Il disastro è il terremoto. Ma il vicedisastro (parola di Matteo Renzi) è Dario Franceschini da: huffngithonpost.it

Vicepresidente di Libertà e Giustizia

Come è ben noto, l’entità delle conseguenze delle calamità naturali sul patrimonio culturale è determinata da cause artificiali, cioè dalla qualità e dalla rapidità degli interventi del dopo-disastro: prima si interviene, più si salva; e più si mette in sicurezza, meno si perde in caso di nuove scosse.
Ieri ho ricordato queste banali verità, chiedendomi cosa sarebbe successo se l’abbazia di Sant’Eutizio o la chiesa di San Salvatore a Campi (e moltissimi altri monumenti) fossero stati puntellati e messi in sicurezza dopo il sisma di agosto.

Quando un giornalista glielo ha riferito, Franceschini – che, incredibilmente, non era sui luoghi colpiti, ma in quella discutibile fiera che è la Borsa del turismo archeologico – ha «sbottato». E vale la pena di leggere la lunare cronaca di Silvia Lambertucci (Ansa):

“Bellissimo”, commenta poi entusiasta, incontrando qualcuno dei tanti soprintendenti e direttori dei musei che stanno partecipando ai lavori della manifestazione campana. “La Borsa del turismo archeologico si sta dimostrando in crescita in questi anni, è una manifestazione su cui investire”, aggiunge visitando lo stand del Mibact. Lavorare per far crescere il turismo del Mezzogiorno è importante, sottolinea il ministro. E Paestum, che ora godrà anche di più collegamenti ferroviari, è sulla strada giusta. I cronisti però lo sollecitano a tornare sul dramma del terremoto e sulle polemiche. Franceschini allarga le braccia: “E’ stato fatto un lavoro molto scrupoloso, fin dal mattino dopo, il 24 agosto e anche ora. Ma la vastità dei danni comporta che si debbano seguire delle priorità. Sono migliaia le chiese colpite da sisma, penso che proprio su questo fare delle polemiche sia sbagliato”.

Un ministro estasiato di fronte agli stands, mentre sono i giornalisti ad incalzarlo su quello che sarebbe il primo e più alto dei suoi doveri: garantire la tutela del patrimonio culturale della nazione. Da tempo, ormai, al Mibact si dice che a Franceschini dei Beni Culturali importi assai poco: tutto preso com’è dalle trame politiche del dopo referendum. D’altro canto a Firenze si sussurra insistentemente che il sindaco Dario Nardella, in caso di vittoria del Sì, prenderà proprio il posto di Franceschini, destinato agli Esteri. Benissimo: giocate pure al risiko delle poltrone, ma ora il terremoto ci richiama brutalmente alla realtà.
E allora Franceschini deve al Paese una risposta che chiarisca la sua affrettata risposta: per mancanza di fondi non ha potuto mettere in sicurezza tutto il patrimonio colpito ad agosto? È davvero così? Può spiegarci quali priorità ha seguito? E, soprattutto, perché non ha preteso e ottenuto fondi dal Presidente del Consiglio? Perché non ha sbattuto il pugno sul tavolo? Perché non si è dimesso? Ciascuna di queste azioni avrebbe potuto forse salvare i monumenti che oggi giacciono a terra.

Ci sarà tempo e modo di discutere a fondo tutto questo. Ma ora è il momento di agire. Oggi «Repubblica» contiene una straziante lettera di Alessandro Delpriori, sindaco di Matelia ma anche giovane e brillante storico dell’arte. Alcuni passaggi di questa lettera esigono una risposta immediata da parte di Franceschini: «C’è però una ferita che fa male. Sono anche uno storico dell’arte che da anni si occupa dell’arte tra Umbria e Marche. Dopo le prime scosse di Amatrice e Arquata ci siamo subito accorti che la situazione per il patrimonio storico artistico era molto difficile, nella zona tra Fabriano e Ascoli Piceno erano centinaia le chiese inagibili, migliaia le opere d’arte in pericolo. Di fronte a tutto questo le soprintendenze erano in stallo totale, non per cattiva volontà dei funzionari sul territorio che invece sono sensibili e molto attivi, ma nella sostanza non si è fatto nulla».

