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E alla fine le dimissioni arrivarono. Non è ancora arrivata la lettera al presidente della Regione ma Lucia Borsellino ha scelto gli sms (inviati dai suoi fedelissimi) per avvertire chi le è più vicino e chi con lei ha collaborato.

L’assessore del rinnovamento, la figlia del magistrato ucciso dalla mafia, lascia la giunta Crocetta e lo fa non senza polemiche. La lettera era già pronta alle 7 di stamattina quando Lucia chiamò a raccolta nella grande stanza dell’assessore alla salute, intorno al tavolo ovale che si trova davanti alla libreria, a ridosso della porta della segreteria, i suoi direttori ed i più stretti collaboratori. La scrivania dell’assessore era lontana 5 o 6 passi ma in quel momento sembravano  già chilometri. I telefoni spenti ad iniziare da quello della stessa Borsellino che oggi non parla neanche con le persone più vicine. Qualcuno fra i collaboratori lo tiene acceso ma non risponde.

In questo clima si sono decisi i tempi dell’addio, alla fine più rapidi diq uanto ci si potesse attendere. Con l’arresto di Matteo Tutino, l’assessore Borsellino si è tolta un peso ed ora si sente libera. Lo ha confessato in una intervista a Repubblica che stamani esce in edicola con tutto il carico di critiche non più troppo velate. Lucia, che ieri ha incassato dal procuratore Francesco Lo Voi il sostegno e la conferma pubblica del suo atteggiamento non solo collaborativo ma trasparente, adesso non intende più stare in silenzio.

Già nell’intervista a Repubblica l’intenzione di lasciare era chiara. Forse non oggi, ma presto, lasciava capire. Invece è stato proprio oggi. e non sarebbe potuta restare dopo aver detto chiaramente che il clima che si respira in giunta non è quello della trasparenza. Dopo aver confermato sospetti circolati per mesi circa l’ingerenza forte del Presidente nella scelta di alcuni manager che lei non avrebbe mai nominato.

“I motivi che mi avevano spinto ad entrare in questa giunta non esistono più” ha detto la Borsellino in quell’intervista. Dunque cadesso lascia. ASveva pensato tante volte di farlo e stavolta l’ha fatto E lasciando disinnesca anche la strategia di difesa di Crocetta che pensava già di contrattaccare per difendersi dall’assalto degli alleati di questi giorni, sparando proprio sulla sanità. E’ lei a scegliere, non intende più subire. Ha subito troppo in questi due anni che definisce “devastanti”.

L’addio della Borsellino, falsamente annunciato mesi fa, stavolta è arrivato davvero. Ed è un addio che fa tremare le fondamenta di palazzo d’Orleans e le poltrone di sala d’Ercole. La scossa di avvertimento era già arrivata. Nitida! Adesso è il terremoto.