La solidarietà verso il Sindaco di Ramacca da: sudpress

La solidarietà verso il Sindaco di Ramacca

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato da parte del sindacato Autonomia di Polizia con il quale si intende mostrare vicinanza nei confronti del Sindaco di Ramacca, Francesco Zappalà

Il sindacato Autonomi di polizia con il presente comunicato stampa vuole esprimere solidarietà e vicinanza al sindaco di Ramacca Zappalà per le sue ultime dichiarazioni afferente il Cara di Mineo.

Il Sindacato stigmatizza l’attacco degli altri sindaci del “consorzio del calatino terra di accoglienza” che invece di spiegare su quali basi avvengono le assunzioni si limitano ad attaccare il sindaco di Ramacca minacciando addirittura querele, cosi come riportato da un vostro articolo. 

Sarebbe opportuno che i Sindaci spiegassero come avvengono le assunzioni da parte delle cooperative. Sulle basi di un semplice curriculum o su chiamata del politico di turno? Questa risposta è gradita non solo dal sindacato ma da tutti quei ragazzi disoccupati che hanno fatto pervenire semplicemente un curriculum.

Il sindaco di Ramacca attacca Sinatra e il Cara di Mineo da: sudpress

Il sindaco di Ramacca attacca Sinatra e il Cara di Mineo
«Il mio Sprar è l’unico fuori dal sistema del malaffare»
Franco Zappalà, in un’intervista a Sudpress.it, si scaglia contro la «cordata della “cosca” Cara e Mafia Capitale», rivela i retroscena politici, le battaglie tra i sindaci e i nomi dietro le assunzioni “facili”.
 
«Dà ci su i delinquenti ca hannu fattu l’affari, hannu fattu i tracchiggi». È un fiume in piena Franco Zappalà, il sindaco di Ramacca, intervistato dalla testata online Sudpress.it sull’argomento Sprar e Cara di Mineo. Il primo cittadino lancia accuse pesantissime, dirette in particolar modo ai colleghi di Mineo e Vizzini, Anna Aloisi e Marco Sinatra, ma anche al presidente del consorzio Sol.Calatino, Paolo Ragusa
La «battaglia» sul Cara – Al giornalista Pierluigi Di Rosa si presenta come «l’unico elemento che sul Cara ha fatto battaglia». Poi inizia a ricostruire, senza peli sulla lingua, le vicende di Sprar e Centro di accoglienza di Mineo. «Tutti i Comuni del Calatino – sottolinea Zappalà -, nessuno escluso, hanno fatto lo Sprar con Sol.Calatino di Paolo Ragusa e con Vizzini nel mezzo, un solo Comune si è rifiutato: Ramacca, che non si è piegato a questa logica. Loro mi hanno punito per questo, hanno fatto un sacco di assunzioni con Pippo Limoli e con il Nuovo Centrodestra per punirmi, perché io non mi sono piegato alla loro logica. Il mio Sprar è l’unico che è fuori dal sistema del malaffare».

Il “braccio di ferro” contro Castiglione – Il sindaco di Ramacca racconta anche i retroscena della scelta di nominare l’ex presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, alla guida del consorzio che gestisce il Cara. «Cosa c’entra Castiglione, se è un consorzio di Comuni? Io sostengo che debba essere un sindaco», ribatte Zappalà, che racconta il “braccio di ferro” con i colleghi. «Tre Comuni, stranamente, approvano un atto diverso, che prevede che il presidente debba essere Castiglione. I Comuni sono Vizzini, Mineo, perchè Paolo Ragusa aveva la maggioranza in Consiglio comunale e lo ricattava, e San Cono».
Nascono due consorzi e la partita si sposta in prefettura. «Quando vedo che ci hanno fottuto in maniera piena, che c’era un disegno criminale per escludere tutti i Comuni per già chiudersi un accordo soprattutto con Vizzini al centro di questo ragionamento, faccio convocare urgentemente un mio Consiglio comunale di notte, chiamo San Michele di Ganzaria e approviamo lo stesso schema che hanno approvato loro. Dico: “A stu puntu amma ghiucari vastasi”. La mattina ci presentiamo dal notaio e quelli, quando ci hanno visti spuntare, dicono: “E voi che ci fate qui?”. Erano morti, Castiglione era morto. Addirittura volevano far saltare San Michele di Ganzaria, volevano buttarlo fuori. Quando il prefetto fa: “Adesso dovete fare gli amministratori”, perchè un sindaco doveva saltare dal cda, ci siamo messi fuori. Vizzini, siccome tu sei stato il principale traduttore di tutta questa storia, tu non ci puoi stare nel cda. Perché l’accordo di fare questo deliberato diverso rispetto a tutti gli altri… era lui (Sinatra n.d.r.) una delle menti di tutto questo ragionamento, e lo abbiamo buttato fuori. Non vi dico la scena… Castiglione era morto, perché non aveva più la maggioranza all’interno del cda, il sindaco Sinatra… non vi dico come erano morti. Se ne sono andati senza manco salutare, manco fare gli auguri di fine anno, perché per loro è stata una sconfitta politica, perché loro pensavano di avere quantomeno anche la maggioranza all’interno del cda. A questo punto abbiamo noi la maggioranza nel cda».
La resa dei conti, spiega Zappalà, arriva quando Castiglione diventa deputato. L’attuale sottosegretario all’Agricoltura «si deve dimettere quando viene eletto il nuovo sindaco di Mineo, eletto con la cordata di Paolo Ragusa. Gli stessi giorni fanno entrare nel consorzio Comuni a loro vicini per avere la maggioranza per poter votare il sindaco di Mineo. L’organizzazione si mette in moto subito per garantirsi l’equilibrio e le maggioranze all’interno. Ci riescono, ribaltano i numeri e noi siamo sotto scopa. Da quel momento io non ho più visto palla, sono stato buttato fuori, tutti gli accordi, le strategie, tutte le porcherie le hanno fatte contro la nostra volontà».