Ecco il frutto avvelenato dello smantellamento delle soprintendenze voluto da Renzi («soprintendente è la parola più brutta del vocabolario della burocrazia», ha scritto) e attuato da Franceschini, che ha investito tutto sulla (pessima, peraltro) riforma commerciale dei supermusei. Il cuore dell’Italia è ora abbandonato a se stesso: il solo funzionario storico dell’arte dei territori colpiti non può certo fare tutto da solo. E, infatti, i mucchi di macerie degli ultimi giorni (mucchi in cui sono mescolati frammenti di affreschi, quadri, sculture) aspettano ancora di essere toccati. Il sindaco denuncia: «questo terremoto e l’immobilità stanno vanificando tutto».

Il terremoto è una calamità naturale, ma l’immobilità del Ministero dei Beni culturali e del suo titolare sono una calamità politica. Che l’Italia non merita.

“Naufragio in terra”, il pensiero di Erri De Luca dopo il terremoto nel centro Italia da: liberiamo.it

Il commento dello scrittore napoletano in seguito al terremoto che sta sconvolgendo il centro Italia…

MILANO – Si abita una terra precaria, ogni generazione cresce ascoltando storie di terremoti.  E’ questa una delle riflessioni dello scrittore Erri De Luca in seguito al terremoto che il 24 agosto ha sconvolto alcuni centri del Lazio e delle Marche, definito dall’autore stesso “un naufragio in terra”. Una riflessione, purtroppo, ancora attuale, dopo il terremoto delle ultime ore di magnitudo 6.5 con Epicentro tra Perugia e Macerata. Ecco l’intervento dello scrittore napoletano. Parole che fanno riflettere

“Il terremoto è un naufragio in terra. Le case diventano imbarcazioni scosse tra le onde e sbattute sugli scogli. Si perde tutto, si conserva la vita, lacera, attonita che conta gli scomparsi sul fondo delle macerie.

Si abita un suolo chiamato per errore terraferma. È terra scossa da singhiozzi abissali. Questi di stanotte sono partiti da oltre quattromila metri di profondità. Qualche giorno fa stavo agli antipodi, oltre quattromila metri sopra il mare. Quel monte delle Alpi non è un meteorite piovuto dal cielo, ma
il risultato di spinte e sollevamenti scatenati dal fondo del Mediterraneo. Forze gigantesche hanno modellato il nostro suolo con sconvolgimenti.

Si abita una terra precaria, ogni generazione cresce ascoltando storie di terremoti. Così, con le narrazioni, i vivi smaltiscono le perdite. Le macerie si spostano, si abita di nuovo lentamente, ma al loro posto restano le voci, le parole degli scaraventati all’aperto, a tetti scoperchiati. Ricordano, ammoniscono a non insuperbirsi di nessun possesso.

Arriva cieco di notte il terremoto e sconvolge i piccoli paesi. Ma i mezzi di soccorso sono di stanza nei grandi centri. Fosse un’invasione, quale generale accentrerebbe le sue forze lontano dai confini? Per il protettor civile questo ragionamento non vale. Ogni volta deve spostare le sue truppe con lento riflesso di reazione. Ai naufraghi nelle prime ore serve il conforto al cuore di un qualunque segnale di pubblica prontezza. Invece arriva prima un parente, un volontario, un giornalista. Il terremoto è anche un’invasione, contro la quale avere riserve piccole e pronte sparpagliate ovunque.

“Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi/ le foglie”. La frase di guerra di cent’anni fa del soldato Ungaretti Giuseppe racconta il sentimento di stare attaccati all’ albero della vita con un solo piccolo punto di congiunzione”.

