Il 4 ottobre marcia per Erri De Luca e la libertà di parola da: il manifesto.it

Erri De Luca

È nata in ambito acca­de­mico fran­cese, da un’iniziativa di Chiara Mila­nesi e Carlo Baghetti, l’organizzazione di una mar­cia in mon­ta­gna (dome­nica 4 otto­bre sulla Sainte-Victoire, nei pressi di Aix-en-Provence) per soste­nere sim­bo­li­ca­mente Erri De Luca e la libertà di parola, nella tri­ste vicenda che vede coin­volto l’autore, molto tra­dotto e letto Oltralpe, in un pro­cesso, per aver espresso la sua opi­nione circa la costru­zione della Tav Torino-Lione e le lotte ambien­ta­li­ste in Val di Susa.

Grande alpi­ni­sta e ambien­ta­li­sta con­vinto, De Luca ha spesso descritto la mon­ta­gna nei suoi romanzi; per que­sto motivo, l’organizzazione di una cam­mi­nata fino in cima al monte più sim­bo­lico dell’intera Pro­venza è sem­brato il modo più natu­rale di espri­mere il dis­senso verso l’imbarazzante situa­zione in cui si trova la demo­cra­zia ita­liana, che pro­cessa i suoi scrittori.

L’iniziativa ha incon­trato subito il soste­gno entu­sia­sta e l’adesione di molte per­sone, tra cui arti­sti e intel­let­tuali, dif­fon­den­dosi tra­mite il web e il passaparola.

La mar­cia si svol­gerà il 4 otto­bre pros­simo, con par­tenza dal Bar­rage du Bimont alle 10.30 e arrivo in cima della Sainte-Victoire pre­vi­sto per le 12.30.

Una volta rag­giunto il punto più alto ver­ranno reci­tati da attrici fran­cesi e ita­liane alcuni brani tratti dall’opera di Erri De Luca, che par­lano di mon­ta­gna e libertà di espres­sione. Tra gli obiet­tivi dell’iniziativa il col­le­ga­mento con altri «cam­mi­na­tori» delle mon­ta­gne ovun­que essi si trovino.

Per infor­ma­zioni e contatti:

Chiara Mila­nesi
Carlo Baghetti
pourerrideluca@​yahoo.​fr

Le ’ndrine puntavano alla Tav | Fonte: Il Manifesto | Autore: Mauro Ravarino

Piemonte. Nell’inchiesta una cava di rifiuti speciali in Val di Susa. «Operazione San Michele» contro l’articolazione torinese di una cosca di Crotone

«Ce la man­giamo io e te la torta dell’alta velo­cità». È il 6 mag­gio del 2011 e a par­lare al tele­fono sono Gio­vanni Toro, impren­di­tore edile tori­nese con­si­de­rato il tra­mite della ‘ndrina dei Greco per infil­trarsi negli appalti pub­blici, e Gre­go­rio Sisca, uno degli espo­nenti della cosca sul ter­ri­to­rio. Vogliono entrare nell’affare Tav in Val di Susa «per­ché si tratta di lavori per 200 milioni di euro».

I due sono stati arre­stati ieri mat­tina, rispet­ti­va­mente per con­corso esterno e per asso­cia­zione mafiosa, dai cara­bi­nieri del Ros nell’operazione «San Michele» con­tro l’articolazione tori­nese della cosca dei Greco di San Mauro Mar­che­sato (Cro­tone), gui­data da Mario Audia e Dome­nico Greco, in grado di acca­par­rarsi in Pie­monte lavori per cen­ti­naia di migliaia di euro. Nell’ordinanza che ha por­tato in car­cere venti per­sone per vari reati, il gip di Torino parla di «for­tis­simo inte­resse da parte della ’ndran­gheta all’acquisizione dei lavori per la rea­liz­za­zione della Tav».

Cosa voleva fare la ’ndran­gheta in Val di Susa? L’idea era quella di uti­liz­zare una cava di pro­prietà di Toro, tra i comuni di Chiusa di San Michele e Sant’Ambrogio (in Bassa Valle), come depo­sito di rifiuti spe­ciali per le ditte «ami­che» che avreb­bero lavo­rato alla Torino-Lione. «A giu­gno parte la prima tri­vella — si dicono Toro e Sisca — dob­biamo pulire la Valle dello sma­rino». Lavoro deli­cato, visto che, è bene ricor­dare, in quelle rocce c’è la pre­senza di mine­rali ura­ni­feri e amian­ti­feri. E ancora sulla fran­tu­ma­zione di rifiuti da reim­pie­gare nei lavori del Tav: «Lì è un busi­ness che non fini­sce più».

