Buon Anno di Pace da: ANPI Provinciale Catania

15747568_1384207071610992_6197777426675367850_nBuon Anno di Pace
Un mondo di guerra è un mondo senza futuro
Costruiamo la Pace per un mondo migliore

Testo della canzone di John Lennon

Immagina
Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente…
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace…
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero…
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno

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Fonte: data newsAutore: redazione Il pareggio di bilancio, quello inserito in Costituzione con legge Costituzionale, potrebbe essere incostituzionale. La sentenza della Consulta sulla Regione Abruzzo apre un varco

Il pareggio di bilancio, quello inserito in Costituzione con legge Costituzionale, potrebbe essere incostituzionale.Il 16 Dicembre 2016 la Corte Costituzionale si è pronunciata su una legge della Regione Abruzzo e gli effetti sono ancora tutti da scrivere.

Il fatto:
La Regione Abruzzo aveva condizionato il contributo per il trasporto degli studenti disabili alle risorse stanziate in bilancio.
Il servizio, quindi subiva le contrazioni stabilite dalle disponibilità economiche, a loro volta vincolate dal pareggio di bilancio.

Il pareggio di bilancio
Con “pareggio di bilancio” si intende la necessità, per Stato e Regioni, di pareggiare le entrate e le uscite di ciascun anno.
Nel 2011 il Governo Monti inserì il principio del pareggio di bilancio in Costituzione (articolo 81). 1

Con il pareggio di bilancio in Costituzione è stato, di fatto, reso illegale il keynesismo. Non risulta più possibile la spesa “espansiva” in infrastrutture, politiche di sostegno al reddito (e al consumo) interno eccetera eccetera.
Una spesa è possibile solo se bilanciata da un taglio o da una maggiore entrata (tasse).
Questo, ovviamente, implica che le minimali maggiori spese a sostegno della produzione devono essere bilanciate da tagli a spese “improduttive”.
Le spese improduttive per eccellenza sono proprio quelle che riguardano lo stato sociale.
Istruzione gratuita, sostegno assistenziale e previdenziale agli inabili al lavoro e ai disoccupati involontari, assistenza sanitaria …
Lo Stato si “ritira” da questi ambiti lasciando al mercato e all’iniziativa privata la gestione del sostegno sociale.
Ovviamente, il privato mercato svolgerà queste funzioni solo dietro corrispettivo.
In buona sostanza, lo smantellamento dello Stato sociale e la privatizzazione dei servizi sociali essenziali.
Accessibili solo a chi può consentirseli.
Questo, in modo assai schematico, il pareggio di bilancio (vigente per Stato e Regioni) e il “patto di stabilità interno” che ne deriva (per i Comuni).

La Sentenza della Corte Costituzionale
La Sentenza n° 275 del 16 dicembre 2016 della Corte Costituzionale costringe a un amaro risveglio tutti i sostenitori del pareggio di bilancio. I sostenitori del libero mercato e dello smantellamento dello Stato sociale sbattono il muso contro l’amara realtà.
La nostra Costituzione mette al centro la dignità della persona. E la sentenza 275/2016 della
Consulta è storica quanto ovvia: i Diritti Costituzionali vengono prima del pareggio di bilancio

Al punto 11 delle “considerazioni in diritto”

Non può nemmeno essere condiviso l’argomento secondo cui, ove la disposizione impugnata non contenesse il limite delle somme iscritte in bilancio, la norma violerebbe l’art. 81 Cost. per carenza di copertura finanziaria. A parte il fatto che, una volta normativamente identificato, il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all’educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali, è di tutta evidenza che la pretesa violazione dell’art. 81 Cost. è frutto di una visione non corretta del concetto di equilibrio del bilancio, sia con riguardo alla Regione che alla Provincia cofinanziatrice.
È la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.

Cosa significa?
La domanda potrebbe essere: ma se il pareggio di bilancio è un articolo della Costituzione, come può non incidere sulla erogazione dei servizi?

