Sostieni il festival “Fino al cuore della rivolta”

  Il festival della Resistenza “Fino al cuore della rivolta” è arrivato quest’anno alla decima edizione ma ha bisgono di tutto il vostro aiuto. Sosteneteci con le sottoscrizioni e aiutateci promuovere la campagna di autofinanziamento dal basso, girando questa newsletter ai vostri contatti. Potete seguirci anche su FB e su Twitter. La ricompensa più grande sarà una bellissima edizione del festival!

Il collettivo Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani ha deciso di lanciare una campagna di sottoscrizione (crowdfunding) sulla piattaforma Produzioni dal basso (clicca qui), in occasione della X edizione del Festival della Resistenza “Fino al cuore della rivolta”, che avrà luogo presso il Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo (MS) dal 31 luglio al 5 agosto 2014 . In pochi ci avrebbero scommesso all’inizio, ma il nostro festival, anno dopo anno, è cresciuto fino a diventare il più importante festival in Italia, dedicato alla Resistenza. Raggiungere  questi risultati e dieci anni di “onorata carriera” non è stato facile, ma è stato possibile soltanto attraverso l’entusiasmo dei/delle tanti/e compagni/e che in questi anni hanno lavorato volontariamente al festival, al pubblico che ci ha tanto sostenuto fino a div entare un’unica grande famiglia e, soprattutto, grazie all’esempio dei partigiani e delle partigiane che sono una presenza costante in tutte le nostre iniziative.

Le difficoltà non sono tuttavia mancate, e anzi sono aumentate sempre più negli ultimi anni, con una riduzione drastica dei contributi da parte degli enti (al punto che il festival è attualmente autofinanziato dall’associazione almeno fino al 70%). Le ragioni di tali difficoltà economiche sono molteplici e complesse. Quest’anno, poi, le previsioni sono ancora più nere, eppure non vogliamo rinunciare a regalarvi, a regalarci, una decima edizione davvero speciale. Per noi rimane fondamentale mantenere lo spirito di autonomia che ha caratterizzato la programmazione del festival e, soprattutto, che tutte le iniziative siano rigorosamente ad ingresso libero, così come è stato finora. “Fino al cuore della rivolta” è un “bene comune” per questo  chiediamo a tutti voi di aiutarci a farlo sopravvivere, con una donazione. Lo chiediamo, fiduciosi, a chi è salito almeno una volta nel bosco delle Prade e ha potuto toccare con mano l’eccezionalità di questo contesto, il valore delle nostre iniziative culturali, ma lo chiediamo anche a chi non ci conosce bene e in questi anni ci ha seguito, magari solo da lontano o attraverso i social network. E poi, perché no?, lo chiediamo anche a chi sente parlare per la prima volta di noi, ma ha a cuore i valori dell’antifascismo e la trasmissione degli ideali che hanno ispirato la Lotta di Liberazione.

                            

Descrizione Festival

“Fino al cuore della rivolta. Artisti per la Resistenza” è un festival della cultura che ha l’obiettivo di far incontrare le giovani generazioni con quel patrimonio di idee e di valori che ci deriva dall’esperienza della Resistenza e la cui conoscenza ancora oggi si dimostra fondamentale nel nostro vivere civile.

Lontani dalle stanche commemorazioni con “Fino al cuore della rivolta” si intende affrontare il tema della Resistenza attraverso forme di comunicazione artistica (musica, teatro, poesia) ma anche dibattiti, seminari e laboratori. Con questa manifestazione Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani vuole proporre uno spazio di riflessione e di incontro dove le nuove generazioni possano avvicinare i «vecchi partigiani» per riflette insieme sul nostro passato, per pens are un domani migliore.