Che i legami con la Valle fos­sero stretti lo dimo­stra anche il con­tatto tra Gio­vanni Toro e Fer­di­nando Laz­zaro, tito­lare dell’Italcoge, impresa fal­lita che si è occu­pata della recin­zione del can­tiere di Chio­monte, dove si scava il cuni­colo esplo­ra­tivo. In una con­ver­sa­zione tra i due, Laz­zaro avrebbe chie­sto di poter usare la cava di Toro per nascon­dere ton­nel­late di rifiuti. Nelle carte Laz­zaro è inda­gato a piede libero per smal­ti­mento ille­cito di rifiuti all’interno della cava di Toro, «ma — ha pre­ci­sato il pro­cu­ra­tore di Torino San­dro Ausiello, capo della Dire­zione distret­tuale anti­ma­fia — non c’entra nulla con l’organizzazione mafiosa sman­tel­lata». Restano, però, da appro­fon­dire le rela­zioni tra lui e Toro. L’azienda di fami­glia dei Laz­zaro, l’Italcoge (col­pita, tra l’altro, dai raid not­turni di un anno fa) era già com­parsa nei dos­sier dell’operazione con­tro la ’ndran­gheta «Mino­tauro», che nel 2012 portò in car­cere 150 persone.

La Torino-Lione non sarebbe stata solo un obiet­tivo futuro per la Toro srl. I No Tav sosten­gono che «avesse già ese­guito impor­tanti lavori pro­prio presso il can­tiere di Chio­monte prov­ve­dendo alla bitu­ma­tura della via­bi­lità interna». Dalle ultime inda­gini risulta, inol­tre, che Gio­vanni Toro (già arre­stato dai Ros nel marzo del 2013), attra­verso le sue società e avva­len­dosi della com­pli­cità di altri impren­di­tori del set­tore, fosse già riu­scito a otte­nere ingenti com­messe lavo­ra­tive, tra cui i lavori in subap­palto per la ristrut­tu­ra­zione della gal­le­ria A32 Pra­pon­tin (Torino-Bardonecchia) e le opere di puli­zia e sgom­bero neve della stessa arte­ria auto­stra­dale e dell’aeroporto di Caselle. Nel 2011 la Toro Srl si aggiu­dicò anche un appalto da 288.960 euro dal Comune di Torino per «inter­venti straor­di­nari sulle pavi­men­ta­zioni delle vie, strade e piazze della città».
Legam­biente sot­to­li­nea come l’attuale inchie­sta sia «l’ennesima con­ferma che i can­tieri, in par­ti­co­lare quelli delle grandi opere, sono a forte rischio di infil­tra­zione delle mafie». Recen­te­mente, a Vol­tag­gio (Ales­san­dria) è stato bloc­cato il can­tiere del Terzo Valico: la ditta Lauro è stata estro­messa dai lavori per il «man­cato rispetto del pro­to­collo legalità».

“Sulle infiltrazioni mafiose nella Tav viene stravolta la realtà”. Intervento di Ezio Locatelli (Prc) Autore: ezio locatelli da: controlacrisi.org

Gli esponenti della maggioranza di governo non stravolgano la realtà. Dire che l’inchiesta sulle cosche mafiose in materia di traffico illecito di rifiuti, di appalti riguardanti grandi opere e Tav in Val di Susa che ha portato in queste ore a decine di arresti e indagati sia una “dimostrazione di capacità di prevenzione e vigilanza delle istituzioni, della politica e della società civile” è null’altro che una presa in giro. Alcuni di questi arresti e indagati arrivano a scoppio ritardato, a lavori effettuati. In particolare emblematico è il coinvolgimento nell’ indagine di imprenditori che hanno lungamente operato nel cantiere militarizzato Tav della Val di Susa, nonostante le reiterate denunce del movimento Notav di infiltrazioni mafiose. Peggio ancora, siamo in presenza di imprenditori in odore di lavori illeciti o di collusione con la ‘ndrangheta che a suo tempo sono stati santificati da esponenti politici e di governo come vittime dei No Tav. Questi ultimi attaccati in maniera virulenta in quanto rei di fare controinformazione e opposizione ai lavori sporchi dell’Alta Velocità in Val di Susa.Alla Magistratura chiediamo di fare il suo corso e di accertare la rilevanza penale di attività criminose che sono state messe in atto in attività illecite e in particolare per quanto riguarda la realizzazione di un’opera inutile e speculativa come il Tav. Ma intanto ancora una volta va denunciato con forza il malaffare che imperversa grazie anche a tante coperture e intrallazzi politici.

