Ucraina, Putin incontrerà Hollande. I separatisti accusano Kiev di “crimini contro l’umanità”| Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Sull’Ucraina il confronto diplomatico è appeso a un filo, intanto gli scontri militari si fanno sempre più sanguinosi. E cosi mentre  Il presidente francese Francoise Hollande ha annunciato un “faccia a faccia” con il collega russo Vladimir Putin per il 6 giugno, durante le cerimonie di commemorazione dello sbarco alleato in Normandia, e gli Usa addirittura segnalano che Mosca sta ritirando diverse migliaia di uomini dall’Ucraina, nell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk i separatisti accusano le forze ucraine di crimini contro l’umanita’: almeno 15 miliziani feriti, che venivano trasportati a bordo di due camion, “con insegne mediche”, sono stati uccisi dal fuoco degli rpg. Spari anche contro un’ambulanza, denunciano ancora i separatisti che chiedono “l’intervento personale di Putin, in qualsiasi forma”. Non sono mancati gli scontri a fuoco al confine, dove secondo la versione ucraina, convogli carichi di uomini armati hanno tentato di infiltrarsi per dare man forte ai ‘fratelli dell’est’ “. Alcune ong russe fanno appello per l’apertura di corridoi umanitari per evacuare bambini, donne e anziani, gia’ costretti a lasciare le proprie case nelle zone ‘calde’ della citta’.

La speranza e’ appesa a un filo. E la comunita’ internazionale ha un’ultima occasione per far scoppiare la pace, ora che il conflitto nell’est dell’Ucraina gira l’ultima curva prima del bivio che portera’ solo allo spargimento di altro sangue. La tensione e’ alle stelle: ne hanno fatto le spese i quattro osservatori Osce fermati l’altra sera, e ora nelle mani dei separatisti.
Preoccupata attesa anche a Sloviansk, roccaforte della rivolta, dove al tramonto si teme l’inizio di nuovi bombardamenti che ieri sono costati la vita a 4 civili. Le foto dei cadaveri, a terra in un bagno di sangue, hanno fatto il giro del mondo. La fragile tregua registrata nella giornata di ieri ha consentito il recupero delle salme di Andrea Rocchelli e Andrey Mironov, uccisi sabato alle porte della citta’. Quella di Andrea dovrebbe essere arrivata a Kiev nella notte, via Kharkov.Ieri ci sono stati almeno 100 morti nella battaglia per l’aeroporto internazionale della citta’. E gli scontri hanno interessato anche i quartieri residenziali limitrofi. arrivando a lambire la stazione centrale, a due passi dalla zona degli alberghi affollati di giornalisti stranieri e civili in cerca di rifugio. Il presidente russo Vladimir Putin ha colto l’occasione di una telefonata con il premier Matteo Renzi per sottolineare la “necessita’ di porre fine immediatamente all’operazione militare “punitiva” nelle regioni sud-orientali e di stabilire il dialogo pacifico tra Kiev e i rappresentanti locali”. Un appello che in queste ore non sembra trovare interlocutori a Kiev, che ieri ha scatenato una escalation militare che l’est non aveva ancora mai visto, e decisa a proseguire l’azione “finche’ non ci saranno piu’ terroristi nel Paese”. “E’ questione di ore”, ha incalzato il neoeletto presidente, Petro Poroshenko. Ieri nei cieli di Donetsk sono sfrecciati elicotteri e caccia militari, che hanno bombardato senza sosta le postazioni nemiche, fino a costringere i ribelli a ritirarsi nelle zone limitrofe e a trincerarsi in postazioni difensive improvvisate.

Ucraina, sull’orlo della guerra civile. Domani il vertice a quattro. Si apre crisi in Montenegro | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà nuovamente sull’Ucraina oggi alle 16 locali, le 22 in Italia. Il tentativo è quello di fare il punto dopo l’assalto di Kiev nelle regioni russofone. La Russia insiste: l’Ucraina e’ “sull’orlo della guerra civile”. Intanto, si apre un altro punto di crisi, sempre sullo stesso tema dell’accerchiamento Nato alla Russia.  Dopo che il premier montenegrino Milo Djukanovic – nel corso di una recente visita a Washington – ha auspicato una rapida integrazione del Montenegro in Nato e Ue, e ha appoggiato le sanzioni decise dall’Unione europea contro Mosca a causa della crisi ucraina, la Russia accusa il Montenegro di “atteggiamento poco amichevole”.