La risposta è semplice. Seguitemi un attimo.
La Costituzione del 1947-1948 è stata scritta da un “Potere Costituente”. Una Assemblea appositamente eletta a suffragio universale.
Tutti i Poteri dello Stato, quindi, sono Poteri costituiti dal Potere Costituente nella Costituzione. Poteri che esistono solo in quanto la Costituzione li prevede. I “Poteri Costituiti” sono poteri derivati dal “Potere Costituente”.
Il “Potere Costituente”, quindi, nella Costituzione può porre limiti anche ai “Poteri Costituiti”. E li ha posti.
Può dire esplicitamente (come dice nell’articolo 139) che “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.”

Ma possono esserci divieti e prescrizioni impliciti.
I “Principi fondamentali”, ad esempio (articoli da 1 a 12) non possono essere toccati.
I “Diritti e doveri dei cittadini” (la “Parte Prima”, dall’articolo 13 all’articolo 54) possono solo essere migliorati e non peggiorati.
Quelli che la Costituzione prevede sono i diritti e doveri minimi, i “Diritti e i doveri incomprimibili”.
Rispetto a questi capisaldi anche una revisione costituzionale può essere incostituzionale.
Perfino la Sovranità popolare trova dei limiti (Costituzione, art. 1 comma 2)
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Un referendum per chiedere al Popolo di rinunciare alla propria Sovranità è anticostituzionale.
Qualche dubbio è lecito per il referendum consultivo del 1989. Il testo del quesito era:
Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità?

I “Diritti incomprimibili”

I “diritti incomprimibili” non possono sottostare ai vincoli di bilancio.
• Quindi al “Reddito di cittadinanza”, ad esempio, non si può opporre “non ci sono le coperture”, le pensioni devono essere adeguate alle esigenze di vita e occorre garantire adeguata assistenza ai disabili.

Art. 38:
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.

I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.

Art. 32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
• Quindi occorre provvedere agli 11 milioni di italiani che non si curano più.

Art. 34
La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
… e se non ci sono i fondi?

• Quindi occorre che l’istruzione obbligatoria sia di qualità adeguata e veramente gratuita

Se il pareggio di bilancio è incompatibile con la garanzia dei diritti incomprimibili, è il pareggio di bilancio ad essere incostituzionale e occorre eliminarlo dalla Costituzione.

I portatori di interessi diffusi dei diritti costituzionali fondamentali incomprimibili impugnino gli atti con cui vengono negati i diritti minimi.

I sindacati facciano ciò per cui l’articolo 39 della Costituzione ne giustifica l’esistenza.

Le solite scuse: “i soldi non ci sono” e “bisogna rispettare il pareggio di bilancio”, non saranno più valide. La Corte Costituzionale in sostanza, dice che i diritti costituzionali sono più importanti di un vincolo di bilancio, anche se voluto dalla Troika.
Nessun governo può più dire: “non ci sono soldi per il Reddito di Cittadinanza, per l’assistenza ai disabili, per finanziare la sanità pubblica e il dissesto idrogeologico”.
Il debito pubblico deve essere gestito da una classe politica responsabile che ha la volontà di fare investimenti per far ripartire davvero il Paese, senza esclusione di nessuno.

Fonte: sbilanciamoci.infoAutore: Vincenzo Comito Salva-banche, un percorso accidentato

L’intervento del governo a favore di alcune banche si annuncia come un percorso tortuoso tra Roma, Bruxelles, Francoforte e Berlino. E il salvataggio di Mps è già lievitato a 8,8 miliardi

La decisione troppo tardiva del governo di varare lo stanziamento di 20 miliardi per il salvataggio di alcune banche può far pensare, per qualche verso, alla prima tappa di un Giro o di un Tour; di frequente il primo tratto è breve, magari a cronometro e serve giusto per riscaldare i muscoli, in vista invece di un percorso che si rivelerà poi molto lungo e impegnativo, pieno di tappe di montagna tra le più dure.

Una corsa a tappe dura al massimo un po’ meno di un mese, ma quella appena partita potrebbe protrarsi molto più a lungo e il percorso potrebbe essere ripetuto più e più volte tra Roma, Bruxelles, Francoforte, Berlino. E il problema è anche che i nostri corridori non hanno mostrato sino ad oggi grandi doti di scalatori e neanche di velocisti.