Proprio l’altro ieri Sergio Chiamparino, strenuo difensore del Tav, intervenendo all’assemblea degli industriali torinesi, se n’è uscito con una delle sue:”Di questi tempi si parla di grandi opere solo per parlare di tangenti. Ma noi vogliamo affermare con orgoglio torinese che le grandi opere si possono fare senza tangenti”. La solita retorica vacua che dice dell’insipienza di una classe politica e di governo. Poche ore dopo questa uscita è venuto allo scoperto la vicenda delle infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti di uno dei grandi orgogli torinesi: il Tav Torino-Lione. Aveva ragione il movimento No Tav, avevamo ragione noi a dire che il Tav in Val di Susa è un’opera oltre che inutile sporca. La mobilitazione contro quest’opera e i suoi interessati fautori non può e non deve fermarsi”.

Erri De Luca: “Il sostegno spontaneo contro la mia incriminazione va alla lotta della Val di Susa” Autore: isabella borghese.da: controlacrisi.org

Attenzione, preoccupazione e solidarietà in questi giorni per Erri De Luca, da parte di attivisti, lettori, operatori culturali e tutti coloro che come lo scrittore si sono sempre dichiarati contro la Tav. Siamo infatti tutti in attesa del 5 giugno quando, presso il Tribunale di Torino, si terrà l’udienza preliminare del processo allo scrittore.
Ripercorriamo in breve i passaggi salienti della vicenda che ha come protagonista Erri De Luca sulla questione Tav e che ha portato lo stesso scrittore a ricevere una denuncia. Poi lasceremo spazio a un’intervista che oggi ci ha concesso con la sua solita e impeccabile disponibilità.

E’ stato proprio De Luca a Ottobre 2013 ad aver dichiarato: “Un intellettuale deve essere coerente e mettere in pratica ciò che sostiene, per questo anch’io ho partecipato a forme di sabotaggio in Val di Susa”. Di lì a poco è arrivata la denuncia della Lyon-Turin ferroviaire (Ltf), la società che dovrebbe realizzare la tratta comune della linea a alta velocità Torino-Lione. Ed è stata proprio la procura di Torino ad aprire un fascicolo contro lo scrittore Erri De Luca.
Alberto Mittone, avvocato della società francese, a suo tempo ha dichiarato: “Riteniamo che De Luca abbia quantomeno istigato a commettere sabotaggi”. Lo scrittore in questione ha subito tenuto a precisare: “Il termine sabotaggio fa parte di una lunghissima tradizione di lotte del movimento operaio e sindacale – ha spiegato – Ho fatto una constatazione: in una valle che vive uno stato d’assedio e militarizzata per difendere un’opera inutile e dannosa, e dove non ci sono altri modi per farsi ascoltare, si ricorre al sabotaggio. Io non uso le parole a caso. Le parole hanno un peso”.

“Da scrittore – ha poi dichiarato – essere denunciato per aver espresso pubblicamente le mie convinzioni, rappresenta un riconoscimento, una sorta di premio letterario. Si tratta di un procedimento che ribadisce la giustezza delle mie convinzioni”.

