fenomeno risulta correlato all’operato di multinazionali come Monsanto e alla diffusione dei pesticidi chimici e dei semi OGM.
IN EDICOLA

Patria Indipendente News n. 16 del 23 settembre 2016

Newsletter di patriaindipendente.it
periodico online dell’ANPI nazionale
http://www.patriaindipendente.it

 IN QUESTO NUMERO:
REFERENDUM – LA RIFORMA? UN MOSTRICIATTOLO
INTERVISTA AL PROFESSOR ALESSANDRO BIANCHI
EDITORIALE – QUESTO PAESE È UN RING
ANDREA LIPAROTO
SUICIDI, VIOLENZE E MEDIA DIGITALI
INTERVISTA ALLA RICERCATRICE SIMONA TIROCCHI
L’8 SETTEMBRE: SCRIVONO PRIMO DE LAZZARI, CESARE DE SIMONE,
TONI ROVATTI, GIOVANNI DE LUNA
“COM’È DIFFICILE CANTARE QUANDO DEVO CANTARE L’ORRORE”
RICORDANDO VICTOR JARA, DI CHIARA FERRARI
LA COPERTINA

LA RIFORMA? UN MOSTRICIATTOLO
Natalia Marino
Alessandro Bianchi: “In un sistema democratico ciò che conta principalmente è la rappresentanza parlamentare. E non si può sacrificare in nome della governabilità”
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L’EDITORIALE
Questo Paese è un ring
Andrea Liparoto
Una riforma costituzionale che ha diviso il Paese, con l’inedita aggravante della sollecitazione di tifoserie senza limiti, senza remore, senza storia verrebbe da dire
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/idee/editoriali/questo-paese-e-un-ring/

IN PRIMO PIANO
SERVIZI –  Ermanno Rea, il napoletano critico e appassionato Antonio Frattasi
Scrittore, giornalista, uomo di cultura. Una vita come osservatore della realtà partenopea e italiana. Da “Mistero napoletano”, premio Viareggio nel 1996, al postumo “Nostalgia”. Novant’anni, fedele agli ideali della giovinezza
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/ermanno-rea-il-napoletano-critico-e-appassionato/
SERVIZI – Rassegnazione e silenzio o avvio della riscossa? Giovanni De Luna
Il problema della scelta dopo il crollo dell’impalcatura burocratico-militare dello Stato. “In mezzo alla fuga del re, all’ignavia dei generali, alla protervia dei nazisti, ognuno fu costretto a riappropriarsi di quella pienezza della sovranità individuale alla quale si rinuncia ogni volta che si sottoscrive un patto di cittadinanza”
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/rassegnazione-e-silenzio-o-avvio-della-riscossa/

L’EMAIL
Il dramma della scuola italiana Tomaso Bozzalla Cassione
In questi mesi il Governo ne sta combinando una dietro l’altra e a farne le spese sono, al momento, la maggior parte dei professori. Tutto questo sta causando dei danni molto gravi alla scuola italiana, ma purtroppo nessuno ne parla
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SERVIZI
Smuraglia-Renzi: il testa a testa di Bologna
Gianfranco Pagliarulo
La sera del 15 settembre quasi due ore di confronto sul referendum. Il presidente dell’ANPI: “Noi riteniamo che sia stravolto il testo della Carta”. Il presidente del Consiglio: “Abbiamo applicato l’articolo 138 e non c’è nessun attacco alla democrazia”
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/smuraglia-renzi-il-testa-a-testa-di-bologna/

IN PUNTA DI PENNA – Filastrocca dell’ingerenza Zazie
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/idee/in-punta-di-penna/filastrocca-dellingerenza/

UE: come (ma non sempre bene) si contrasta il terrore Filippo Giuffrida
Nell’Unione strumenti operativi, ma ancora insufficienti. Il pericolo del “ritorno” dei “foreign fighters”. La propaganda jihadista sui social. Meglio un’Europa mediatrice che belligerante
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/ue-come-ma-non-sempre-bene-si-contrasta-il-terrore/

INTERVISTE – Suicidi, violenze e media digitali Antonella De Biasi
Intervista con Simona Tirocchi, ricercatrice dell’Università di Torino. Cosa hanno in comune le ragazze che filmano abusi su una loro amica e poi li mettono su WhatsApp e la giovane donna che si suicida per la gogna mediatica sul video hard. Il problema della mancanza di educazione ai media digitali
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/interviste/suicidi-violenze-e-media-digitali/

Uno sconcertante articolo sull’Unità online Valerio Strinati
“Chi invita a votare No sceglie di tradire il coraggio e lo spirito dei padri costituenti che in periodo post-bellico, all’indomani della fine del ventennio fascista, hanno disegnato una prima parte della Costituzione che è la più bella del mondo, consegnando alle future generazioni (cioè a noi) il compito di aggiornare la seconda parte, frutto in quella precisa fase storica di un compromesso tra le forze politiche finalizzato alla non decisionalità del sistema”
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/uno-sconcertante-articolo-dellunita-online/

