Diritto allo studio minato dagli abbandoni scolastici. Anief: alzare l’età dell’obbligo | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Nel 2013, sono stati ben 160 mila gli studenti che hanno abbandonato la scuola secondaria superiore statale. Una cifra considerevole, già rintracciabile nelle statistiche dell’Istat, che l’Anief, l’associazione nazionale dei presidi, torna a sottolineare per formulare una sua proposta: anticipare la primaria quando gli alunni hanno ancora 5 anni anziché 6 ed estendere l’obbligo scolastico dagli attuali 16 fino ai 18 anni di età.A conti fatti a ritirarsi e’ stato il 27% di chi aveva iniziato il ciclo formativo dei cinque anni. Un piccolo miglioramento rispetto alla precedente rilevazione con 20mila drop out in piu’, pari al 29,7%. Ma resta intatto l’allarme per una emergenza formativa che colloca l’Italia in fondo alla media Ue, con ben due milioni e 900 mila studenti – piu’ degli abitanti di Roma – che negli ultimi 15 anni hanno lasciato istituti tecnici e licei senza diploma in tasca. Solo Grecia e Bulgaria stanno peggio di noi. I calcoli di questa emorragia che “indebolisce il sistema Paese” vengono confermati anche da ‘Tuttoscuola’, che ha elaborato i dati del Miur.

Solo una parte dei dispersi – osserva il report – ha continuato gli studi nella scuola non statale o nei corsi di istruzione e formazione professionale (IeFP). Se i Neet in Italia nella fascia di eta’ 15-29 anni (proprio 15 classi di eta’) sono stimati in 2,2 milioni (pari al 22,7%), allora solo circa 700 mila di quei 2,9 milioni di ragazzi (cioe’ 1 su 4) ha continuato gli studi fuori dalla scuola statale o ha trovato lavoro. Complessivamente negli ultimi quindici anni, non e’ arrivato nemmeno alla soglia dell’esame di maturita’ il numero colossale di 2.868.394 studenti.

In Italia la quota di Neet e’ molto superiore a quella della media europea (22,7 e 15,4 per cento rispettivamente). E cresce significativamente se rapportata a Germania (9,7%), Francia (14,5%) e Regno Unito (15,5%) per avvicinarsi a quella della Spagna (21,1%). Dopo le Isole (tasso medio di dispersione 35,4%) sia il Nord Ovest con un tasso del 29,1% ad avere la maglia nera. Tra le regioni virtuose, l’Umbria con una dispersione del 18,2%, seguita da Marche, Friuli e Molise con il 21,1%. Fanalino di coda la Sardegna (36,2%), seguita da Sicilia (35,2%) e Campania (31,6%). Le regioni del Nord Ovest, piuttosto omogenee, sono tutte sopra la media nazionale, con la Lombardia che sfiora il 30%. La media dell’area e’ del 29,1% con oltre 39mila studenti dispersi nel quinquennio. Nel Nord Est la situazione e’ buona, come peraltro e’ quasi sempre avvenuto. La media e’ del 24,5% con quasi 23mila dispersi dal 2009 al 2014.
Discrasie al Centro, con tre regioni, Umbria, Marche e Lazio, ampiamente sotto la media nazionale e l’altra, la Toscana, sopra il 27%. La media dell’area e’ del 24,8%: oltre 28mila gli abbandoni. Buona infine la situazione nel Sud. Cinque regioni su sei (Campania esclusa) si posizionano sotto la media nazionale del 27%. Complessivamente l’area, con una dispersione di 47.674 studenti, registra un tasso di abbandoni del 27,5%.

#changetheway, oltre 70.000 studenti in piazza. Paolo Ferrero: “La loro lotta è sacrosanta!” da: controlacrisi.org

Autore: isabella borghese

Oltre 70.000 studenti in piazza in tutta Italia. Un dato notevole che continua a confermare l’importanza e la continuazione della giornata del 19 ottobre e che ha visto come protagonisti oggi questi giovani studenti con lo slogan “Change the way” per manifestare contro le politiche della scuola legate all’austerity.
E’ stata infatti proprio oggi una delle date attese e stabilite, per i mesi di novembre e dicembre, dal grande movimento formatosi in coda alla grande manifestazione del 19 ottobre.