Erri De Luca

30 ottobre 2016

newsletter | 29 ottobre 2016 | micromega.net

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Roma, domenica 13 novembre, Teatro Vittoria, ore 10
LE RAGIONI DEL NO
Con Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Curzio Maltese, Paolo Flores d’Arcais…

REFERENDUM

Di Matteo: “Parlamento eletto con legge incostituzionale
non è legittimato a modificare la Costituzione”

di Nino Di Matteo
“Altro che cambiare la Costituzione, va applicata senza indugi!”. Il pm antimafia di Palermo denuncia le falsità e le mistificazioni della Renzi-Boschi, una riforma che ha come reale obiettivo quello voluto dalla P2 di Licio Gelli: “favorire il potere esecutivo a scapito del legislativo e del giudiziario” trasformando così la democrazia in una “sorta di dittatura dolce fondata non sulla sovranità popolare ma sul potere oligarchico della finanza e dell’economia”. 

Settis: “Una pessima riforma che non affronta i veri problemi del Paese”
di Salvatore Settis
Ritengo necessario pronunciare un energico “No” alla riforma costituzionale – caratterizzata da numerose storture, improprietà e forzature – voluta da un governo che intanto nulla fa per attuare gli articoli della Costituzione fino a oggi rimasti lettera morta.

Medicina Democratica: le modifiche costituzionali sono atti insalubri  di Medicina Democratica
La legge Boschi e la riforma elettorale hanno lo stesso obiettivo: modificare le basi della Repubblica democratica non per rendere più efficienti le istituzioni ma per introdurre una sorta di “premierato” del Presidente del Consiglio. Una deriva autoritaria che dobbiamo contrastare votando “No”.

ARTICOLI

Il tradimento della sinistra di Sergio Cesaratto
Il necessario recupero delle politiche nazionali d’intervento pubblico come asse della sinistra. È la tesi centrale del volume “La scomparsa della sinistra” di Aldo Barba e Massimo Pivetti (Imprimatur). Un testo prezioso che denuncia limiti ed errori di una sinistra, italiana e non solo, ormai da tempo considerata dai ceti popolari come propria nemica.

Colpevolizzare le vittime. La reazione degli islamisti a un film sui non credenti di Marieme Helie Lucas
La messa in onda sulla tv britannica del film “Islam Non-Believers” (I non credenti dell’Islam) ha provocato le proteste degli integralisti. Proteste che preparano il terreno affinché un’eventuale “reazione” brutale, quella minacciata contro i giovani atei, sia giudicata “legittima” da quelli che dovrebbero essere i nostri alleati, ovvero le organizzazioni di sinistra e quelle in difesa dei diritti umani, sulla base del perverso e pericoloso argomento del “in fondo però se la sono cercata”.

“In Polonia si sono poste le basi per l’instaurazione di uno stato totalitario” intervista a Mateusz Kijowski di Frédéric Schneider
Dal suo arrivo al potere il partito Diritto e giustizia (Pis) mette a dura prova le basi dello stato di diritto, afferma il leader del Comitato per la difesa della democrazia (Kod), che guida le proteste antigovernative e filoeuropee degli ultimi mesi e che ha appena ricevuto dal parlamento europeo il premio Cittadino europeo.   

IN EDICOLA MICROMEGA 7/2016

In edicola l’Almanacco di filosofia di MicroMega
Ritorno alla realtà o fughe metafisiche?” è il titolo del nuovo numero di MicroMega (7/2016) in edicola da giovedì 13 ottobre. Un ricco almanacco di filosofia con interventi di Paolo Flores d’Arcais, Maurizio Ferraris, Graham Harman, Quentin Meillassoux, Markus Gabriel, Alberto Toscano, Gloria Origgi e un inedito di Simone de Beauvoir. In regalo due volumetti con la ristampa di testi di Antonio Tabucchi e Giorgio Prodi.