Intervista a Erri De Luca 

Il 5 giugno presso il Tribunale di Torino si terrà l’udienza preliminare del processo per istigazione al sabotaggio in merito alla questione Tav di cui già ne avevamo parlato insieme (collego intervista passata). Di recente hai dichiarato, in merito: “Se mi condannano per istigazione alla violenza non farò ricorso in appello. Se dovrò farmi la galera per avere espresso una opinione, allora la farò”. Mancano pochi giorni al 5, cos’altro vuoi/puoi aggiungere…

La piazza è il luogo della democrazia quanto lo è un’ assemblea. Il diritto di manifestare non è revocabile né trattabile. Da noi si torna a praticare repressione di movimenti di massa che interferiscono con lo spreco di denaro pubblico. Questa opposizione non è ammessa dall’intreccio di politica e affari, di appalti truccati e gonfiamento di costi. Da qui la repressione che ha una catena di comando unificante tra polizia, magistratura, prigione. A Torino per la repressione della NOTAV in Val di Susa si è costituita per la prima volta, dopo gli anni ’70 e ’80, questa macchina repressiva. La differenza è che in quegli anni un ceto intellettuale e artistico si schierava aperta e militante con le lotte pubbliche, mentre oggi è inerte come un surgelato.

In Italia vige la repressione e si vuole ammutolire il dissenso. lo racconta quanto è accaduto a te e lo conferma quanto sta accadendo ai movimenti per il dirtto alla casa: gli arresti dei leader, di nuovo ai domiciliari dal 22 maggio, non fanno che confermare questa pratica che vuole mettere a tacere l’opposizione. La piazza resta ancora l’unica forma di protesta per dare voce alle lotte dei cittadini?

Non è la piazza a stare dalla mia parte, ma io dalla parte di qualche buona piazza e delle sue ragioni. Il sostegno spontaneo del 4 giugno va alla lotta della Val di Susa, della quale la mia incriminazione è un piccolo episodio, ma utile a dimostrare il livello di intransigenza della macchina di affari che governa la vita pubblica.

Siamo in un momento politico in cui per la sinistra, chi lo sa, speriamo anche italiana!, si intravede della speranza. Il superamento dello sbarramento da parte della lista Tsipras e la sua entrata dunque nel parlamento europeo, chiarisce la volontà, di una parte della sinistra italiana di voler andare verso un’unità. Si tratta di un percorso che fino ad oggi non è stato possibile praticare. Come giudichi questo momento politico? nonostante la spaccatura di Sel di cui si sta già parlando.
Intanto mi fa piacere che gli italiani siano diventati insondabili e che mentiscano ai sondaggi. Questo strumento che sostituisce la politica, il sondaggio appunto, deve essere sabotato. Le elezioni europee non significano granché, non coinvolgono gli interessi locali che sono quelli che maggiormente formano pacchetti di voti. Inoltre, più che quello che succede nella sinistra, mi interessa la disarticolazione della destra.

A SOSTEGNO DI ERRI DE LUCA IL 4 GIUGNO SI TERRANNO NUMEROSE LETTURE, PER INFO CONSULTARE L’EVENTO DI FACEBOOK:
https://www.facebook.com/events/247911452067176/

