Fiat, molta cautela da parte della Fiom che chiama il governo alle sue responsabilità | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

“In queste ore sembrano i botti di Capodanno, ma non vorrei che a noi ci lasciassero solo la puzza di zolfo”. E’ improntata allo scetticismo la reazione della Fiom alla notizia della conquista di Chrysler da parte della Fiat. Il responsabile del settore Michele De Palma è molto cauto e pone tutta una serie di domande. “Ora la Fiat puo’ giocare a mano libera. La testa del gruppo rimarra’ in Italia? La capacita’ installata di produzione sara’ confermata? Avremo finalmente una missione industriale anche per Mirafiori e Cassino? Il governo dovrebbe convocare tutte le parti al tavolo e chiedere garanzie sul futuro degli stabilimenti italiani”, dice il coordinatore Fiat della Fiom. “Non sappiamo nulla sulle ripercussioni dell’intesa per i lavoratori italiani ed europei del gruppo. Il presidente del Consiglio deve pretendere chiarezza”, aggiunge De Palma
Più o meno dello stesso la reazione della Fiom Piemonte. “Il re e’ nudo. Ora Fiat deve calare la carte sugli investimenti in Italia. Bisogna aprire subito un confronto sul destino di Mirafiori ma anche degli altri stabilimenti italiani”, afferma Vittorio De Martino, segretario generale della Fiom Piemonte. “Tutto era bloccato perche’ bisognava risolvere il problema con Veba – aggiunge De Martino – ora non ci sono piu’ alibi, la Fiat dica cosa intende fare”.
“Era tutto previsto, un percorso segnato. Non ha neppure senso discutere di baricentro geografico che si sposta perche’ il baricentro e’ gia’ negli Usa”, dice Federico Bellono, segretario generale della Fiom torinese. “Mi aspetto che il governo chieda subito piu’ chiarezza sugli stabilimenti italiani senza aspettare la fine del primo trimestre”.
Di tutt’altro avviso il giudizio del segretario della Cisl Raffaele Bonanni. “Oltre ad essere un fatto storico – dice – questa operazione avra’ positive ripercussioni non solo per gli stabilimenti Fiat in Italia ma per tutto il nostro sistema-paese. La Fiat avra’ certamente piu’ risorse da destinare agli investimenti in Italia, con positive ricadute anche per l’indotto. Sul piano produttivo tutti sanno che gli stabilimenti negli Stati Uniti sono saturi, quindi ci saranno ampi margini di produzione per tutti gli stabilimenti italiani attraverso i nuovi modelli gia’ annunciati di alta gamma, ma anche per la 500 e gli altri modelli”