Sindaco choc: «Sì, siamo razzisti e qui negri e rom rischiano la pelle» da: ilgazzettino.it

http://www.ilgazzettino.it/vicenza_bassano/vicenza/albettone_zanzara_joe_formaggio_frasi_choc_negri_rom-2052372.html

ALBETTONE – «Immigrati? Se ce li mandano muriamo le case e le riempiamo di letame; siamo orgogliosamente razzisti». Lo ha detto Joe Formaggio, sindaco di Albettone (Vicenza) a La Zanzara su Radio 24. «Non vogliamo negri e zingari, da noi rischiano la pelle – ha aggiunto Formaggio esponente di Fratelli d’Italia non nuovo a frasi choc anche sugli omosessuali – Esportiamo cervelli e importiamo negri» che «sono meno intelligenti di noi, sono inferiori».

E contro l’Islam e una eventuale moschea si dice pronto ad aprire un «grande allevamento di maiali se aprono qua una moschea». «Se un prefetto manda i profughi qui ad Albettone le barricate di Gorino passeranno in secondo piano – ha sottolineato – Qui non vogliamo extracomunitari, negri e zingari. Hanno un quoziente intellettivo più basso: lo dimostra la storia. Abbiamo un poligono di tiro, il più alto numero di porto d’armi di tutta la regione Veneto. E non vogliamo nessuno che venga a rompere. Da noi rischiano la pelle».

Bloody money, si allarga l’inchiesta sulla dialisi Ai domiciliari un infermiere del Vittorio Emanuele da: meridionews.it

Redazione 29 Ottobre 2016

Cronaca – Giuseppe Di Mauro era già sotto la lente d’ingrandimento della direzione distrettuale antimafia. La sua posizione si sarebbe aggravata quando, a casa di Elvia Sicurezza (primaria di Nefrologia), è stata ritrovata la documentazione di un versamento da parte sua del valore di 100mila euro

«Un contesto criminoso ancora più esteso e invasivo» di quanto la magistratura avesse ipotizzato. L’ultimo sviluppo dell’inchiesta Bloody money sulla dialisi è l’arresto di Giuseppe Di Mauro, un infermiere dell’ospedale Vittorio Emanuele, che era già sotto la lente d’ingrandimento della direzione distrettuale antimafia di Catania. La sua posizione, scrive la procura etnea in una nota, si sarebbe ulteriormente aggravata dopo una perquisizione a casa di Elvia Sicurezza, primaria del reparto di Nefrologia di cui è dipendente Di Mauro.

Nell’abitazione della professionista i militari della guardia di finanza etnea avrebbero trovato la documentazione bancaria relativa a un versamento di 100mila euro da parte di Di Mauro nei confronti della dottoressa. E proveniente dal centro rene Smeraldo. Una struttura che, secondo gli investigatori, all’epoca sarebbe stata gestita «di fatto» dal marito della specialista, Salvatore Guarino. Giuseppe Di Mauro si trova adesso agli arresti domiciliari. Le ulteriori indagini e l’interrogatorio dello stesso Di Mauro, scrivono i magistrati, allargano il quadro di una vicenda che ha scosso la sanità catanese.

A essere arrestati lo scorso 18 ottobre erano stati anche Giorgio Leone, dirigente medico del reparto di Nefrologia dell’ospedale Garibaldi; Francesco Messina Denaro, parente del boss di Castelvetrano e procuratore speciale per la Sicilia del colosso della dialisi Diaverum srlSalvatore Guarino e Carmelo Papa rispettivamente amministratore di fatto e di diritto del centro privato di dialisi le Ciminiere srl. Per gli inquirenti, sarebbero tutti parte di «un sistema» che aveva per obiettivo quello di dirottare i pazienti degli ospedali pubblici nelle strutture private.

Aci Catena, aggredito dopo incontro de La destra «Certi ambienti mi vogliono zittire con la violenza» da: meridionews.it

Cronaca – Alla fine di una conferenza con il deputato regionale Nello Musumeci e l’ex sindaco catenoto Nello Oliveri, il presidente di Aci Catena bene comune è stato preso a pugni da quello che lui definisce un «sostenitore di Oliveri». Che dal canto suo non accetta che l’episodio sia strumentalizzato per fini politici