Già il secondo passo del tragitto ha portato la prima sorpresa negativa e quelli della BCE hanno mostrato di concentrarsi sulla questione in maniera abbastanza malevola, applicando peraltro alla pratica quella forte dose di discrezionalità che è nel loro diritto. E così l’aumento di capitale richiesto per il MPS non è più di “soli” 5 miliardi, ma di 8,8, trattandosi di un intervento di salvataggio con capitale pubblico, ciò che nella logica perversa degli organismi comunitari comporta l’esigenza di imporre maggiori oneri. L’intervento dello Stato, in effetti, a Francoforte e a Bruxelles, oltre che a Berlino, è oggi considerato un male quasi assoluto. Ma anche in Italia c’è chi non scherza. Un importante quotidiano nazionale titolava ieri “Sventiamo la tentazione statalista”.

Non è chiaro quanta parte di tali somme spetterà sborsare all’operatore pubblico, trattandosi di questioni legate a formule molto complesse e per di più esoteriche. Qualcuno pensa che potrebbe trattarsi di circa 6,3 miliardi, ciò che lascerebbe ancora abbastanza spazio per gli interventi a favore delle altre banche in difficoltà. Con tale importo, comunque, l’azionista pubblico dovrebbe essere ampiamente in grado, se solo lo vorrà, di imporre in futuro le sue linee strategiche di intervento all’istituto, ammesso che ne metterà a punto qualcuna e che esse siano sensate, tutte cose di cui ci si può permettere di dubitare.

Temiamo inoltre che da parte del governo l’acquisizione di questa e di altre banche sarà considerata come una questione molto imbarazzante, voltandosi ogni volta i responsabili dall’altra parte per non vedere quello che succede e cercando poi di sbarazzarsi appena possibile della palla.

Una delle prime e più dure montagne da scalare è in ogni caso quella di Berlino. In tale peraltro piacevole città in generale appena si vede muoversi qualcosa dalle parti del Mediterraneo, intanto si comincia subito a sparare; poi si vedrà.

E così, anche in questo caso, si sono ovviamente levate molte voci perplesse.
Hanno cominciato i politici. Da una parte Hans Michelbach, rappresentante CDU nel comitato finanziario del Bundestag, ha dichiarato che nel caso del MPS le regole dell’UE sono state aggirate e che lo Stato italiano sta varando un aiuto illegale alla banca. Per non essere da meno Carsten Schneider, membro socialdemocratico dello stesso comitato, ha affermato essere del tutto inaccettabile che il contribuente debba salvare una banca che forse dovrebbe essere liquidata.

Poi sono venuti i tecnici. Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, si è limitato a chiedere il rispetto delle sacrosante regole, suggerendo indirettamente che l’Italia le starebbe violando. Infine si è pronunciata Isabel Schnabel, membro del comitato dei cinque saggi, organismo che consiglia il governo in materia economica e che appare uno dei più forti presidi dell’ideologia ordoliberista nel paese, collocandosi quasi sempre a destra delle posizioni dello stesso governo. In Germania, sia detto en passant, i pochi economisti keynesiani hanno la vita molto dura e sono del tutto emarginati; presto saranno probabilmente estinti.

Ma, oltre che a Berlino, si incontreranno molte difficoltà anche a Francoforte e a Bruxelles, anche se alla fine ci dovrebbe essere uno sbocco positivo, sia pure circondato da molte condizioni. Del resto la stessa Bruxelles è piena di agenti tedeschi, a cominciare dal presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Anche costui ha già dichiarato che non sarà semplice portare la pratica al traguardo.

Una questione che anche come italiani non riusciamo a digerire (non è peraltro la sola) riguarda, nel caso del MPS, il trattamento degli obbligazionisti subordinati, come ha sottolineato anche Marcello Esposito su Repubblica. Appare inammissibile che essi siano trattati in maniera difforme da come è stato a suo tempo fatto con quelli delle quattro banche regionali. Quelli retail questa volta verrebbero interamente rimborsati e quelli istituzionali recupererebbero ben il 75% di quanto a suo tempo investito. Approfitterebbero della manna anche gli speculatori che hanno acquistato a suo tempo a vil prezzo tali titoli sul mercato secondario. E le obbligazioni senior che sarebbero interamente salvate? E’ ragionevole che Bruxelles voglia rivedere l’intera partita dei rimborsi. Ci aspettano dei mesi duri.