“Oggi in tutte le piazze italiane con i lavoratori pacificamente per chiedere un’inversione di marcia su scuola e università al Governo e cambiare la legge di stabilità: le politiche di austerity – ha dichiarato Gianluca Scuccimarra, Coordinatore Unione degli Universitari – non hanno funzionato e lo dimostrano fatti tragici come la chiusura dell’università di Atene”.”Abbiamo fatto un blitz al Ministero – ha aggiunto Daniele Lanni, portavoce Rete studenti medi – per consegnare le nostre dieci domande su come invertire la marcia al Ministro Carrozza: per uscire dalla crisi è indispensabile ricostruire e investire sull’istruzione, le briciole non ci bastano più”.

La manifestazione a Roma è terminata senza incidenti, solo con momenti di tensione a piazza Sant’Andrea della Valle proprio quando i manifestanti sono giunti a pochi metri dal cordone di polizia in tenuta antisommossa che bloccava l’accesso a Palazzo Madama. A Torino il corteo degli studenti si è invece concluso in piazza Castello con un’assemblea. Qui i manifestanti hanno lanciato uova all’altezza della sede del Miur in corso Vittorio Emanuele, hanno colpitodiverse camionette della polizia. Disagi anche a Napoli:  è infatti stato incrinato uno dei vetri blindati dell’ingresso dell’assessorato regionale all’Ambiente, in via De Gasperi a Napoli, a seguito del lancio di una delle bombe carta mentre erano in corso scontri con la polizia. Dimostranti gridavano”Chi ha inquinato deve pagare”.
A Bologna la manifestazione e’ terminata al centro sociale Labas, ma nel pomeriggio di oggi andrà in corso un’assemblea nello spazio occupato dell’ex Maternita’ in via D’Azeglio. Anche l’altro corteo si e’ poi spostato verso la stazione e quando è giunto all’incrocio tra via Indipendenza e il ponte di via Matteotti, gli studenti del Cas hanno concluso il corteo bloccando le vie e  hanno dato appuntamento al 27 novembre per una manifestazione nuova.

Una giornata che ha continuato a ribadire le idee e le volontà ferme e chiare degli studenti. “Siamo noi e non l’Unione Europea a bocciare la legge di stabilità – ha dichiarato Scuccimarra – perché il vero dramma é la mancanza di investimenti sul futuro del Paese, sulla scuola e sull’università: invertire la marcia significa fermare l’austerity della conoscenza promossa da UE e Governo e puntare ora sui giovani e gli studenti Italiani. I numeri di oggi – ha concluso Scuccimarra – dimostrano che noi ci siamo e continueremo a gridare ‘Change the way’ finche ciò non accadrà”.

“Il nostro pieno sostegno alla manifestazione nazionale degli studenti, oggi, in tutta Italia, in occasione della Giornata Internazionale per il Diritto allo Studio, siamo a fianco di una generazione a cui si vuole negare la speranza. Gli studenti e i giovani sono stati messi costantemente sotto il tiro delle politiche neoliberiste: prima di Berlusconi – vedi alla voce Gelmini – e poi da Monti, con la riforma Fornero, e ora da Letta, con la legge di stabilita’”. A scriverlo in una nota è il segretario di Prc Paolo Ferrero. “I giovani chiedono di avere un futuro, chiedono un’inversione di marcia che sia italiana, ma anche europea, chiedono investimenti e tutela della scuola pubblica e della ricerca e la possibilita’ di trovare un lavoro che non sia puro precariato sottopagato: la loro lotta – conclude – e’ sacrosanta, il loro diritto ad avere risposte concrete dal governo anche”.

Siamo ora e già in attesa della manifestazione locale di domani, 16 novembre, in Val Di susa: “Fa dunque parte di quelle due, tre grandi manifestazioni locali – spiega Francesco Richetto in un’intervista, leader No Tav – che organizziamo all’anno e appositamente per chi no può essere presente sempre e per chi può partecipare anche solo una volta l’anno”.

Ma oggi a farsi sentire sono stati proprio gli studenti.

Udu e Rete studenti medi, un appello europeo all’unità contro i neofascismi | Autore: RedAzione da: controlacrisi.org

 

Udu e Rete studenti medi lanciano un appello di unita’ contro il montare dei neo-fascismi in Europa. Con il ritorno di gruppi neo fascisti in molti Paesi europei e il diffondersi di azioni violente da parte degli stessi l’Udu e le Unioni studentesche di Austria (Öh), Francia (Unef), Germania (fzs), Lussemburgo (Unel) e Svizzera (Vss-Unes-Usu) chiedono a tutte le istituzioni europee, a tutti gli stati e a tutti gli individui di reagire immediatamente per difendere la liberta’ e la democrazia.