«Volevo rassicurare tutti i miei amici che sto bene, solo qualche graffio e gli occhiali rotti, anche se dal punto fisico ho riportato danni lievi ciò che resta è la mortificazione e la constatazione che ad Aci Catena è difficile poter fare politica con trasparenza e lealtà». È questo il messaggio con il quale Basilio Orfila, presidente dell’associazione Aci Catena bene comune, ha voluto comunicare ai propri amici le proprie condizioni di salute, dopo l’aggressione subita ieri sera davanti all’ex cinema Savoia, alla fine della conferenza sulla legalità organizzata da La destra di Nello Musumeci. A cui hanno partecipato, oltre al presidente della commissione antimafia dell’Ars, anche l’avvocato catanese Enrico Trantino, l’ex consigliere provinciale Enzo D’Agata e l’ex sindaco catenoto Nello Oliveri. «Un incontro plurale – spiega Orfila a MeridioNews – dove anche io, storicamente di sinistra, ho potuto prendere parola in un clima di dibattito democratico».

Aria che però cambia rapidamente quando, dopo l’intervento fatto da Orfila – che ha criticato la vicinanza di Oliveri con l’ormai ex primo cittadino Ascenzio Maesano, arrestato il 10 ottobre per un presunto giro di tangenti – una persona lo ha avvicinato fuori dalla sala e, dopo un breve scontro verbale, l’ha preso a pugni in faccia. «Verso l’uscita vedo un signore che conoscevo – racconta Orfila – che mi ha seguito fino all’uscita, insultandomi e dicendomi frasi come “anche tu sei stato assessore di Maesano, quindi cosa vuoi ora?”». «Il signore in questione – continua – da sempre sostenitore di Nello Oliveri, dopo qualche parola mi ha aggredito con uno sganascione che mi ha rotto gli occhiali, facendomi male anche al naso», aggiunge.

Ma non contento, dopo il pugno, l’aggressore – secondo le parole di Orfila – lo avrebbe buttato a terra, andandogli addosso con tutto il corpo. «L’uomo è fisicamente il doppio di me – spiega ancora – Ho cercato di difendermi, e ne è nata una colluttazione che mi è costata anche un’abrasione sul braccio. Siamo stati separati infine da alcune persone del paese. Lui se n’è andato, ed è finita li». Dopo aver però raccontato la brutta avventura su Facebook e aver ricevuto solidarietà da molti amici e conoscenti, Orfila è rimasto amareggiato per quanto scritto sul noto social network proprio dall’organizzatore dell’evento, Nello Oliveri che, invece che prendere le distanze, avrebbe parlato di uno scontro tra persone che nulla c’entrano con la politica. «Appare evidente che non si tratta di “due persone generiche”, come ci ha definito Oliveri – continua ancora il presidente di Aci Catena bene comune – ma di una vera e propria aggressione politica, essendo io un rappresentante della sinistra locale».

Orfila teme che il fatto non sia isolato e ci sia una precisa volontà di quelli che lui definisce «ambienti poco raccomandabili» per fargli del male. «Mi chiedo se questo signore sia stato mandato da qualcuno. Tre mesi fa, per una situazione completamente diversa il fratello dell’aggressore mi ha minacciato dicendomi che mi avrebbe preso a pugni. Forse c’è un passaparola in certi ambienti che mi vogliono zittire». La vicenda è arrivata oggi davanti ai carabinieri. «Sono andato in caserma, dove tornerò per perfezionare la denuncia. Per fortuna – conclude Orfila – non avevo ancora spento il registratore con il quale stavo registrando la conferenza, e sarà possibile ascoltare l’audio di quanto accaduto».

A replicare a distanza al presidente di Aci Catena bene comune è, però, lo stesso Oliveri, che non accetta che l’episodio venga strumentalizzato per fini politici. «Quanto accaduto ieri mi dispiace perché sono contro ogni forma di violenza – dichiara l’ex sindaco -. Ma vorrei specificare che tutto è avvenuto fuori dal salone dove ci eravamo riuniti. Io per primo l’ho saputo da una terza persona, quando tutto si era giàconcluso». Sulla polemica con Orfila, Oliveri taglia corto. «Avremmo potuto evitare il dibattito con chi è intervenuto con toni ai limiti dell’insulto – continua, facendo riferimento alle parole pronunciate da Orfila dalla platea – ma abbiamo accettato il confronto. Quello che non mi va giù è utilizzare un fatto spiacevole per infangare l’iniziativa».

