Scuola, nulla di fatto per l’incontro tra Giannini e i sindacati. Confermati sciopero degli scrutini e mobilitazione del 5 giugno Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Si e’ concluso con un nulla di fatto l’incontro sulla riforma della scuola tra i sindacati di categoria e il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Uscendo da viale Trastevere i sindacati hanno rilasciato alcune dichiarazioni. “E’ stato un incontro deludente – ha spiegato ai cronisti il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima – con una netta chiusura da parte del ministro per quanto riguarda la questione del precariato e la questione delle prerogative dei dirigenti scolastici. Abbiamo registrato soltanto una piccola apertura per quanto riguarda la presenza di genitori e studenti nel meccanismo di valutazione dei docenti, ma il giudizio complessivo resta assolutamente negativo e confidiamo nel dibattito al Senato. Resta confermata la mobilitazione, incluso lo sciopero degli scrutini”. Intanto, Renzi oggi è stato contestato a La Spezia da un gruppo di precari.

“L’incontro e’ andato esattamente come previsto, e’ stato di pura cortesia”, ha aggiunto il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, Rino Di Meglio. “Al momento – ha proseguito Di Meglio – non c’e’ la possibiilta’ di una mediazione tra il governo e i sindacati”. “Non c’e’ stata alcuna risposta concreta – ha affermato il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo – e quindi continueremo la nostra battaglia con lo sciopero degli scrutini e delle manifestazioni che si terranno in tutto il Paese il prossimo 5 giugno. Questa riforma e’ inaccettabile, incostituzionale – ha proseguito Pantaleo – e non apporta nessun cambiamento vero nel mondo della scuola. Anzi, con questo provvedimento la scuola pubblica ritorna indietro, ad un modello autoritario”.

Palermo, Ancona, Bologna: polizia all’opera contro antagonismo e antifascismo Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Mano pesante della polizia contro l’antagonismo e l’antifascismo. Dopo la due giorni di Torino dove la polizia si è scatenata in ben due occasioni contro l’antagonismo: al Caat durante un presidio e al corteo della Fiom, a Bologna, le forze dell’ordine ed un corteo dei centri sociali si sono violentemente scontrati, prima quando i manifestanti volevano andare a contestare il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, poi quando hanno cercato di raggiungere un presidio di Forza Nuova. Ma manganellate sono volate anche a Palermo, per un corteo di studenti che protestava, chiedendo di parlare, contro il ministro Stefania Giannini e ad Ancona sempre per un corteo contro una manifestazione di Forza Nuova. E’ stata una giornata ad alta tensione in diverse piazze italiane.

A Bologna un corteo che ha raccolto diverse centinaia di attivisti aveva due obiettivi dichiarati: Banca d’Italia e Forza Nuova. Il movimento di estrema destra aveva organizzato un presidio in una piazza del centro, un paio di ore dopo, ma a poche centinaia di metri di distanza dall’aula di Santa Lucia dove era atteso il governatore della Banca d’Italia.
In via Castiglione, a pochi passi dal luogo dove Visco stava tenendo una lettura per i 60 anni del Mulino, manifestanti e forze dell’ordine si sono fronteggiati una prima volta. C’è stata una violenta carica della polizia. Stesso copione, ma con maggiore intensità, in via Garibaldi, poco dopo le 19, in una zona abitualmente piena di gente per lo shopping e l’aperitivo. Qua la pressione del corteo per raggiungere il presidio di Forza Nuova si è fatta più insistente. Anche qui è partita una carica che ha impedito al corteo dei centri sociali di raggiungere la piazza di Forza Nuova. Il bilancio è stato di una decina di feriti, fra forze dell’ordine e manifestanti, un esponente dell’antagonismo bolognese portato in Questura, e poi arrestato, e il “salotto buono” della città con i segni di una giornata di scontri.
In mattinata, c’erano invece stati scontri a Palermo, fra polizia e studenti, in occasione di una visita del ministro dell’istruzione Stefania Giannini, davanti al liceo Regina Margherita.
Ad Ancona, invece, il motivo dello scontro è stato ancora una volta un corteo di Forza Nuova al quale una contro-manifestazione organizzata dai centri sociali, alla quale hanno partecipato anche Anpi, Sel e Pdci. E’ stato arrestato un ragazzo, condotto presso la propria abitazione per l’esecuzione della misura cautelare dei domiciliari. Non sono ancora note le imputazioni, lunedì si terrà il processo per direttissima. Convocato per lunedì un presidio davanti al tribunale di Ancona.Momenti di tensione a Milano, dove però non si è arrivati agli scontri, per il corteo antirazzista organizzato in opposizione ad una manifestazione della Lega Nord. Anche in questo caso le forze di polizia hanno impedito alle due iniziative contrapposte di entrare in contatto.
Manifestazioni anche a Napoli e a Reggio Calabria. Il tema dell’immigrazione in prima piano per i cortei delle due città del Sud, che hanno visto in piazza da Fratelli d’Italia ai centri sociali.
ABergamo, infine, oltre 500 militanti antifascisti, contro i divieti della questura, hanno conquistato il diritto di manifestare costringendo lo sparuto ritrovo nazifascista in un’area periferia va della città, nella zona del cimitero comunale