«Fino al cuore della rivolta» si articola in due sezioni: la prima in Primavera, in occasione del 25 aprile nel borgo di Fosdinovo e la seconda occasione nella prima settimana di agosto il festival si sposta alle Prade, nel Museo audiovisivo della Resistenza, luogo -simbolo di questo rinnovato esercizio della memoria, con un programma di spettacoli teatrali,proiezionireadingconcerti e dibattiti che si svolge in più giorni, coinvolgendo artisti e intellettuali di fama nazionale. Gli spettacoli vengono collocati in uno scenario naturale di grande suggestione (con una interessante rifunzionalizzazione di uno dei luoghi della battaglia): il pubblico si trova infatti all’interno di un bosco di castagni secolari, che vorrebbero suggerire una simbolica salita ai monti, proprio «fino al cuore della rivolta».

Il festival nasce come un naturale sbocco dall’esperienza dell’associazione nella raccolta e nella valorizzazione del patrimonio storico, in collaborazione con quegli artisti che si sono mostrati particolarmente sensibili verso la tematica e si sono fatti coinvolgere dal progetto (alcuni spettacoli sono delle anteprime assolute, concepite appositamente per l’appuntamento).

Il percorso è arrivato al suo decimo compleanno, ma ogni volta che si conclude una edizione, subito nuove idee si fanno avanti, segno che il festival non si è ancora irrigidito in una formula preconfezionata, ma vive dei continui stimoli e della passione di tutti i soci volontari che ogni anno lavorano per la sua realizzazione. Dall’inizio del 2012 l’associazione è diventata il gestore del Museo Audiovisivo della Resistenza di Fosdinovo (MS) e ha fondato il Circolo culturale enogastronomico “Archivi della Resistenza”, che è aperto tutto l’anno e affianca alle aperture del museo le attività culturali, artistiche e culinarie.

Il festival, che vuole essere idealmente dedicato a tutti i combattenti per la Libertà passati, presenti e futuri, deve il suo nome al verso di una bellissima poesia di Paolo Bertolani, in cui si rivolge al padre partigiano.

(staffetta )

quando mancavi all’aria della casa

e a me pargolo insonne dicevano

che era per futili impegni fuori piazza

dove il buttare stravolto degli ulivi

tocca le case, le vite tremanti al chiuso

io non sapevo che già molto lontano

guidavi messaggi, uomini

fino al cuore della rivolta,

e ti aspettavo credulo finché non mi prendeva

un sonno duro – e oltre i vetri pioveva,

si metteva spesso un vento che era

lungo fiele nei pensieri di chi ti sapeva

come dentro a un mare – ora che il cuore è stretto

per tanta memoria dissolta, che morta

è la pietà

(Tratta da Paolo Bertolani, Piccolo cabottaggio, Contatto Edizioni, 2004)

                                  

Hanno partecipato

Lunghissimo è l’elenco dei personaggi e degli artisti che hanno preso parte alle precedenti edizioni del festival: Ivan Della MeaMaurizio MaggianiDario VergassolaStormy SixYo Yo MundiAscanio CelestiniThe GangGiovanna Marini;Banda OsirisMoni OvadiaE’ ZeziDaniele SepeClaudio LolliCisco e le Mondine di NoviMarcello Fois e i Tenores di Orosei Simone Cristicchi e il coro di Santa FioraBobo Rondelli e Franco LoiGinevra di MarcoMargherita HackTiziano ScarpaDaniele SilvestriNadaTêtes de BoisPierpaolo CapovillaJolanda InsanaDavid Riondino;Tre allegri ragazzi mortiAlessio LegaMarco RovelliApuamaterBlanca TeatroAntica Rumeria Lagrima de Oro;‘Zuf de ZurPaolo PietrangeliBanda JoronaPaolo CiarchiSandra BoninelliClaudio CormioSuonatori Terra TerraFiati SprecatiTano AvanzatoEnrico StassiNuovo Canzoniere BrescianoGian Piero AlloisioI Giorni cantati di Calvatone e Piadenai poeti dell’Ottava rima e tanti altri…

Programma edizioni: 2005 2006< /a> 2007 2008< /a> 2009 2010  2011 2012 2013

                                