Vladimir Putin nella telefonata avuta ieri sera con Angela Merkel “ha rimarcato che la brutale escalation del conflitto” imputata al blitz militare di Kiev nell’est russofono “ha portato il Paese sull’orlo della guerra civile”. Kiev parla di “operazione antiterrorismo”. I soldati hanno attaccato un campo aereo militare a Kramatorsk e secondo fonti dei filorussi negli scontri ci sono stati quattro morti e due feriti. Anche il ministero della Difesa ucraino ha dato notizie di vittime, senza pero’ fornire cifre. La presidenza a interim ucraina ha poi annunciato che le truppe governative controllano lo scalo. A Slaviansk le locali milizie russofone di auto-difesa hanno denunciato che la citta’ sarebbe circondata e in procinto di subire un assalto. A loro dire a lanciarlo potrebbero essere non gli uomini delle forze speciali regolari, bensi’ attivisti di ‘Pravy Sektor’, la formazione dell’estrema destra ultra-nazionalistica chiamata anche Settore Destro. A questo punto e’ forte il timore di un sanguinoso scontro tra gli attivisti e i soldati di Kiev.

Per giovedi’,se l’escalation si ferma, e’ in programma il vertice a quattro di Ginevra che dovrebbe vedere riuniti intorno a un tavolo i capi delle diplomazie della stessa Kiev, di Mosca, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.
Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico anche con Ban Ki-moon, durante il quale ha chiesto al segretario generale dell’Onu di esprimere una ferma condanna, a nome delle Nazioni Unite e della comunica’ internazionale, di quelle che il presidente russi ha definito azioni “incostituzionali” di Kiev. Ma gli Usa hanno gia’ pubblicamente espresso sostegno all’operazione. Secondo il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, “il governo di Kiev ha la responsabilita’ di far rispettare la legge e l’ordine nel Paese. Le provocazioni nell’est hanno creato una situazione a cui il governo deve rispondere”, ha affermato il portavoce, ribadendo che gli Usa non stanno valutando l’ipotesi di fornire armi all’Ucraina.

Ucraina-Crimea, Russia espulsa dal G8. La Linke chiama Schroeder alla mediazione | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Mentre le truppe russe continuano ad entrare in Crimea, il G7 sanziona Putin annullando il vertice del G8 a Sochi. Non solo, in apertura di contrattazioni il rublo ha perso il 2,5% toccando un nuovo minimo storico a 36,5 rubli per un dollaro mentre l’indice MICEX della borsa di Mosca ha perso oltre il 6% a quota 1.369 punti.
Sull’Ucraina è intervenuta anche la Linke. Katja Kipping e Bernd Riexinger, i due segretari della Linke, e Gregor Gysi capogruppo parlamentare del partito hanno diffuso la seguente dichiarazione in cui chiamano Schroeder, l’ex Cancelliere tedesco a un ruolo di mediazione, insieme all’Onu. Linke chiede alla Germania di “giocare un ruolo positivo” e di non assecondare la Nato.

“Siamo profondamente preoccupati sugli sviluppi in Ucraina. Si deve assolutamente trovare una soluzione diplomatica anche nel conflitto sulla Crimea. La divisione che minaccia il paese va evitata. L’uso della forza non può essere lo strumento della politica in questo conflitto.
Gli interessi in gioco sulla Crimea sono noti e garantiti da un Trattato. Ma non possono essere mantenuti per via militare. Facciamo appello al presidente Putin perché rinunci all’impiego di soldati e di armi. Allo stesso tempo ci appelliamo però al governo transitorio di Kiev affinché operi per evitare l’escalation. La chiamata alla mobilitazione di Vitalij Klitschko non aiuta in questa situazione, al contrario. Il principio da affermare ora è piuttosto: parlare anziché usare le armi. Diplomazia, diplomazia, diplomazia.
Nella soluzione del conflitto la Germania può e deve giocare un ruolo positivo. Il governo federale e le istituzioni dell’Ue si attardano in falsi schemi da guerra fredda. Dobbiamo guadagnare nella Russia un partner affidabile che giochi in Europa un ruolo importante. L’Ue e il governo tedesco devono andare perciò da Putin e cercare il dialogo. L’ex Cancelliere Gerhard Schroeder potrebbe assumersi un compito di mediazione in ragione dei suoi buoni rapporti con il presidente russo. La Russia e Vladimir Putin hanno diritto a essere presi sul serio.
Se la Nato dovesse invece tentare di immischiarsi nel conflitto, il governo federale dovrebbe porre il proprio veto. Deve essere fatta chiarezza tra l’Europa e gli Usa. Nella situazione attuale deve esserci una istituzione con la quale entrambe le parti in Ucraina e in Russia possano e anche vogliano parlare. L’Onu potrebbe assumere questo ruolo, anche l’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan dovrebbe giocare un ruolo importante nella soluzione del conflitto grazie alla sua integrità. Il 1914 è stato l’anno dello scoppio della Prima guerra mondiale e dell’inizio della catastrofe originaria del XX secolo. Nel 1939 la Germania dava inizio alla Seconda guerra mondiale. Una nuova guerra in Europa deve essere evitata con ogni mezzo”.