Gli episodi di violenza a partire da Grecia, Francia e sempre piu’ diffuse anche in Italia, ci devono ricordare di come il fascismo purtroppo sia una minaccia attuale che non puo’ essere ignorata.- si legge in una nota congiunta di Udu e Rete studenti medi- Tutte le istituzioni europee e ogni singolo stato, proprio come ogni singola persona, devono immediatamente schierarsi contro il nuovo incedere dei fascismi. La violenza fascista e la difesa del fascismo da parte di partiti conservatori, non puo’ essere accettata da una societa’ democratica e diversificata”.

Gianluca Scuccimarra coordinatore dell’Unione degli universitari dichiara: “Siamo preoccupati del diffondersi massiccio di violenze fasciste in Europa, non da ultime due ragazze francesi militanti nell’Unef (il sindacato degli studenti francese) aggredite. La dittatura economica dell’austerity, sempre di piu’, sta uccidendo la coesione europea per cui lentamente sta venendo a mancare quel principio fondante della cooperazione tra nazioni e popoli che aveva ritrovato nuova vita nel secondo dopoguerra.

Ovunque in Italia siano presenti sedi di CasaPound gli episodi di violenza crescono: ultimo esempio la citta’ di Trento dove con l’arrivo di CasaPound si sono verificati molteplici episodi di violenza a cui prontamente l’Udu ha risposto organizzando, insieme alle altre realta’ territoriali sensibili, quali ad esempio Anpi, Arci, Cgil, un presidio antifascista pacifico sabato scorso in piazza Pasi”. Le violenze fasciste- prosegue Scuccimarra- “che sempre piu’ si stanno diffondendo anche in Italia, non possono e non devono in alcun modo essere contrastate con altre violenze: il mezzo migliore per affrontare il neo-fascismo e’ la conoscenza e l’accesso ai piu’ alti gradi dell’istruzione garantiti”.

Daniele Lanni portavoce Rete studenti medi dichiara:”Sicuramente il primo passo affinche’ il neo-fascismo non si radichi ancor piu’ di quanto lo sia ad oggi, e’ rendere tutte le scuole e tutte le universita’ in tutta Europa in istituzioni dove tutti possono raggiungere la cultura e i valori della liberta’ e dell’antifascismo, imparando la diversita’ culturale, la liberta’, il rispetto, l’uguaglianza, la giustizia e la solidarieta’ in concreto e non come concetti svuotati del loro valore”.

Conclude Scuccimarra: “Come sosteniamo nella piattaforma sottoscritta dall’Udu e altre Unioni studentesche europee simili alla nostra: le persone spaventate dal rischio di perdere tutto, facilmente trasformano tali sentimenti in odio per un nemico utilizzato come capro espiatorio per sentirsi legittimati a colpire e cancellare i diritti umani. Nostro dovere di giovani studenti e cittadini del domani deve essere quello di combattere i nuovi fascismi e nazismi in difesa di quei diritti umani inalienabili che altri prima di noi hanno difeso dando la vita”.

Catania 8 novembre 2013 : iniziativa ” a 70 anni dallo sbarco in Sicilia Ricostruzione Storica e narrazione pubblica”

Il Dipartimento di Storia e filosofia del Liceo Spedalieri ha organizzato alle Ciminiere di Catania un convegno con la partecipazione attiva degli studenti.

Il convegno era articolato: da una parte storica, presentata dal prof. Micicchè della della facoltà di Scienze Politiche, seguivano le testimonianze, raccolte dagli studenti, con interviste ai testimoni dello sbarco alleato.

A porgere i saluti è stata invitata la presidente provinciale ANPI catania Santina Sconza; nel suo intervento ha ricordato il valore della memoria e le lotte dell’ANPI, ha esortato gli studenti a conoscere, difendere e attuare la COSTITUZIONE. Gli studenti hanno dimostrato nei loro interventi un’ottima preparazione sui temi del convegno. Alla fine si è esibito il coro polifonico Armosaico con canzoni della storia.

La canzone più applaudita e che ha commosso la sala è stata “bella Ciao”

L’ANPI ringrazia il corpo docente e gli studenti per la sensilibilità dimostrata sui temi della pace e della liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

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