Rete di collaborazioni

In questi anni l’associazione Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani ha allargato sempre più la rete delle collaborazioni e dei patrocini coinvolgendo le sezioni ANPI di Sarzana, Carrara, Villafranca-Bagnone, LericiOrtonovo, Fosdinovo, Castelnuovo Magra, Massa – Sez. Patrioti Apuani, tutti facenti parte del Comitato Sentieri della Resistenza. Negli anni passati ha avuto il patrocinio di Regione Toscana e Consiglio regionale – Assemblea legislativa della Liguria, Province di Massa Carrara e della Spezia, dei Comuni di Fosdinovo, Carrara,  Sarzana,Castelnuovo Magra, Lerici, Ortonovo, Massa e La Spezia. Inoltre ha la collaborazione di importanti festival e centri di ricerca: in primis Festival Lunatica, la Fondazione Ignazio Buttitta di Palermo, l’Istituto Ernesto de Martino di Sesto Fiorentino (FI), il Circolo Gianni Bosio di Roma, la Lega di Cultura di Piadena (PC), il Museo Cervi di Gattatico (RE), l’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO), l’Istituto Pedagogico della Resistenza di Milano, gli Istituti Storici della Resistenza Toscano e Apuano.  E dal 2013: Crisoperla – Associazione biologica per una economia solidaleScuola Abreu per AullaValSusa FilmFestRete del caffè sospeso. Infine Contatto Radio – Popolare Network è, come ogni anno, la radio ufficiale del festival.

Video

Promo 2012

Promo 2011

Canale Youtube di Archivi della Resistenza

Informazioni

www.archividellaresistenza.itinfo@archividellaresistenza.it 3290099418

VAI ALLA PIATTAFORMA “PRODUZIONI DAL BASSO” PER FARE LA DONAZIONE (CLICCA QUI)

Il governo Tambroni e la rivolta di Genova (1960)

Manifestazione Antifascista – Genova 30 Giugno 1960

casablanca

https://issuu.com/casablanca_sicilia/

I Sicilianigiovani/ giugno 2014/www.isiciliani.it da: isicilianigiovani

I Sicilianigiovani/ giugno 2014/www.isiciliani.it

 

L’antimafia difficile

“Mafiosi, fuori dalla comunità!” di Gian Carlo Caselli

Verso l’Expo, allegramente di Nando dalla Chiesa

Estate ’14 di Riccardo Orioles

Un sindaco coraggioso di Attilio Occhipinti

Beni confiscati di Giovanni Caruso

SiciliaUn anno con Renato di Tonino Cafeo

Colombia Il cielo sopra Bogotà di Norma Ferrara

Sicilia Santa Rosalia liberaci tu di Giulia Crisci

Colombia La guerra senza fine di Sara Manisera

Mediterraneo “Io, scafista per caso di Giuseppe Cugnata

Il rimorchio non porta al largo di Franҫois Maliet

Napoli Divieto di mare di Luca Rossomando

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Somalia Sventola il Tricolor di Antonio Mazzeo

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Periferie I meandri della droga di Ivana Sciacca

Rostagno Ciao Mauro Giustizia è fatta di Lillo Venezia

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Foto Catania: i mille volti a cura di Giovanni Caruso

Rifiuti zero: qui, ora! di Carmelo Catania

Ragusa La guerra della Monezza di Simone Lo Presti

Abruzzo Il caso Vasto di Alessio Di Florio

Ndrangheta di Andrea Zolea

Milano Il processo Zambetti di Ester Castano

Trattativa “Scotti: io non so niente” di Miriam Cuccu

Falange Armata di Giovanni Spinosa e Antonella Beccaria

Testimoni di giustizia: proposte di tutela Assoc.Rita Atria

Pianeta La corsa al bitcoin di Fabio Vita

Ogni mattina una politica diversa di Giovanni Abbagnato

Tangentopoli infinita di Riccardo De Gennaro

Giudici: prima isolati poi esclusi di Mattia Maestri

Pentecoste antimafia di Fabio D’Urso

“Aprite la finestra e raccontate” di Antonio Roccuzzo

Un giorno a Comiso di Giuseppe Fava

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(Iban Associazione Culturale I Siciliani Giovani, Banca Etica)