LUOGHI ED EVENTI FISSATI AL MOMENTO DOVE PARTECIPARE:
Roma: Casetta Maribel Rossa spa, Via Giovanni Battista Magnaghi, 14, (06 8936 0511), Carmen Iovino, Sergio Palumbo;
Roma: Refugee ScART, “I Rifugiati leggeranno “Solo andata” di Erri De Luca, Via Montagnola 39;
Montecelio (Rm), Piccolo Teatro dei Sassi, Compagnia Degli Innamorati Erranti;
Maccarese (Rm), Sala del Buttero, via del Buttero 3
Formia (LT) Sede SPSF _ Via Maiorino, 31
Rieti, Libreria Gulliver, via Roma 61, Ines Millesini
Ancona: Casa delle Culture, via Vallemiano 46
Catanzaro:Libreria Ubik Via del Progresso
Piacenza: Libri d’altri tempi Book Bank, Mecgele Dabergami;
Castiglione delle Stiviere (Mn) Libreria MR Libro, Via Garibaldi 6, Antonella Auzino;
BRESCIA Caffè Letterario di Brescia (Francesca Garioni, Gianluigi Bergognini e Barbara Favaro ) con la collaborazione di Claudia Capra. In arrivo la locandina;
Bologna, Libreria Trame, Via Goito 3 c, Alessandra Gruppioni e Chiara Burani;
NAPOLI:
Libreria Dante & Descartes, Piazza Gesù Nuovo, 14 (081 4202431) Giancarlo Di Maio;
Libreria di U’; Via Consalvo Carelli 19 (Vomero), Valentina Castellano;
Libreria L’Ibrido, via Nilo 29 (081 55 20 798) Roberto;
Il Mantegno, Vineria, Piazzetta Nilo 19, Gigi Esposito;
Evaluna, Caffè Letterario, Piazza Bellini, Lia Polcari;
Libreria Berisio, Via Port’Alba, Rosaria De Angelis;
Avellino: Libreria L’Angolo delle Storie, Fosso S. Lucia 4 (0825 628256) Consiglia;
Benevento: Cinema San Marco, Elide Apice;
Aversa, Caserta: Letti Sfatti e Associazione Bianca D’Aponte all’AUDITORIUM Bianca D’Aponte, Letti Sfatti Sfatti;
Salerno: Gianni Sciancalepore da definire lo spazio;
Piscinola (NA)Teatro Area Nord di Piscinola
Termoli, Libreria Fahreneit, via Cina 34
MATERA: a Casa Cava, Titti Santabarbara;
Potenza: Libreria Ubik, Via Pretoria, Luca Rando;
Bari: Mariella Soldo da definire lo spazio;
Bitonto (BA) Libreria SECOPSTORE
Grumo Appula (Ba), Il Presidio del Libro, Maria Amoruso;
Barletta (Ba) Concerto di testi Libreria Cialuna, Via Nazareth 24, Cosimo Damiano Damato;
Isole Tremiti, al Cafè Wine RA ORA, Lettura pubblica per Erri De Luca,
Sant’Agata di Militello, Messina, : Libreria Francesco Zuccarello, via Generale Liotta Aurelio 19, (0941 702748), Claudio Masetta Milone;
Cagliari: in preparazione…;
Alghero: Libreria “Il Labirinto” – Mondadori, via Carlo Alberto n. 119,dalle ore 19.00 Pier Luigi Alvau, Claudia Soggiu, Anna Borghi e Davide Casu;
Genova, Mauro Milani…;
Pistoia: Libreria Feltrinelli, in Via degli ORAFI 31-33,
AOSTA – c/o Espace Populaire – Via Mochet, 7
Torino: Libreria Feltrinelli Piazza C.L.N. 51, Bibiana Rizzo;
MILANO: Libreria del Mondo Offeso, Corso Garibaldi 50, Laura Ligresti (02 365 20 797);
COMO: La Feltrinelli Libreria, via Cesare Cantù 17
FRANCIA, Lyon, Grande Giusi Aliperta, mercredi 4 juin Atelier de création libertaire 1er ore 19;
INGHILTERRA, London Mercoledì 4 giugno alle ore 18.30 in UTC+01
L’orecchietta – Coffee Shop & Restaurant a London, United Kingdom

Prato, Ferrero: «Mandino lì le forze dell’ordine invece che a militarizzare la Val Susa!» da: rifondazione comunista

Prato, Ferrero: «Mandino lì le forze dell’ordine invece che a militarizzare la Val Susa!»

Prato, Ferrero: «Mandino lì le forze dell’ordine invece che a militarizzare la Val Susa!»

«Perché invece di occupare militarmente la Val di Susa con migliaia di poliziotti, il governo non li manda invece a Prato, ad impedire che la gente lavori e muoia in condizioni disumane?» Così Paolo Ferrero, segretario nazionale PRC, ha commentato la tragedia di Prato, l’incendio nel capannone-dormitorio nel quale sono morti 7 lavoratori. «La situazione dei lavoratori nel distretto di Prato è nota a tutti: servirebbero controlli e prevenzione, un efficace e vero contrasto del lavoro nero, al fine di garantire il rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, indipendentemente dalla loro nazionalità! Tutto il nostro cordoglio per le vittime dell’incendio di Prato e per le loro famiglie: purtroppo questa tragedia è frutto della logica del profitto a tutti i costi, che calpesta i diritti umani»

I ferrovieri Usb aderiscono alla manifestazione No Tav di sabato prossimo | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Il Coordinamento Nazionale Ferrovieri dell’Unione Sindacale di Base condivide le motivazioni e le proposte del Comitato No Tav Val di Susa e pertanto aderisce al corteo di sabato 16 novembre e parteciperà con una propria delegazione e con lo striscione La ferrovie è un bene comune.