Referendum: la CGIL invita a votare No Redazionale
“Ferma restando la libertà di posizioni individuali diverse di iscritti e dirigenti, trattandosi di questioni costituzionali, dopo questi mesi di discussione sul merito della riforma, l’Assemblea generale della CGIL invita a votare NO in occasione del prossimo Referendum costituzionale. L’Assemblea generale impegna tutte le strutture a diffondere queste valutazioni”
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/referendum-la-cgil-invita-a-votare-no/

Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente e la Brigata Maiella
Carlo Smuraglia
“Ho saputo della sua morte con il dolore e il rimpianto per la perdita di una persona straordinaria, in cui la mitezza si univa alla fermezza ed in cui le scelte furono sempre ispirate alla più rigorosa coerenza”
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/carlo-azeglio-ciampi-il-presidente-e-la-brigata-maiella/

Dopo l’8 settembre Primo De Lazzari
Sbandamento, ma anche l’inizio della Resistenza. Donne e uomini di tutti i ceti sociali uniti contro l’occupazione
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/dopo-l8-settembre/

Roma: i tre giorni della rivolta Cesare De Simone
Dall’8 al 10 settembre 1943: la cronaca viva e palpitante della reazione all’occupazione tedesca, dai Martiti della Magliana alla battaglia di Porta San Paolo. Dal libro di Cesare De Simone “Roma città prigioniera – I 271 giorni dell’occupazione nazista (8 settembre 1943-4 giugno 1944)” editore Mursia, 1994
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/roma-i-tre-giorni-della-rivolta/

Dal caos alla scelta per salvare l’Italia Toni Rovatti
1943: 25 luglio, 8 settembre, inverno. La destituzione del duce. L’armistizio dell’8 settembre. Il problema della scelta. La dissoluzione dell’esercito. Le rivolte. L’occupazione tedesca. Lo sbarco degli alleati. La nascita della RSI
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/dal-caos-alla-scelta-per-salvare-litalia/

Stragi naziste e fasciste in Italia: le vittime e i carnefici
Isabella Insolvibile
Concluso il convegno di Milano sull’“Atlante delle stragi”. L’impegno di Italia e Germania. Il ruolo dell’ANPI e dell’INSMI. L’opportunità di una più ampia ricerca a livello europeo
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/stragi-naziste-e-fasciste-in-italia-le-vittime-e-i-carnefici/

TERZA PAGINA
PENTAGRAMMA – “Com’è difficile cantare quando devo cantare l’orrore”
Chiara Ferrari
Víctor Jara: la musica, la poesia, l’impegno politico e sociale. E poi il massacro da parte degli torturatori capeggiati da Pinochet. Data dell’assassinio: settembre 1973. Trentatré anni fa
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LIBRARSI – L’ANPI, la sua storia e la sua vita Daniele De Paolis
Federico De Angelis, “Per una storia dell’A.N.P.I. – Ricordare il passato, capire il presente, costruire il futuro”, Lampi di stampa (Milano, 2016) pag. 210, € 13,80
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LIBRARSI – La grande bugia del “sangue dei vinti” Irene Barichello
Mimmo Franzinelli, Nicola Graziano, Un’odissea partigiana – dalla Resistenza al manicomio, Feltrinelli 2015, pp. 224, euro 18.
Nel dopoguerra numerosi partigiani incarcerati o internati negli ospedali psichiatrici giudiziari per lunghi anni dopo processi civili per azioni di guerra. L’amnistia e un sistema giudiziario restato fascista. La ricostruzione delle storie di sette reclusi nel manicomio di Aversa
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FORME – Guttuso: quando il pennello racconta Francesca Gentili
“I funerali di Togliatti”: nell’opera un grande evento del tempo dell’Autore, non una descrizione asettica ma la rappresentazione di desideri e speranze; nella folla, rigorosamente tracciata in bianco e nero, i grandi del comunismo internazionale
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RED CARPET – Venezia: luci, ombre. E note stonate
Serena D’Arbela
Al festival del cinema, Leone d’Oro a “The woman who left”. Delusa l’attesa per i film italiani. Solo un premio a “Liberami” di Federica di Giacomo. Impressione finale: impari lotta tra obbiettivi industriali e istanze d’arte
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ULTIME DA PATRIA
PROFILI PARTIGIANI –  Da contadino sardo a Maggiore dell’esercito jugoslavo
Maurizio Orrù
La lunga storia di Giovanni Cuccu “Ivo”. Al 3° battaglione “Isonzo” per punizione, prima rifiuta la tessera del Fascio, poi diventa partigiano in Jugoslavia, infine vicecomandante del IV Battaglione della Brigata “Sercer”
Leggi a http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/profili-partigiani/da-contadino-sardo-a-maggiore-dellesercito-jugoslavo/
… e poi puoi trovare tutti gli articoli delle uscite precedenti
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Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Via degli Scipioni, 271