I mondiali antirazzisti sono diventati maggiorenni Fonte: Il Manifesto | Autore: Pasquale Coccia

I mon­diali anti­raz­zi­sti sono mag­gio­renni, quest’anno com­piono 18 anni. Il per­corso lungo e fati­coso per arri­vare alla mag­giore età, dice che il tempo ha dato ragione all’idea nata all’interno di Pro­getto Ultrà dell’Uisp, quella di orga­niz­zare un mee­ting per unire le tifo­se­rie ita­liane ed euro­pee impe­gnate nella lotta al raz­zi­smo negli stadi. E la Fse ( Foot­ball sup­por­ters europe, http://www.fanseurope.org) per ren­dere omag­gio al più grande mee­ting mon­diale di squa­dre di cal­cio anti­raz­zi­ste, cele­brerà in Ita­lia il con­gresso euro­peo dei tifoso di cal­cio ( Effc).A Castel­franco Emi­lia, loca­lità Bosco Alber­ganti, in pro­vin­cia di Modena, dove si svol­gono i mon­diali anti­raz­zi­sti (www.mondiali$$antirazzisti.org) con­flui­ranno oltre 140 squa­dre di cal­cio in rap­pre­sen­tanza di paesi euro­pei ed extraeu­ro­pei, alle quali si uni­ranno le squa­dre di altri sport dal rugby alla pal­la­volo, dal basket al tchouc­k­ball fino al cric­ket. Com­ples­si­va­mente ani­me­ranno i mon­diali anti­raz­zi­sti oltre 250 squa­dre, che dal 2 al 7 luglio si incon­tre­ranno all’insegna della lotta al raz­zi­smo nello sport e nella società. Ai mon­diali anti­raz­zi­sti di Castel­franco Emi­lia a Bosco Alber­ganti è pre­vi­sta la par­te­ci­pa­zione di ultrà impe­gnati da anni nella lotta al raz­zi­smo nel cal­cio, tra i quali spic­cano quelli del Mar­si­glia, del Borus­sia Dort­mund e del Sankti Pauli.

«Per i 18 anni dei mon­diali anti­raz­zi­sti — afferma Carlo Bale­stri idea­tore e anima della mani­fe­sta­zione– chie­de­remo il diritto di cit­ta­di­nanza uni­ver­sale per tutti. I nostri sono mon­diali dal basso, ai quali pos­sono par­te­ci­pare tutti, senza esclu­sione, non sono i mon­diali delle èlite, quelle che can­cel­lano le fave­las e cedono alla cor­ru­zione. Quest’anno alle par­tite, alle mostre e ai fil­mati, oltre alla pre­sen­ta­zione di libri, nell’ambito del con­gresso dei tifosi euro­pei, vi saranno dibat­titi che riguar­de­ranno il ruolo dei tifosi nei movi­menti e nelle pro­te­ste sociali, in par­ti­co­lare saranno pre­senti i tifosi di squa­dre che sono stati pro­ta­go­ni­sti delle pri­ma­vere arabe, ma non man­che­ranno quelli pro­ve­nienti dall’Ucraina. Un tema che verrà affron­tato anche quello del rap­porti tra i tor­nei inter­na­zio­nali di cal­cio e i diritti umani, su que­sto argo­mento inter­ver­ranno, tra gli altri, un cal­cia­tore pro­fes­sio­ni­sta che ha gio­cato in Qatar e un ex cal­cia­tore. Si par­lerà della spi­nosa que­stione del rap­porto tra cri­mi­na­lità orga­niz­zata e cal­cio, in col­la­bo­ra­zione con Libera».