Solidarietà ANPI Catania a tutta la popolazione colpita dal terremoto

Terremoto Centro Italia, nuova forte scossa magnitudo 6.5: “crolli ovunque” [LIVE]

Terremoto, violentissima scossa scuote l’Italia centrale

Pochi minuti fa, intorno alle 07:40, una nuova forte scossa di terremoto ha fatto tremare gran parte d’Italia: l’epicentro è stato ancora una volta sull’Appennino, secondo il Centro Sismico Euro Mediterraneo di magnitudo 6.6, quindi più forte sia di quelle di mercoledì 26 ottobre che della notte del 24 Agosto ad Amatrice. Restiamo in attesa dei dati INGV e di info dalle zone più colpite. Intanto a Roma e Firenze s’è scatenato il panico.

Il premier Matteo Renzi è in contatto con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, che e’ a Rieti dopo la nuova forte scossa di Terremoto.  La scossa e’ stata avvertita anche a Bolzano. Al corpo permanente dei vigili del fuoco del capoluogo altoatesino sono giunte le chiamate di cittadini preoccupati.

Secondo l’INGV la scossa è stata di magnitudo 6.1 a 10km di profondità, con epicentro nella zona compresa fra Perugia e Macerata, precisamente a Piè di Colle e Campi, molto vicino a Norcia, nella parte più meridionale dello sciame in atto da giorni.

L’Istituto nazionale di geofisica ha ricalcolato la magnitudo della scossa delle 7.40 che sale a 6.5.

Pochi minuti dopo la scossa principale, alle 07:44, s’è verificata un’altra scossa di magnitudo 4.6 nella stessa zona. Poi, alle 07:48, nuovo terremoto di magnitudo 3.9 stavolta più a Sud, tra Accumoli e Amatrice.

Terremoto, il Sindaco di Santangelo: “qui crolla e si apre tutto”

”Io sono a Fano, dove vivo, ma mi dicono che ci sono stati crolli, che e’ un disastro! Si e’ aperta la terra, c’e’ fumo,un disastro. Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, cerchera’ di raggiungere il paese, gia’ devastato dal sisma del 26 ottobre., ma non e’ sicuro di farcela: ”le strade saranno chiuse”. ”Spero che i testoni che erano rimasti a Santangelo si siano spostati nella notte”.

Terremoto, il Sindaco di Arquata: “è venuto tutto giù”

“E’ venuto tutto giu’, ormai non ci stanno piu’ i paesi”. Cosi’ il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci dopo l’ultima scossa di magnitudo 6.1. “Per fortuna che erano zone rosse – aggiunge -. La poca gente che e’ rimasta e’ scesa in strada, si sta abbracciando. Adesso stiamo andando in giro per le frazioni per vedere quello che e’ successo”.

Terremoto, il Sindaco di Ussita: “è crollato tutto”

”E’ crollato tutto, vedo colonne di fumo, e’ un disastro, in disastro!”. Lo dice il sindaco di Ussita, uno dei comuni piu’ colpiti dal sisma del 26 ottobre, Marco Rinaldi, dopo l’ultima forte scossa. ”Dormivo in auto, ho visto l’inferno…””.

Terremoto, nuovi crolli anche a Gualdo, Amatrice e Accumoli

A Gualdo, Castelsantengelo di Nero e nella frazione di Nocelleto, dopo la forte scossa di stamane, ci sono nuovi danni. Lo riferiscono questa mattina gli inviati di SkyTg24. La fortissima scossa di Terremoto ha causato nuovi crolli e lesioni anche nei territori colpiti dal sisma del 24 agosto, Amatrice, Accumoli e in tutte le frazioni. Alcune zone sono momentaneamente senza corrente. In corso sopralluoghi per valutare l’entit+á dei nuovi danni. Ad Amatrice sono crollate la torre civica e la chiesa di Sant’Agostino a seguito della nuova forte scossa di questa mattina.

