ANPI news n. 124

Su questo numero di ANPInews (in allegato):

 

 

APPUNTAMENTI

 

 

Costituzione, riforme e democrazia“: il 19 giugno a Palermo convegno promosso dall’ANPI Sicilia e dall’Associazione Giuristi democratici. Interverranno, tra gli altri, il Sostituto Procuratore di Palermo, Antonino Di Matteo e il Presidente nazionale dell’ANPI, Carlo Smuraglia 

 

 

Antifascismo ieri, oggi e domani“: dal 19 al 22 giugno, a Bologna, prima Festa provinciale dell’ANPI 

 

 

ARGOMENTI

 

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:

 

Alla gravissima  vicenda dell’Expo, su cui mi sono già intrattenuto in precedenza,  considerandola quasi l’apice di una situazione insostenibile, si è aggiunta quella di Venezia e dintorni, che non solo non è meno grave, ma conferma che dovunque si metta mano ad un’opera di notevole impegno anche economico, la corruzione è una componente normale e pressoché “inevitabile”(…)

Il 2 giugno, a Modena, si è celebrata la Festa della Repubblica e della Costituzione, con una riuscitissima manifestazione, che ha visto non solo una forte presenza di cittadine e cittadini, ma anche una ritrovata unità d’azione tra le Associazioni più rappresentative e impegnate sui temi della Costituzione e delle riforme. Mentre ne prendevamo atto con piacere e soddisfazione, anche perché questa manifestazione seguiva, a poca distanza di tempo, quella organizzata dall’ANPI all’Eliseo di Roma il 29 aprile, ugualmente riuscita e unitaria, abbiamo dovuto rilevare l’enorme silenzio stampa che è calato in modo diffuso su quasi tutti gli organi di informazione(…)

►  Il Pontefice ha compiuto un atto di coraggio e di speranza, riunendo nella sua sede, per una preghiera comune, esponenti di Israele e della Palestina e rappresentanti di religioni diverse, E’ stato un atto altamente e simbolicamente positivo, il massimo che possa fare un Papa di buona volontà, che sa che il suo fondamento principale sta nella pace, nell’amore, nelle convivenza pacifica(…)

La situazione in  Ucraina è sempre più complessa e pericolosa per la libertà dei popoli e per la pace. Alle originarie aspirazioni (del tutto comprensibili) di una parte rilevante del popolo ucraino, di avvicinarsi all’Europa e, se possibile, divenirne parte, si sono aggiunte, da un lato, le aspirazioni populiste (e talvolta di tipo nazista) di movimenti e partiti che pensano a tutto fuorché alla libertà ed all’autonomia dei popoli, e dall’altro alcuni moti popolari di “simpatia” per la vicina Russia, fomentati e utilizzati, in varie forme, da chi aspira a ricostituire, se non proprio un grande impero russo, una potenza in grado non tanto di difendersi, quanto e soprattutto di far valere la propria forza a livello mondiale(…)

Una notizia positiva: la vicenda di Ostra, su cui mi ero intrattenuto in un numero precedente della news (il progetto di un “cippo” dedicato ai fascisti caduti, proprio in una strada intitolata ai “Partigiani” e in una zona in cui settant’anni fa ci furono brutali e violenti rastrellamenti da parte dei fascisti, con torture, fucilazioni e deportazioni di partigiani), si è risolta positivamente(…)

►  La vicenda degli sbarchi sulle coste italiane di donne, uomini e bambini in fuga da Paesi in guerra, da carestie, disagi, difficoltà perfino di sopravvivenza, ha ormai assunto un andamento biblico. Ottocento persone che arrivano contemporaneamente a Palermo, con dieci bare, sono un fatto sconvolgente; ma non è un’eccezione, purtroppo, in questo periodo(…)

ANPINEWS N. 124

Caso E-Servizi: se a indagare è il parente dell’avvocato di Dell’Utri da: antimafia duemila

SICILIA-E-SERVIZI-PH-GAIA-ANDERSONdi Aaron Pettinari – 19 aprile 2014

La questione è nota. La Corte dei conti ha contestato al governatore siciliano Rosario Crocetta, all’ex pm Antonio Ingroia e a sei assessori un danno erariale di 2,2 milioni di euro. In particolare il sostituto procuratore Gianluca Albo contesta l’assunzione di oltre 70 dipendenti ex Sisev eseguite dalla società Sicilia e-servizi, che in Ingroia ha il suo amministratore unico. Secondo il magistrato contabile, che ha presentato un documento di una trentina di pagine, il reclutamento sarebbe da considerare illegittimo perché portato a termine senza avere prima valutato il fabbisogno del personale. Inoltre, sempre stando all’accusa, a occuparsi delle attività informatiche avrebbe dovuto essere del personale della Regione. Immediato è stato il commento di Ingroia che ha detto: “Mi verrebbe da sorridere a vedermi recapitare un avviso di garanzia per presunto danno erariale. Comunque me lo aspettavo: l’avviso era stato già preannunciato a mezzo stampa. Inoltre, non è la prima volta che, pur di non dirmi grazie, le regole del senso comune vengono rovesciate”.

“Se non avessimo adottato la procedura che oggi ci viene contestata – ha aggiunto l’ex pm – il blackout informatico sarebbe stato inevitabile, con conseguente rischio per servizi pubblici essenziali. Penso al 118 o i servizi ospedalieri. Ed è incontestabile che solo così il danno erariale, sociale ed alla salute, incalcolabile (altro che 2 milioni di euro!), si poteva scongiurare. E’ vero che quello che abbiamo fatto ha consentito ed ancor più consentirà di risparmiare denaro pubblico dopo anni di allegra gestione, su cui, stranamente, finora nessuno ha osato indagare. Da anni mafiosi e amici dei mafiosi provano a mettermi sul banco degli accusati, ma l’evidenza è sotto gli occhi di tutti”.
ingroia-crocetta-c-ansaLeggendo i fatti l’attacco all’ex procuratore aggiunto di Palermo appare davvero evidente e strumentale. Appena arrivato alla Sicilia@servizi compito di Ingroia è stato quello di venire a capo di una delle tante società a partecipazione pubblica che ingoiano milioni di euro. Fare luce, ripulirla e alla fine proporre se chiuderla o tenerla in vita. In particolare ha messo in evidenza che la società era partecipata al 49% da un socio privato il quale beccava tutti i quattrini gestendo utto l’apparato informatico della Regione con i server domiciliati in Valle d’Aosta. E quando l’ex pm palermitano ha deciso di liquidare questo “speciale partner”, questi ha smobilitato lasciando a casa tutti i 76 dipendenti. La scelta di assumerli con un contratto a termine era anche un modo per mettere alla prova gli stessi, fare selezione in base alle capacità e poi confermare soltanto i più meritevoli. E così è stato e lo scorso marzo per 16 di 76 lavoratori che sono stati licenziati. Tra questi vi era anche Marilena Bontate, figlia del boss Stefano, assassinato nel 1981.
Ma è un’altra la coincidenza che fa venire qualche dubbio sull’effettiva serenità da parte della Corte dei Conti nel coinvolgimento di Ingroia. Il sostituto procuratore Albo è infatti parente di Enzo Trantino (nipote della moglie ndr), ex Presidente della commissione Telekom Serbia, nonché avvocato di Marcello Dell’Utri, che proprio all’epoca dello scandalo nominò Albo come consulente.

Foto in alto © Gaia Anderson

Foto a destra © Ansa