Approvata la Costituzione in Nepal: il Paese si prepara ad affrontare una nuova fase politica Autore: francesca marras da: controlacrisi.org

Dopo un lavoro e un’attesa durati 8 anni, il Nepal ha adottato la nuova Costituzione diventando una Repubblica democratica federale laica. Entrata in vigore domenica 20 settembre, la Costituzione è stata approvata a Kathmandu con 507 voti favorevoli e 25 contrari e ha stabilito la futura divisione del Paese in sette province.
Si tratta di un importante momento storico per il Nepal, un Paese segnato da anni di instabilità politica che dopo 240 anni di monarchia Hindu è divenuto repubblica in aprile 2008 con un governo guidato dal partito maoista “Ucpn” (Unified Communist Party of Nepal-Maoist).
Un primo esperimento di sistema multi-partitico tentato nel 1959, fu interrotto dopo soli tre anni con la sospensione del parlamento da parte del Re Mahendra, in carica dal 1955 al 1972; nel 1991 le proteste dei Nepalesi hanno portato all’introduzione di un sistema politico democratico, ma negli anni seguenti il Paese è stato ancora teatro di frequenti cambi di governo, e l’ultimo Re del Nepal, Gyanendra, ha ripreso il potere esecutivo nel 2002 e nel 2005. La sua carica ha avuto termine nel 2006, in seguito alle forti pressioni, non solo popolari ma anche politiche, portate avanti per anni dai ribelli del gruppo maoista e sfociate in una dura guerra civile contro l’esercito.
L’anno 2006, con la firma dell’accordo di pace davanti alle Nazioni Unite, ha segnato la fine della guerra civile e l’inizio di un nuovo percorso verso la stabilizzazione politica.
Nel 2007 il Parlamento ha accettato l’abolizione della monarchia e nel 2008 le elezioni ne hanno decretato la fine dando vita a un governo a maggioranza maoista.
La Costituzione approvata la scorsa settimana è, dunque, il risultato di otto lunghi anni di discussioni politiche; i lavori avviati da una prima Assemblea Costituente eletta nel 2007 e portata avanti fino al 2012 senza risultati, sono stati ripresi nel 2013 da una nuova Assemblea che quest’anno è riuscita a portarli a termine, seppure tra tante difficoltà. Infatti i lavori si sono svolti mentre avvenivano scontri, che hanno causato circa 40 morti, tra l’esercito e i manifestanti contrari alla nuova costituzione. Tra questi le minoranze etniche Madhesi e Tharu che non si ritengono rappresentate dalla nuova forma politica del Paese.
In particolare la minoranza Mahdesi ha posto l’accento sulle questioni riguardanti la cittadinanza Nepalese e la discriminazione di genere nel Paese. Secondo quanto dichiarato dal Kathmandu Post la nuova costituzione renderà difficile per le madri single passare la cittadinanza al proprio figlio e in caso di matrimonio tra una donna Nepalese e un uomo straniero, il figlio non potrà ottenere la cittadinanza prima che l’abbia ottenuta anche il padre. La minoranza Madhese che vive al confine con l’India ritiene questa disposizione ancor più discriminante, vista la presenza di un elevato numero di matrimoni transnazionali.
Nonostante la soddisfazione del Primo Ministro del Nepal Sushil Koirala, il quale dichiara che questo evento rappresenta motivo d’orgoglio per tutto il Paese, domenica non è stato un giorno di festa per tutti i Nepalesi e una persona è morta durante una manifestazione organizzata dalla minoranza Madhesi nella Regione di Parsa.
Anche il gruppo Hindu Rastriya Prajatantra Party-Nepal si è opposto al voto, chiedendo la proclamazione di uno stato induista, proposta che è stata rifiutata.