I tifosi pro­ve­nienti da ogni parte d’Europa in occa­sione del loro con­gresso, costi­tui­ranno cin­que gruppi di lavoro su que­sti temi: «Divisi cadiamo», «orga­niz­za­zioni nazio­nali dei tifosi»; «la nostra par­tita è sugli spalti»! «Coreo­gra­fie e stru­menti di tifo»; «man­tieni il cal­cio sporco!» «Festeg­gia le riva­lità, com­batti le discri­mi­na­zioni»; «guar­dare una par­tita di cal­cio non è reato, ini­zia­tive e aiuti legali dei tifosi per i tifosi con­tro la repres­sione»; «sup­por­ter liai­son offi­cers in Ita­lia, chi sono, cosa fanno, aggior­na­mento per i tifosi italiani».

L’anno scorso a dare il cal­cio di ini­zio ai mon­diali anti­raz­zi­sti fu Cècile Kyenge, mini­stro dell’Integrazione del governo Letta, che torna quest’anno per l’appuntamento di Castel­franco Emi­lia. A tutte le squa­dre che por­tano nella Piazza Anti­raz­zi­sta un mani­fe­sto (pos­si­bil­mente bilin­gue) che docu­menti il carat­tere e le atti­vità della pro­pria squa­dra, ver­ranno asse­gnati tre punti extra per il tor­neo di cal­cetto. Bar e risto­ranti saranno in fun­zione tutto il giorno fino a notte, men­tre la mat­tina saranno attivi i cen­tri estivi per i bam­bini. A tutti i par­te­ci­panti ai mon­diali anti­raz­zi­sti è con­sen­tito il cam­peg­gio libero all’interno dell’area di Bosco Alberganti.

Ai mon­diali anti­raz­zi­sti inter­ver­ranno anche i sin­daci delle quat­tro loca­lità che dalla prima edi­zione a oggi, lungo un per­corso di diciotto anni, hanno ospi­tato l’evento spor­tivo. La prima edi­zione si svolse a Monte Cer­vino, in pro­vin­cia di Modena, luogo della prima repub­blica par­ti­giana d’Italia, per alcuni anni la mani­fe­sta­zione spor­tiva anti­raz­zi­sta è stata ospi­tata a Fucec­chio, per poi spo­starsi a Casa­lec­chio di Reno, e ora a Castel­franco Emilia.

L’anno scorso la Coppa Mon­diali Anti­raz­zi­sti è stata asse­gnata alla squa­dra degli Rfc Ska Lions Caserta. Oltre a schie­rare in campo i migranti e i rifu­giati poli­tici, si occupa anche di ripri­sti­nare campi di gioco e recu­pe­rare spazi pub­blici abban­do­nati per met­terli a dispo­si­zione di tutti, in par­ti­co­lare dei bam­bini e dei ragazzi che non hanno un posto dove gio­care. Nell’edizione del 2013, la Coppa Invi­si­bili è stata con­fe­rita di diritto ai Liberi Nan­tes. L’anno scorso gli orga­niz­za­tori dei mon­diali anti­raz­zi­sti asse­gna­rono la coppa l’11 giu­gno, di gran lunga prima dell’inizio della mani­fe­sta­zione spor­tiva inter­na­zio­nale, infatti la squa­dra di cal­cio dei Liberi Nan­tes gioca nel cam­pio­nato di terza cate­go­ria indetto dalla Figc Lazio, a fine cam­pio­nato la squa­dra è arri­vata seconda con 61 punti, dun­que aveva diritto di salire di cate­go­ria, ma è stata esclusa per­ché ha schie­rato gio­ca­tori che non hanno la cit­ta­di­nanza ita­liana, essendo la squa­dra costi­tuita esclu­si­va­mente da esuli in attesa di asilo poli­tico, per­ciò non sono rico­no­sciuti dalla Figc. Una beffa alla quale gli orga­niz­za­tori dei mon­diali anti­raz­zi­sti hanno rispo­sto con ironia.