Il voto pro-Palestina del Parlamento europeo. Spinelli, Maltese, Forenza: “Atto coraggioso”Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Il Parlamento di Strasburgo ha approvato ad ampia maggioranza una risoluzione sottoscritta da quasi tutti i gruppi che sostiene “in linea di principio” il riconoscimento dello Stato della Palestina sulla base dei confini del 1967, appoggia la soluzione a due Stati con Gerusalemme capitale e esorta la ripresa dei colloqui di pace. La risoluzione è stata approvata con 498 sì, 88 no e 111 astensioni. Un grande applauso di una larga parte dell’Aula di Strasburgo ha accolto oò voto, secondo molti osservatori storico, a sostegno dello stato della Palestina. In particolare, la risoluzione è stata il frutto della convergenza dei testi presentanti da cinque gruppi, quello del Ppe, del S&D, della sinistra Unita (Gue), dei liberali e dei Verdi, appoggiata anche da alcuni esponenti ‘grillini’ come Massimo Castaldo e Ignazio Corrao.Sul voto di Strasburgo hanno rilasciato una lunga Eleonora Forenza, Maltese e Spinelli, che parla di “un atto politico coraggioso e di grande importanza”. “L’Unione in quanto tale – aggiunge Ferrero – non parla ancora con un’unica voce in politica estera, e riconoscere gli Stati è legalmente prerogativa degli Stati”.

Di positivo, secondo Ferrero, c’è che l’Assemblea dell’Unione “ha forzato abitudini, tempi, pavidità, contro il parere delle destre più gelose delle sovranità assolute degli Stati, e con il suo voto ha affermato di voler esserci e di voler dire la sua parola inequivocabile, su una questione del Medio Oriente che, irrisolta, ha generato lungo i decenni un gran numero di guerre e di morti”. “In quest’ambito – proseguono – il Parlamento non ha esitato a lanciare un messaggio di disapprovazione nei confronti del governo israeliano, che si è adoperato in tutti i modi per evitare che l’Europa uscisse allo scoperto con questa dichiarazione, e si conquistasse un diritto di presenza e di parola politica in materia, seguendo la linea degli Stati dell’Unione che già hanno riconosciuto lo Stato Palestinese. L’Alto Rappresentante Federica Mogherini vedrà fortemente accresciuto il proprio peso e la propria influenza, se vorrà esercitarli, dopo la decisione dei parlamentari riuniti a Strasburgo”.

“Alcuni gruppi politici hanno tentato di dire che la risoluzione approva e legittima lo Stato palestinese a condizione che i negoziati di pace riprendano seriamente e abbiano successo – osservano ancora i tre parlamentari europei -. È un’interpretazione del tutto fallace della mozione approvata. Il riconoscimento «va di pari passo» con i negoziati di pace – questo dice letteralmente il testo – e la condizionalità fortunatamente non c’è”.

Le europee spiegate a un bambino Fonte: Esse blog | Autore: Paolo Andreozzi

Alexis TSIPRAS

1. A Strasburgo eleggeremo circa 750 parlamentari europei.

2. L’Italia ne elegge 73.

3. Si dividono praticamente in otto grandi gruppi inter-nazioni:

– estrema destra (AENM)

– euroscettici (EFD)

– liberal-conservatori (ECR)

– popolari&cristiani (PPE)

– liberal-riformisti (ALDE)

– socialisti&democratici (PSE)

– verdi&regionalisti (ALE)

– sinistra (GUE)

più un gruppetto misto.

4. Per capirci, la collocazione dei partiti italiani nei gruppi sarebbe:

– estrema destra: Fratelli d’Italia, Destra di Storace

– euroscettici: 5stelle, Lega

– liberal-conservatori: Scelta Civica

– popolari&cristiani: Pdl (forzaitalia), Udc

– liberal-riformisti: radicali

– socialisti&democratici: Pd, Sel

– verdi&regionalisti: verdi, autonomie locali (Svp…)

– sinistra: comunisti (Prc, Pdci), antineoliberisti…

5. In Italia si vota col proporzionale, e sbarramento al 4%.

6. Per i sondaggi attuali il prossimo parlamento avrebbe, più o meno:

– 30 deputati alla destra estrema (+30 rispetto a oggi)

– 30 euroscettici (=)

– 40 liberalconservatori (-20)

– 220 popolari&cristiani (-50)

– 80 liberalriformisti (-10)

– 220 socialisti&democratici (+25)

– 40 verdi&regionalisti (-20)

– 60 alla sinistra (+25)

– 30 gruppomisto (+30)

7. Per la prima volta le liste nazionali di tutti gli orientamenti dovranno dichiarare quel è il loro candidato alla presidenza della Commissione europea (il ‘premier’ continentale). al momento si conoscono le candidature di Martin Schulz (Spd tedesca) per i socialisti&democratici e di Alexis Tsipras (Syriza greca) per la sinistra.

8. Per i sondaggi attuali, nessuno dei 73 europarlamentari eletti dall’Italia apparterrebbe al gruppo della sinistra con Tsipras candidato (anche perché il ‘laboratorio’ per una lista di sinistra in Italia ancora non si è neppure ufficializzato).

9. Tuttavia, a sinistra non c’è il ‘vuoto quantico’: Rifondazione comunista si è già dichiarata per la costituzione plurale – di partiti (Prc, Pdci…), movimenti e singoli – di una lista unitaria proprio per smentire il sondaggio e riempire quel vuoto (purché si superi ovviamente il 4 per cento di sbarramento).

10. E, per quello che conta, io – da indipendente – farò questo e poco altro nei prossimi mesi: contribuire alla costituzione di quella lista e invogliare tutta la gente di sinistra che conosco a sostenerla. Perché a maggio in europa il voto utile – il voto del meno peggio, il voto a naso turato, il voto contro qualcuno – davvero non ha senso. Nel 2014 per Strasburgo si vota in libertà, secondo coscienza di cittadine e cittadini dell’Europa come la vorremmo. E, soprattutto, come faremo il possibile che diventi.