Roma, Lazio 00192

Italy

Autore: redazione Pomigliano d’Arco, la corte d’Appello ribalta la sentenza pro-Fiat: i cinque operai di Nola devono rientrare nel loro posto di lavoro da: controlacrisi.org

La corte di Appello del Tribunale di Napoli non ha dubbi: i 5 operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano dovranno tutti rientrare la lavoro. Il loro licenziamento è stato dichiarato illegittimo dai giudici. Mimmo Mignano, Marco Cusano, Roberto Fabbricatore, Massimo Napolitano e Antonio Montella il 5 giugno del 2014 esposero davanti al reparto logistico Fiat di Nola un fantoccio impiccato a un patibolo, un fantoccio raffigurante il viso di Marchionne. Una protesta provocatoria – “satirica” secondo chi manifestava – attuata per manifestare contro i suicidi di due operai cassintregrati del reparto, Pino De Crescenzo e Maria Baratto. Subito dopo il licenziamento voluto dalla Fiat. Sulla vicenda si è pronunciato due volte il tribunale di Nola, che ha sempre dato ragione a Marchionne respingendo la richiesta di rientro dei cinque lavoratori. Ma l’Appello del tribunale civile di Napoli ha ribaltato la scena,. Mignano e compagni potevano manifestare anche in quel modo tanto discusso. Dovranno rientrare in fabbrica.

Autore: redazione Anche Torino, dopo Napoli e Parma si schiera con il fronte del No sul referendum costituzionale. Renzi stai preoccupato da: controlacrisi.org

Dopo Napoli e Parma, Torino: un’altra grande città italiana si schiera contro le deformazioni della Costituzione volute dal governo e approvate da un parlamento eletto con una legge elettorale giudicata incostituzionale dalla Consulta. Ieri, infatti, il consiglio comunale del capoluogo piemontese ha approvato non uno bensì due ordini del giorno critici sulla legge Renzi-Boschi. Il primo, presentato da Valentina Sganga e approvato con 23 voti a favore (M5S, Torino in comune), 8 contrari (PD, Lista civica, Lista Morano) e 2 astenuti (Lega Nord e Lista Rosso) segnala come «l’obiettivo della stabilità del paese e dell’efficienza dei processi decisionali in ambito parlamentare» non può «produrre un’alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica, sulla quale si fonda l’intera architettura dell’ordinamento costituzionale vigente».

Il documento, in particolare, è critico nei riguardi del rafforzamento dell’esecutivo a scapito dell’assemblea legislativa, della “clausola di supremazia statale” che limita l’autonomia legislativa delle Regioni, dell’innalzamento del quorum di firme per le leggi d’iniziativa popolare, dell’abolizione del senato elettivo e, per quanto riguarda la legge elettorale italicum, del premio di maggioranza. L’ordine del giorno sottolinea anche come il referendum del 2006 avesse già respinto «uno speculare tentativo di modifica dell’architrave costituzionale, a favore del superamento del bicameralismo perfetto e di un rafforzamento dell’esecutivo». Il consiglio comunale, quindi, «esprime forte preoccupazione verso una spinta accentratrice dei poteri» a favore di esecutivo e maggioranza parlamentare, con il conseguente «serio rischio di una compressione della democrazia e del pluralismo» e si impegna a promuovere l’informazione sul referendum sul territorio. Il secondo ordine del giorno, primo firmatario Eleonora Artesio (Torino in Comune), è stato approvato con 26 voti a favore (M5S, Torino in comune, sindaca Appendino) 1 astenuto (Lista Rosso) e 9 contrari (PD, Lista civica, Lista Morano, Forza Italia) ed esprime preoccupazione «per il prevedibile squilibrio determinato tra l’autonomia delle assemblee legislative ed il potere ipotizzato in favore del governo». L’ordine del giorno ritiene inoltre necessario che la Città concorra alla massima informazione sul referendum, ospitando per propria iniziativa incontri dei comitati referendari aperti alla cittadinanza. Il Comitato per il No esprime soddisfazione e pieno appoggio per questa iniziativa torinese, auspicando che altri comuni e altri sindaci ne seguano l’esempio.

ANPInews n.216

 

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

 

 

APPUNTAMENTI

 

 

”Le ragioni del NO”: il 29 settembre a Cinisello Balsamo iniziativa pubblica promossa dal locale Comitato per il NO alla riforma costituzionale. Interverranno, tra gli altri, Carlo Smuraglia e Armando Spataro, Procuratore capo di Torino

 

”Un NO di buone ragioni”: il 4 ottobre a Milano iniziativa pubblica promossa dalla CGIL. Interverranno, tra gli altri, Carlo Smuraglia e Alessandro Pace, Presidente del Comitato nazionale per il no alla riforma costituzionale.    

    

 

ARGOMENTI

 

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

 

“L’Atlante delle stragi naziste e fasciste” come strumento di memoria

 

A dicembre si vota

 

Il “NO” e la storiaanpinews-n-216-1