Terremoto: frati in ginocchio davanti la statua di San Benedetto di Norcia

Frati in ginocchio davanti alla statua di San Benedetto a Norcia con accanto cittadini impauriti. Immagini mostrate da Sky. Sullo sfondo appare la cattedrale della citta’ umbra interessata da diversi crolli.

Terremoto, il Capo della Protezione Civile delle Marche: “ci sono crolli ovunque, temiamo persone sotto le macerie”

“E’ stata una scossa molto forte. Ci segnalano crolli a Muccia, Tolentino, in tutto l’entroterra Maceratese, stiamo cercando di capire se ci sono persone sotto le macerie”. Lo ha detto il capo della Protezione civile delle Marche Cesare Spuri. “La scossa – ha aggiunto – e’ stata molto forte anche ad Ancona”.

Terremoto, verifiche in corso anche a Roma

La sindaca di Roma Virginia Raggi, non appena si e’ avvertita la scossa di Terremoto in citta’, si e’ messa in contatto con la protezione civile per verificare la situazione a Roma. In mattinata a quanto si apprende Raggi sara’ al lavoro in Campidoglio per monitorare la situazione.

Terremoto, a Norcia sono crollate la Basilica di San Benedetto e la cattedrale di Santa Maria

La Basilica di San Benedetto e la cattedrale di Santa Maria argentea, a Norcia, sono crollate: sono rimaste in piedi parte delle facciate e delle strutture.

Terremoto, a Norcia la gente prega in ginocchio in piazza

Dopo la fortissima scossa di terremoto di stamattina alcune persone in piazza a Norcia si sono inginocchiate e stanno pregando. La scossa è stata fortissima ed è stata avvertita in tutta l’Umbria.

Terremoto, il Sindaco di Fabriano: “vari danni”

”So gia’ che abbiamo danni, ma non ho notizie piu’ precise. La scossa e’ stata fortissima, nelle case sono caduti mobili, oggetti, c’e’ stato panico, la gente e’ scappata per strada…” Il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola ha riunito il Coc dopo la scossa di magnitudo 6.1 che ha svegliato la citta’. Gia’ 4 palazzi erano stati evacuati dopo il 26, e molti ieri dormivano nel Palasport.

Terremoto, Sindaco Ussita chiede elicottero per raggiungere Casali

Il sindaco di Ussita Rinaldi ha parlato al Tg1 di ulteriori crolli nel suo Paese e di strade bloccate. “Chiedo un elicottero per raggiungere la frazione di Casali che e’ attualmente bloccata. La’ ci sono delle persone” afferma il sindaco

Terremoto, notizie drammatiche da Norcia

Sono “notizie drammatiche” quelle che stanno giungendo da Norcia alla presidente della Regione Catiuscia Marini. Lo ha appreso l’ANSA. La presidente sta raggiungendo il centro di Protezione civile di Foligno per seguire la situazione. I vigili del fuoco parlano di un quadro ancora non chiaro ma di polvere vista alzarsi a Norcia, Cascia e Preci.

Terremoto, stop a metro di Roma

Per “verifiche tecniche” dopo il Terremoto, il servizio sulla metro A, B e B1 di Roma e’ “momentaneamente sospeso”. Lo annuncia il profilo Twitter di Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma. Sulla metro C si segnalano “lievi ritardi” per lo stesso motivo.

Terremoto, chiuso Ponte Romano a Rieti

E’ stato interdetto al traffico e sono in corso verifiche sul Ponte Romano che consente di accedere al centro storico di Rieti da piazza Cavour in seguito alle scossa della 7.40 di oggi.

Terremoto: due persone soccorse e salvate vicino Amatrice

Due persone sono state soccorse e messe in salvo subito dopo la forte scossa di Terremoto delle 7.40 a Poggio Vitellino, frazione di Amatrice. Sono in corso verifiche e interventi in tutte le frazioni e nel capoluogo comunale

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