“Anche nelle motivazioni che hanno portato molti ferrovieri ad aderire allo sciopero generale del 18 ottobre scorso – si legge in un comunicato – vi è espressa la necessità di potenziare gli investimenti sul trasporto regionale(pendolari) e soprattutto nel trasporto merci(cargo) oggi completamente abbandonato con conseguenti gravi danni all’economia e all’ambiente del nostro paese”.

Secondo i ferrovieri Usb, dopo 20 anni di tagli alla manutenzione delle linee e dei rotabili e al personale(da 220 a 75mila ferrovieri) occorre sbloccare il turn over per migliorare la sicurezza, la regolarità, la frequenza, la puntualità e la pulizia dei treni. “Non serve invece spendere 50 miliardi di euro – aggiungono – su una tratta che già oggi essendo servita da una linea a doppio binario con sistema a correnti codificate a 4 codici e una velocità di 100km orari può garantire la frequenza di un treno ogni 7 minuti ed è invece molto sottoutilizzata”.

Quattro cortei, una comunità. Il 16 novembre si scende in piazza! da: controlacrisi.org

 

Il 16 novembre quattro luoghi simbolo della lotta per la difesa dei beni comuni e per i diritti di cittadinanza scendono in piazza: Val di Susa, Pisa, Napoli e Gradisca d’Isonzo. La lotta NoTav in Val di Susa contro la devastazione ambientale e la cementificazione del territorio; Pisa, con il suo attacco frontale all’intoccabilità della proprietà privata e la tutela dei beni comuni; Gradisca d’Isonzo, per la chiusura del Cie simbolo di politiche securitarie e disumane, incapaci di accoglienza ma solo di repressione; Napoli, per denunciare ancora una volta l’avvelenamento del territorio, la distruzione di un’economia locale, il rischio sanitario a cui sono esposte milioni di persone, a causa di un’economia che si serve della mafia per diminuire i costi ed aumentare i profitti. Quattro esempi del cortocircuito del potere si mobilitano e creano tra loro connessioni, per mostrare il filo che unisce vertenze complementari, con la certezza che è solo dalla coalizione delle lotte sociali che possiamo, dal basso, disarticolare politiche insostenibili e decostruire modelli asfissianti. È nelle comunità locali – attive, aperte ed inclusive – che prendono vita i semi di un’altra idea di società, ecologica, solidale, cooperativa, legata a esigenze concrete e a pratiche culturali vive e per questo vaccinate contro i populismi e il localismo reazionario. Quelle che scenderanno nelle piazze il 16 novembre sono comunità resistenti che si ribellano. Ci ribelleremo per bloccare la privatizzazione dei beni comuni e la riduzione dei diritti, per realizzare trasformazioni radicali a partire dalla connessione tra persone e territorio, tra storie umane e relazioni ambientali. Invaderemo le strade forti della pluralità delle nostre storie e linguaggi, per valorizzare le esperienze di partecipazione e di attivismo sociale, per difendere l’autodeterminazione dei territori e rafforzare le reti dell’economia locale e solidale che si battono contro il sistema economico dominante e le élite che lo alimentano. Le mobilitazioni di Val di Susa, Pisa, Napoli e Gradisca di Isonzo evidenziano qualcosa che va oltre le criticità locali. Nella maglia che unisce queste lotte intravediamo i punti cardinali attraverso cui riprendere parola e riappropriarci dei diritti negati. Non è più tempo per opportunismi tattici, alchimie politiche e per strategie attendiste. La crisi – economica, sociale e culturale – che stiamo vivendo ci impone una reazione collettiva e uno scatto di dignità, per dare gambe ad un futuro nuovo, fatto di interessi comuni, proprietà collettive, giustizia sociale e ambientale. Il 16 novembre migliaia di donne e di uomini scenderanno in piazza, saranno un fiume in piena impossibile da fermare, saranno l’espressione di comunità resistenti che non si rassegnano e che propongono modelli di lotta territoriale partecipata per fermare l’economia del debito e delle grandi opere, il diktat delle multinazionali, il primato della proprietà privata e delle lobby finanziarie, per ripristinare la cittadinanza negata.

Comitato #fiumeinpiena Napoli

Movimento NoTav

Municipio dei Beni Comuni – Pisa

Coalizione dei centri sociali delle Marche, Nord Est, Emilia Romagna