conferita la tessera ad honorem al presidente Titta Scidà

Conferimento della tessera d’onore dell’ANPI di Catania al Presidente Titta Scidà
Sei andato via prima che noi potessimo avere l’onore di dimostrarti la grande stima , l’amore , il rispetto, l’affetto che abbiamo per te.
Per il tesseramento 2012dell’ANPI era stato già deciso che la prima tessera d’onore a Catania sarebbe stata e sarà consegnata a te .
Ti avremmo chiesto di far parte del comitato d’onore e siamo sicuri che tu avresti accettato .
Ti conferiamo la tessera con le seguenti motivazioni:
Al presidente partigiano Titta Scidà, che per anni e anni ha lottato la mafia, il malcostume, l’illegalità,
al Presidente che ha dedicato la sua vita alla difesa dei minori,denunciando con forza i diritti negati all’infanzia e che aveva fatto del tribunale dei minori la sua casa,
al Presidente che è stato sempre accanto ai più deboli e inchiodato i potenti alle loro responsabilità,
al Presidente che è stato sempre accanto ai giornalisti che denunciano i poteri forti e la corruzione,
al Presidente che è stato e sarà il paladino della legalità e che rappresenta per migliaia di giovani l’esempio da seguire,
al Presidente che prima che volasse in cielo rivolse il suo pensiero a questa amata città.
Al Partigiano Titta Scidà grazie.

Il presidente dell’ANPI provinciale di Catania Santina Sconza

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Il Presidente Nazionale ANPI sullo sciopero del 12 dicembre, “Se non ora, quando?” e Piazza Fontana: “Piena e sentita l’adesione della nostra Associazione ai tre eventi”


A.N.P.I.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

COMITATO NAZIONALE

Il Presidente Nazionale ANPI sullo sciopero del 12 dicembre, “Se non ora, quando?” e Piazza Fontana:

“Piena e sentita l’adesione della nostra Associazione ai tre eventi”

Nei prossimi giorni, si verificheranno tre eventi di diverso contenuto e con diverse modalità, ma tutti estremamente importanti, di fronte ai quali l’ANPI non può che manifestare la sua piena, sentita, partecipe assonanza.

Lo sciopero di tre ore, proclamato per lunedì dalle tre Confederazioni sindacali, è un fatto straordinario già per il fatto stesso della ritrovata unità, su temi di tanto rilievo e di così forte impatto sociale. Ma c’è di più. Questo sciopero non è di quelli che mirano a far cadere un Governo, ma costituisce un modo fermo e deciso per ottenere che nella manovra in corso ci sia – accanto al rigore – maggiore equità. Non si chiede, dunque, nulla di impossibile, anche se è noto che i tempi stringono e che l’operazione non può che essere contrassegnata da una risolutezza e tempestività indispensabili; ottenere che non si colpiscano o si colpiscano meno i sacrificati di sempre, coloro che hanno sempre pagato, e si usi una maniera più forte nei confronti degli evasori fiscali, dei detentori di patrimoni immobiliari e finanziari rilevanti, vale a dire dei più abbienti, non significa negare la possibilità e l’urgenza di provvedimenti anche duri, ma solo pretendere che si mantenga soprattutto quell’equità sociale che lo stesso Governo Monti, all’atto della sua nascita, ha assunto come un impegno ineludibile.

Quanto al secondo evento, mi riferisco alle manifestazioni indette dalle donne per domenica 11, “Se non ora, quando?”, a Roma e in tante piazze d’Italia. Le donne sono state le prime, il 13 febbraio, a dare un grande segnale di risveglio e la dimostrazione concreta di un cambiamento possibile. Adesso tornano in piazza a chiedere ancora di più. Ma non è tanto la parola d’ordine che ci preme (spetta alle donne decidere ciò che vogliono e pretendono e fissare i loro obiettivi) quanto il fatto in sé di un forte appello, per una nuova e fortissima presenza delle donne sulla scena politica. Salutiamo, dunque, questa manifestazione non solo con piacere e soddisfazione, ma come il segno di una comune speranza di un futuro migliore.

Infine, lunedì 12 dicembre ricorrerà il 42° anniversario della strage di Piazza Fontana. Milano la ricorderà degnamente, come fa ogni anno; non si tratta, peraltro, solo di una questione milanese, ma di una questione nazionale. Piazza Fontana è stata non solo un attacco gravissimo e terribile alla vita di tante persone inermi, ma ha costituito uno dei più gravi attacchi alla stessa democrazia del nostro Paese. Come tale esso va rievocato, non solo per stringersi ancora una volta attorno ai sopravvissuti ed ai familiari delle vittime, che vanno sempre affettuosamente ricordati, ma anche perché non si può ammettere che su una simile, tragica vicenda, cada l’oblio; così come non è accettabile che non si conosca ancora tutta la verità. A completare il quadro già in sé insufficiente (anche se ormai è pacifica la matrice, individuata nella destra nera), mancano ancora troppi tasselli (il ruolo di alcune parti dello Stato, i dirottamenti e le deviazioni, le responsabilità di esecutori e mandanti, ecc.), che vanno colmati, se non sul piano giudiziario, almeno su quello della verità storica, che è poi, ora e sempre, uno dei fondamenti della democrazia.

Per questo, bisogna insistere ancora e con forza perché si elimini ogni forma di segreto, perché tutto divenga chiaro, limpido e trasparente; la verità serve non solo a completare la conoscenza storica ed a lenire, almeno in parte, il dolore, ma serve soprattutto come monito e deterrente per il futuro e per creare anticorpi idonei a difendere da ogni possibile attacco la nostra democrazia.

Il Presidente Nazionale ANPI

Carlo Smuraglia

Catania 20 dicembre festa del tesseramento A.N.P.I.

Catania 20 dicembre festa de tesseramento A.N.P.I.

Intervento di Salvatore Milliti a Cavriago alla presentazione del libro “Il bracciale di sterline”

 

http://gazzettadireggio.gelocal.it/foto-e-video/salvatore-millitti-a-cavriago-dopo-65-anni-1.2827318

CAVRIAGO: IL PARTIGIANO MILLITI RITORNA SUI LUOGHI DOVE HA COMBATTUTO DA PARTIGIANO

CAVRIAGO

Ieri sera nella sala consiliare del Comune l’emozionante “Carrambata” tra Milo Cepelli e Salvatore Milliti in occasione di una nuova presentazione del romanzo “Il bracciale di sterline” _ organizzata dall’Anpi e dal Comune di Cavriago _ che, per fato o per fortuna, li ha fatti ritrovare a distanza di più di mezzo secolo e che, per la prima volta, ha permesso loro di conoscersi di persona. Cepelli, ex consigliere comunale e anche vice sindaco oltre che figura di spicco della pallavolo locale, è figlio di Cesare Cepelli e Dafne Foracchia. I genitori sono entrambi deceduti, ma, in tempo di guerra, diedero ospitalità al partigiano di origini siciliane Milliti, oggi 89enne. Milliti aveva lanciato un appello il 19 ottobre dalle pagine della Gazzetta: “Che fine hanno fatto Cesare e Dafne di Cavriago? Ora vivo in Sicilia, ma vorrei rincontrarli”.

“Grazie per l’accoglienza entusiasta. Non avrei mai immaginato… Che emozione essere di nuovo qua”, ha detto Milliti al pubblico.

Insieme a Milliti e Cepelli, alla presentazione del romanzo, ieri sera, era presente anche il partigiano “Delinger”, ovvero Livio Piccinini, 87 anni, che, dopo 66 anni è tornato a parlare della sua esperienza.

03 dicembre 2011