Rifiuti in Ue, per l’Italia compostaggio e riciclo sono ancora pratiche sconosciute | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti l’Italia è sotto la media Ue solo per quanto riguarda il compostaggio e il riciclo (38%). Resta ancora molto alto nella Penisola il ricorso alle discariche, che rappresentano la modalità di trattamento più obsoleta e insostenibile e meno eco-compatibile.
E’ quanto emerge dai dati del 2012 pubblicati da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Ue. Secondo i dati, dal 1995 al 2012 c’è stato un aumento significativo, dal 18 al 42 per cento, della quota di rifiuti municipali che vengono riciclati o compostati in tutta l’Ue.L’Italia produce 529 Kg per persona di rifiuti municipali all’anno, ben sopra la media Ue di 492 Kg, e meno che la Germania (611) e la Francia (534), ma più della Gran Bretagna (472) e della Spagna (464). Il paese Ue che produce più rifiuti per persona è la Danimarca (668 Kg all’anno), seguita da Cipro (663), Lussemburgo (662) e Germania. Lo Stato membro che ne produce di meno è la Lettonia (301), ma quasi tutti i paesi dell’Est (con l’eccezione di Ungheria, Bulgaria e Lituania) sono sotto i 400 Kg per persona.
I paesi che hanno il tasso maggiore di riciclaggio sono la Germania (65%), l’Austria (62), il Belgio (57) e l’Olanda (50). Tra i grandi
paesi, ben più efficiente dell’Italia, in questo caso, è anche la Gran Bretagna (46%) mentre la Francia è quasi allo stesso livello (39%) e la Spagna resta ancora indietro con appena il 27%. Le peggiori performance sono quelle della Romania (1%), seguita da Malta e Slovacchia (13) e poi da Croazia e Lettonia (16) e Irlanda (16).
Considerando a parte il solo compostaggio, l’Italia resta ancora sotto la media Ue (24% rispetto al 27 dell’Ue), meglio della Spagna (10%) ma peggio degli altri grandi paesi: Germania e Gran Bretagna (18%), e Francia (16). Lo Stato membro con il record della percentuale di compostaggio è l’Austria (34%), seguita da Olanda (26%), Belgio (21%) e Lussemburgo (19%). I paesi che ricorrono meno al compostaggio sono la Romania (0%), Grecia, Lettonia e Lituania (2%), Bulgaria e Repubblica ceca (3%).

C’è poi il punto dolente delle discariche: vi finisce ancora il 41% dei rifiuti municipali prodotti in Italia, contro una media Ue del 34%. Fra i grandi paesi, la Germania (0%) è un esempio di virtù, avendo virtualmente eliminato le discariche, mentre la Francia è al 28%, la Gran Bretagna, con il 37%, si avvicina all’Italia, che comunque va molto meglio della Spagna (63%). I paesi peggiori sono nell’ordine la Romania (99%), Croazia (85%)
Malta (87%), Lettonia (84), Lituania (79), Slovacchia (77), Bulgaria (73%). I paesi con le migliori performance, dietro la Germania, sono il Belgio e la Svezia (1%), l’Olanda (2%), e poi Austria e Danimarca con il 3%.

Negli inceneritori finisce il 20% dei rifiuti italiani, contro il 24% della media Ue. Fra i grandi paesi, l’incenerimento è usato di più in Germania (35%) e Francia (33%), e di meno in Gran Bretagna (17%) e in Spagna (10%).
I paesi che ricorrono di più a questo metodo (il peggiore dopo le discariche) sono la Danimarca e la Svezia (52%), l’Olanda (49), il Belgio (42) e il Lussemburgo (36). L’Austria è allo stesso livello (35%) della Germania. Sette Stati membri non hanno inceneritori: Bulgaria, Grecia, Croazia, Cipro, Lettonia, Malta e Romania. In Lituania e Polonia l’incenerimento riguarda solo l’1% dei rifiuti municipali.