Odevaine e la gara per la gestione – «Quali sono stati i passaggi brutti di questa storia? Quando si è parlato di fare la gara. I momenti più importanti sono la gara e l’assunzione di Odevaine». Le dichiarazioni di Zappalà toccano uno dei punti più contestati della gestione del Cara. «Tutte queste cose sono state trasmesse alla Procura della Repubblica – chiarisce il sindaco -, a suo tempo, quando ero solo, sparato da quelli che non mi facevano fare assunzioni, tutte le forniture… io ero tagliato fuori da tutto perché ero a libro nero, io ero l’appestato che doveva assolutamente essere attaccato». L’intervistato racconta di pareri legali costati 20mila euro e chiesti «per sapere se potevano fare l’affidamento diretto alla vecchia ati (associazione temporanea d’imprese n.d.r.). Lo studio degli avvocati non ci riesce a dire “sì, potete fare questa porcheria”».
Dopo una nota al direttore Giovanni Ferrera «mi tiro con me tutti i sindaci del cda – racconta Zappalà -, che dicono: “No, questa porcheria non la possiamo approvare”. Il sindaco di Mineo rimane isolato e non si fa più niente, e si scinde il rapporto con Pizzarotti dalla procedura di gara».
Quando arriva il momento di scegliere un esperto di immigrazione e fondi comunitari, secondo il sindaco di Ramacca «si apre una discussione all’interno del cda. Io dico che prima si deve cercare una persona interna. Loro hanno fatto una pseudo indagine, dopo scopro che già hanno fatto l’assunzione di Odevaine, allora chiedo la convocazione di un cda urgente per questa assunzione. Poi in realtà Odevaine l’hanno calato nella commissione di gara. La fretta che loro avevano era di calarlo nella commissione di gara, e poi non è andata a buon fine perché alla fine ha partecipato di fatto una sola ditta, ma loro si erano premuniti e guarda caso il funzionario era uno di Vizzini, l’altro era Odevaine e l’altro era Ferrera».

Le assunzioni, il «segnale malavitoso» e la «cosca» – «Quando poi si è parlato di fare lo Sprar io non ho permesso a questa ati, a Sol.Calatino, a Paolo Ragusa di mettere piede nel mio Comune, perché so chi siete voi, so cosa portate voi», svela ancora Zappalà, facendo riferimento al «condizionamento politico». «Dopo che io ho fatto questa cosa di non fare lo Sprar con Paolo Ragusa e con la squadra dell’ati, del Cara, etc – continua -, hanno fatto entrare 5 persone a Ramacca, tutte in contropartito a me, per darmi un segnale malavitoso, per dire: “Tu non lo hai fatto lo Sprar con noi…?”. Poi io ho visto Paolo Ragusa in un incontro e gli ho detto: “Scusa, Paolo, come ti permetti a fare tutta questa discussione?”. E lui dice: “Tu perché lo Sprar non l’hai fatto con noi?”. “E tu cu si a cumannari a mo casa? Tu mi devi imporre a casa mia se devo fare lo Sprar con te o con un altro? Io con te non lo faccio lo Sprar, con voi non ci voglio avere a che fare”. L’unico dei 15 Sprar che non fa parte della cordata della “cosca” Cara e Mafia Capitale è il mio».
La chiacchierata con Di Rosa fa luce anche sulle assunzioni. «Del Comune di Ramacca – specifica Zappalà – sono state assunte circa 35 persone. Più di 25 le ha fatte tutte Pippo Limioli, Ncd, 5-6 o 7 le ha fatte il sindacato per conto suo, sotto banco, per i cavoli suoi, e saranno stati per 7-8 che mi hanno dato la possibilità di indicare qualche nome. L’Amministrazione comunale di Mineo ne ha mandati 80. Lì l’equilibrio politico viene fortemente turbato».
Lo sfogo finale del primo cittadino è senza freni. «Fanno bene quelli che si prendono la tangente, allora? Facevano bene quelli che si sedevano con Paolo Ragusa? Fanno bene quelli che si sono spartiti tutta una serie di subappalti? Molte di queste cose sono state trattate a Roma. Io una volta sono stata a Roma, ho detto: “Voglio vedere come si muovono, cosa c’è dietro”. Sono rimasto scioccato. Hanno fatto una rappresentazione teatrale allucinante, vergognosa, ridicola. Ma la cosa che mi ha colpito è che fanno una conferenza stampa nella sala del Senato, c’erano il giornalista del Sole 24 Ore, deputati, una sfilza di big nazionali. Il presidente della Repubblica consegna una medaglia al merito a Paolo Ragusa. Io rimango colpito. Tu vedi un mondo che fa veramente paura…».