Scuola, Giannini vuole bloccare gli scatti d’anzianità per reperire le risorse. Il dramma del settore pulizie | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Classi pollaio, scatti di anzianità e pulizie delle classi. E’ la scuola il primo “dossier mediatico” del Governo Renzi. A metterlo sotto gli occhi dell’opinione pubblico ci pensa il neoministro Stefania Giannini che già parla di fermare gli scatti di anzianità, anche perché non saprebbe come reperire altrimenti le risorse che servono alla scuola per il “ricambio generazionale”. Intanto, è iniziato il conto alla rovescia per bloccare la “spending review” del settore pulizie.

Ma andiamo con ordine. Da settembre ci saranno 34mila alunni in piu’, ma il numero dei docenti e’ in caduta libera. Secondo l’Anief, gli studenti nel prossimo anno scolastico: aumentano di 25.546 unita’ alle superiori e di 9.216 alla primaria, con un leggero calo (-785) nella scuola secondaria di primo grado. Anche nel 2013 vi fu un incremento di 30.000 iscritti: e’ evidente che servono piu’ insegnanti. Invece permane il blocco degli organici e tra il 2007 e il 2012 l’amministrazione ha soppresso oltre 100mila cattedre”.

 

“A ben vedere, pero’, la forbice prof-alunni si sta sempre piu’ allargando – continua – l’Anief -. Scorrendo gli ultimi dati forniti dalla ragioneria generale dello Stato si scopre che tra il 2007 e il 2012 il personale della scuola ha perso oltre 124mila posti (facendo registrare un -10,9%): da 1.137.619 unita’ di personale si e’ passati a poco piu’ di un milione. E la gran parte di questi posti persi, almeno 100mila, appartengono al corpo docente”.

Sul blocco degli scatti di anzianità, su cui è tornata ad insistere Stefania Giannini in una intervista a Repubblica, c’è la levata di scudi da parte dei sindacati. In un Paese in cui un insegnante guadagna mediamente 1.200-1.300 euro al mese, uno stipendio che si colloca al penultimo posto in Europa, parlare di blocco degli automatismi significa ”non tenere conto della realta”’, del fatto che l’anzianita’ e’ l’unico modo per difendere il potere d’acquisto dei salari e che per premiare davvero il merito occorrono risorse. ”Queste idee meritocratiche, queste vecchie impostazioni di stampo gelminiano non tengono conto della realta’, ovvero che il contratto nazionale della scuola e’ bloccato dal 2006 e che gli stipendi degli insegnati italiani sono tra i piu’ bassi d’Europa”, commenta il segretario generale della Flc Cgil Domenico Pantaleo. Il sindacalista evidenzia poi che ”in tutta Europa l’anzianita’ contribuisce alla valorizzazione della professionalita’. Quindi c’e’ tutta la nostra disponibilita’ a discutere ma si deve aprire un tavolo perche’ in questi anni con il blocco dei contratti i salari nella scuola, e in tutto il settore della conoscenza, hanno subito un vero e proprio attacco”