Lettera aperta alla dottoressa Maria Teresa Meli dalla presidente ANPI Provinciale Catania Santina Sconza

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La presidente Santina Sconza scrive sui fatti raccontati dalla giornalista Meli durante la trasmissione di la 7 ” La Gabbia” di Luigi Parogone andata in onda ieri sera sugli scontri accaduti a Catania durante la festa dell’Unità

Dottoressa Meli mi sembra che lei ieri sera in trasmissione non sia stata obbiettiva e le spiego i motivi:
1) Innanzitutto i manifestanti non erano 4 gatti ma circa mille persone studenti, precari, professori etc che manifestavano pacificamente
2) Anpi, Coordinamento per la democrazia e altre associazioni erano davanti alla villa Bellini a protestare pacificamente e a volantinare per il No al referendum contro le modifiche costituzionali del Senato
3) Lei stessa ammette che c’era un schieramento delle forze dell’ordine esagerato, io direi imponente, forze dell’ordine mai viste prima a Catania, poichè i rapporti fra noi associazione ANPI e DIGOS sono state sempre di reciproco rispetto
.
Mi è dispiaciuto che lei attacca il giornalista che ha fatto il servizio considerandolo un giovincello alle prime esperienze
Che dire?
Quando sono accaduti gli scontri lei non era al corteo, ma guarda caso, si trovava accanto a me e sa perfettamente che c’era un cordone di poliziotti che non faceva passare nessuno
Lei è arrivata dopo che gli scontri erano finiti, se scontri si possono definire, e lei è stata accolta con un grido:” oh guarda chi c’è, la giornalista, al servizio di Renzi” per non dire altro.
Lei ha chiesto a noi che cosa era accaduto,erano altri i giornalisti che si trovavono all’interno degli scontri e che hanno filmato tutto, lei aveva semplicente un telefonino, e riportava al suo giornale, ciò che riferivamo noi, e se debbo dirla tutta, lei mi sembrava molto arrabbiata per non aver potuto ascoltare il suo amato Renzi
La sua supponenza nel giudicare l’operato del servizio del giovane gionalista, non mi piace, anche perchè essendo io in piazza dalle 16 ho visto il lavoro immane fatto dagli operatori di la7
Sa se invece, d’invitare lei,, alla trasmissione, si fosse trasmesso il video preparato dal giornalista, gli spettatori avrebbero avuto una visione completa dei fatti accaduti a Catania
Cordiali saluti
Santina Sconza presidente ANPI Provinciale Catania

L’appello dei partigiani catanesi “Ricordate la Resistenza e difendete la Costituzione” da: livesiciliacatania.it


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La Festa dell’Unità a Catania e il “no” dei partigiani da: sudpress.it

referendum

La Festa dell’Unità a Catania e il “no” dei partigiani

Ultima settimana di preparativi per il défilé targato PD. Tutti pronti per festeggiare l’Unità del partito di Renzi che, da ottimo “one man show”, ha sbalordito ancora una volta: “Comunque vada il referendum, si vota nel 2018”. Santina Sconza, presidente ANPI Catania: Il PD si traveste da partito di centro-sinistra. Calpesta la democrazia, uno dei governi peggiori mai avuti

Sembra esserne passata di acqua sotto i ponti da quando prometteva di ritirarsi nel caso di vittoria del NO. Ma a quanto pare, il premier ci ha ripensato. Dunque, niente più dimissioni come diceva fino a due mesi fa. Avanti per la sua rotta.

E per dimostrare come “l’unità” sia un’arma vincente, il Presidente del Consiglio ha fatto un altro passo. Non indietro, stavolta. Al centro della nuova apertura ci sono i partigiani dell’ANPI, “poco amati” dal ministro Maria Elena Boschi perchè sostenitori del NO.

“I veri partigiani voteranno sì alla riforma costituzionale” aveva detto la Boschi nella bufera di fine primavera.