Ucraina-Crimea, Obama e Putin si parlano ma la tensione sale. Rischia di saltare il G8 a Sochi Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Secondo alcuni esperti la crisi ucraina fa regredire i rapporti tra Washington e Mosca allo stesso clima da guerra fredda del 1968 con l’invasione dell’allora Cecoslvacchia.
Da un lato Barack Obama condanna senza mezzi termini l’intervento armato in Crimea e parla di violazione del diritto internazionale. La minaccia è quella di far saltare i prossimi lavori del G8 a Sochi costringendo la Russia a una fase di “isolamento economico e politico”. Sul fronte opposto, Vladimir Putin sottolinea di avere il diritto di proteggere i propri interessi in Ucraina (video di Giulietto Chiesa sull’abolizione del bilinguismo da parte di Kiev in questi giorni). I due si sono anche parlati, per 90 lunghi minuti stanotte, ma la tensione resta alle stelle. E l’escalation registra episodi di ora in ora. Ieri sera miliziani armati hanno impedito l’accesso a diversi giornalisti stranieri al check-point nei pressi di Armiank, nel nord della Crimea. Tra le troupe respinte quelle di Bbc, della tv pubblica olandese Nos e di Mtv Finlandia. Ai reporter sono anche stati requisiti i giubbotti antiproiettile.
L’attività militare preparatoria va avanti senza soste. Oltre all’invio dei blindati russi, lungo la “linea di frontiera” tra Crimea ed Ucraina i miliziani scavano buche per posizionare armamenti difensivi e cecchini. Intanto vengono segnalati militari russi in una base radar e in un’accademia della Marina militare ucraina che hanno sequestrato tutte le armi leggere disponibili. Dalla base radar di Sudak sono stati portati via fucili, pistole e munizioni, caricati su un’auto. Armi sono state prelevate anche dalla struttura per l’addestramento della Marina a Sebastopoli, la citta’ sul Mar Nero che ospita una base della Flotta russa.Sul fronte internazionale vanno avanti le consultazioni. Obama nella serata di ieri serata ha sentito il presidente francese Francois Hollande e il premier canadese Stephen Harper, trovando il loro sostegno, come riferisce la Casa Bianca. In campo anche l’Unione Europea e l’Onu, che ha riunito d’urgenza il Consiglio di Sicurezza. Il segretario generale Ban ki-Moon ha chiamato lui stesso Putin, chiedendo un “dialogo” con Kiev. Il nodo, secondo Mosca, e’ quindi la tutela della minoranza di etnia russa nel Paese. Una preoccupazione a cui Obama replica spazientito: nessuno nega i legami culturali di Mosca con questa area dell’Ucraina. Tuttavia – incalza il presidente Usa – se Putin ha il timore per la sorte di questa minoranza ha il dovere di agire pacificamente e in modo appropriato chiedendo l’impegno diretto del governo ucraino e l’invio di osservatori internazionale sotto l’egida del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o dell’Osce. Non manca però di sottolineare il suo appoggio al nuovo esecutivo ucraino: il popolo ucraino – ribadisce – ha il diritto di determinare il proprio futuro. La sua amministrazione, assicura, continuera’ a lavorare con urgenza, assieme ai suoi partner internazionali, per fornire supporto al governo ucraino, tra cui assistenza tecnica e finanziaria.

Putin contestato a Roma, davanti all’hotel: “Vacci tu in Siberia” | Autore: RedAzione da: controlacrisi.org

 

Alcune decine di manifestanti hanno contestato il presidente russo Vladimir Putin. Sia davanti al Quirinale, sia all’ingresso dell’albergo che ospita il leader, hanno chiesto a gran voce la liberazione delle Pussy Riot rivendicando i diritti delle donne proprio nella Giornata mondiale contro il femminicidio. Al Quirinale le manifestanti sono state presto allontanate, ma subito dopo si sono recate al Grand Hotel St. Regis intonando cori anti-Putin come “in Siberia vacci tu” o “Pussy Riot libere”. Gli impegni diplomatici di Putin, prima l’udienza da Papa Francesco, con la crisi siriana al centro del colloquio, poi l’incontro con il presidente Giorgio Napolitano.
In mezzo, l’appuntamento con una vecchia conoscenza come Romano Prodi e a, chiudere la sua permanenza romana, il rendez-vous serale con l’amico di sempre, Silvio Berlusconi, forse nel momento piu’ difficile per il Cavaliere.