“Capisco che il ministro sia molto giovane e non abbia esperienza ma i suoi attacchi all’ANPI sono inaccettabili – ha detto a SUD Press Santina Sconza, presidente ANPI Catania Se oggi godiamo della Costituzione lo si deve alla Resistenza. E’ incredibile che un presidente di spessore come Smuraglia sia insultato da una pinco-pallina qualsiasi che hanno deciso di fare ministro. L’ANPI non può ammettere questa spocchia e arroganza”.

La ricetta dem per festeggiare l’Unità di quest’anno è stilata: niente banchetti a favore del NO ma tutti invitati. Anche i partigiani. Dunque, l’ANPI Catania parteciperà ai festeggiamenti di Villa Bellini?

“Non credo che saremo invitati alla Festa dell’Unità ma, anche se lo facessero, la nostra posizione rimarrebbe netta: non ci saremo. Questo governo mette la veste di centro-sinistra ma non ha nulla di quei valori. Hanno abolito la democrazia con il jobs act e i danneggiamenti alla scuola e alla sanità pubblica. Stanno calpestando la Costituzione dato che, di fatto, in Libia siamo in guerra”, ha continuato Santina Sconza.

Intanto Renzi ha invitato il presidente nazionale Carlo Smuraglia a discutere della riforma costituzionale in una delle feste dell’Unità in Emilia Romagna. Ma il vertice ANPI ha cortesemente risposto che “l’ipotizzato confronto, a livello nazionale, del tutto anomalo per la sede parziale, per gli interlocutori e per le modalità non definite, non è certamente la soluzione del problema di fondo e verrà comunque valutato nella sua sostanza”.

In questa atmosfera, si avvicina la Festa dell’Unità nazionale che ha scelto come sede proprio Catania. Là dove tra correnti agguerite pronte a spartirsi poltrone e un’atipica maggioranza in Consiglio Comunale che silura quotidiananamente l’ormai decadente sindaco Bianco, “l’unità” del PD sembra solo una bandiera da sventolare.

Con l’intento di “rovinargli la festa”, domenica 11 settembre alle ore 9 davanti Villa Bellini, scenderà in piazza la manifestazione di contestazione al premier organizzata dalla pagina “Cacciamo Renzi e tutta la cricca” che riunirà molte sigle, tra cui i NOMUOS, NOTRIV, COBAS, USB, FIOM, le reti antirazziste, i centri sociali, i comitati in difesa della Costituzione e altri.

“Per cambiare la Costituzione dovrebbero almeno essere eletti dal popolo e non un mero governo di pochi – ha concluso la presidente provinciale ANPI – A me non piace stare negli scranni, io amo le piazze”.

Comunicato Stampa Manifestazione Forza Nuova

Catania 23 Giugno 2016
Al Signor Questore di Catania
Alla Signora Prefetta di Catania

Il movimento neofascista “Forza Nuova” ha deciso di scendere in piazza a Catania il prossimo Sabato 25 Giugno 2016 con una ennesima manifestazione contro i migranti. Una manifestazione che non farà altro che incrementare odio e razzismo contro chi scappa dalla guerre, dalle torture e dalle fame.
Da tempo denunciamo il rifiorire di rigurgiti fascisti, in tante forme, ma sempre con i soliti vessilli, i soliti richiami a ideologie fasciste e naziste, da tempo sconfitte e superate. Ci sarà qualcuno che abbia il coraggio di vietarle? Ci sarà qualcuno nelle istituzioni pubbliche che abbia chiara la concezione che emerge da tutta la Carta Costituzionale, di assoluta contrarietà ad ogni forma di fascismo e che ricorderà che il fascismo è anche quello delle leggi razziali e delle persecuzioni contro gli ebrei e che questo basta, da solo, per rendere penalmente illegittima, ai sensi della legge Mancino, qualunque manifestazione che a quella ideologia si richiami, o ne faccia apologia o mostri di volerne continuare, in qualunque forma, la tragica esperienza?
Vorremmo tanto che Lei Signora Prefetta e Signor Questore aveste presente la Carta Costituzionale e verificaste l’incompatibilità con essa della manifestazione preannunziata, traendone le conseguenze. Soprattutto, vorremmo che si considerasse che non si tratta (solo) di un problema di ordine pubblico, ma di coerenza con i principi costituzionali.
Noi vigileremo, per parte nostra; ma il compito fondamentale è di chi è stato delegato a garantire, ad ogni livello, l’assoluto rispetto dei fondamenti e dei principi di una Costituzione profondamente e intrinsecamente antifascista. La democrazia deve essere difesa e garantita, prima di tutto, da parte dei pubblici poteri. Ad essi ci rivolgiamo perché vogliamo che revochino questa manifestazione e non autorizzino manifestazioni future.

ANPI Provinciale Catania

La Presidente Santina Sconzaanpi

Comunicato Stampa ANPI Provinciale Catania: Ministra Boschi a Catania

referendum-ottobre-2016-NOL’Anpi di Catania ha appreso che la ministra Boschi Venerdì 13 sarà a Catania insieme al deputato Giovanni Burtone per promuovere il comitato del Si per il referendum sulle riforme costituzionale presso l’assessorato alla cultura.
Noi come ANPI Catania siamo rammaricati ed indignati per la presenza della Ministra nella nostra città
La Ministra Elena Boschi ha recentemente fatto e non smentito la seguente affermazione: “parte della sinistra non voterà le riforme costituzionali e si porrà sullo stesso piano di CasaPound“.

È evidente che questo accostamento è offensivo per associazioni che, come l’ANPI, hanno nella lotta al fascismo e al neofascismo la loro stessa ragione costitutiva e il motivo della loro esistenza e azione.

La ministra Boschi è colei che dà il proprio nome alla controriforma della Costituzione, , è la costituzionalista ufficiale del Partito Democratico e come tale parla. Se ha lanciato un messaggio così brutale ed offensivo lo deve aver fatto, non perchè è giovane e quindi passionaria, ma per un preciso calcolo politico. Lo scopo della sua affermazione non è tanto quello di colpire chi non la pensa come lei, ma soprattutto quello di convincere l’elettorato del suo partito che si può serenamente sostenere un progetto autoritario e pericoloso, perché i fascisti si oppongono ad esso.

Inoltre l’ANPI Catania
ritiene che il confronto politico sulle riforme istituzionali non debba mai scadere in affermazioni ed atteggiamenti che trascendono la materia reale del confronto e rischiano di introdurre elementi di vero e proprio imbarbarimento della discussione e della vita politica.
Chiediamo alla Ministra Boschi di chiedere scusa all’ANPI e alla storia che essa rappresenta per queste affermazioni sbagliate e offensive.
La presidente provinciale ANPI Catania
Santina Sconza

L’ANPI Provinciale di catania invia una lettera di protesta all’arcivescovo di Catania per la messa celebrata a Benito Musssolni con saluto fascista

A S.E. Salvatore Gristina

Arcivescovo di Catania

E-mail:
arcivescovo@diocesi.catania.it

segreteria@diocesi.catania.it

La sottoscritta Santa Sconza, nella qualità di Presidente dell’ANPI di Catania (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, riconosciuta Ente Morale con decreto Luogotenziale n. 224 del 5 Aprile 1945 ), che raccoglie coloro che hanno partecipato alla Lotta di Liberazione dal nazifascismo nel periodo 1943-1945, si rivolge alla S.V. per esprimere la propria indignazione per quanto è accaduto il 28 Aprile all’interno della Chiesa di S. Caterina in Catania in occasione della celebrazione di una Messa in suffragio del dittatore fascista Benito Mussolini, officiata dal parroco Padre Salvatore Lo Cascio. In tale occasione, come è stato accertato da testimoni ivi presenti e come è stato documentato anche con filmati che sono stati immediatamente inseriti in rete, i partecipanti alla cerimonia hanno inneggiato ad alta voce a Benito Mussolini, ai caduti della famigerata Repubblica Sociale Italiana ed addirittura ai “martiri fascisti”, alzando ripetutamente il braccio destro nel saluto romano. Inoltre, alla cerimonia era presente anche un signore adulto che coadiuvava la celebrazione liturgica (forse un diacono o un chierichetto) che a sua volta ripetutamente ha effettuato il saluto romano. Ciò che solleva maggiormente la nostra indignazione è non solo che, come si evince in maniera evidente dai filmati, Padre Salvatore Lo Cascio ha assistito a tali gesti senza alcuna reazione, anzi osservando la platea e sorridendo, ma che ha dichiarato al quotidiano la Sicilia del 30/4 che “non potevo mica cacciarli fuori”. Facciamo presente che la legge Scelba del del 20 giugno 1952 e la legge Mancino del 1993, puniscono con pene molto severe dai cinque ai dodici anni di reclusione chi “ persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista….. denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza.”

L’ANPI rispetta i defunti, da qualunque parte essi si collochino, e non intende certamente contestare la celebrazione di un funzione religiosa anche per chi, come Mussolini, si è macchiato di gravi delitti contro l’umanità, tra cui la persecuzione degli ebrei ed il loro invio nei campi di sterminio nazisti dove tanti uomini, donne e bambini hanno trovato una morte orribile, tuttavia intende censurare il comportamento di quei religiosi quali padre Lo Cascio e quei religiosi che nel 2015 hanno ospitato nella propria chiesa una iniziativa simile, i quali, in violazione dei loro doveri di carità e di solidarietà per le vittime di tanta violenze, manifestano in maniera evidente piena tolleranza per manifestazioni di chiara esaltazione di un regime e del suo capo che tanti lutti hanno causato al popolo italiano ed all’Europa. La nostra condanna di tali religiosi e dei loro comportamenti è tanto più sentita quando si consideri che Papa Francesco sta facendo del rispetto dei diritti umani e della condanna dei totalitarismi di ieri e di oggi l’essenza del proprio pontificato.

Ci rivolgiamo rispettosamente a S.E. per chiederLe se la Curia intende intraprendere azioni nei confronti dei sacerdoti che hanno favorito che fossero esaltati con parole e gesti l’ideologia fascista ed il suo capo, senza intervenire in alcun modo e soprattutto senza sconfessarne gli autori prendendone le distanze. Da parte sua l’ANPI verificherà la possibilità anche quest’anno di un ricorso alla magistratura penale per accertare la sussistenza di ipotesi di reato di apologia del fascismo nei confronti dei presenti alla cerimonia.

In attesa di un Suo gradito riscontro alla presente, si inviano cordiali saluti.

Catania 30/4/2016

Santa Sconza

 

Comunicato Stampa ANPI Catania Messa in suffragio di Mussolini con saluti romani davanti all’altare

Comunicato Stampa ANPI Catania

Messa in suffragio di Mussolini con saluti romani davanti all’altare

L’ANPI di Catania ha appreso che un centinaio di camerati si sono radunati all’interno della chiesa di Santa Caterina a Catania.
Dopo la funzione,l’ex alleato di Hitler è stato celebrato distendendo le braccia verso il cielo.
A condurre il rito padre Salvatore Lo Cascio

L’ANPI ricorda che la legge Scelba del del 20 giugno 1952 e la legge Mancino del 1993, puniscono con pene molto severe dai cinque ai dodici anni di reclusione chi “ persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista….. denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza.”

Da parte sua ANPI verificherà la possibilità di un ricorso alla magistratura tramite querela per il contrasto penale alle condotte neofasciste.

Catania 29-4- 2016

L’ANPI Provinciale Catania