Fiom, a metà novembre lo sciopero generale con cortei e sit in in tre regioni. Solidarietà dai lavoratori della Toscana | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Sciopero generale dei metalmeccanici a meta’ novembre che sarà realizzato attraverso due o tre manifestazioni territoriali, in vista poi dello sciopero generale della Cgil che dovrebbe tenersi ai primi di dicembre. Alla proposta di Maurizio Landini manca solo l’approvazione finale del Comitato centrale della Fiom che sta discutendo proprio in queste ore. “Abbiamo pensato che rispetto ad un classico sciopero generale – ha continuato Landini – sarebbe più utile mettere insieme 2-3 manifestazioni con i rispettivi scioperi in diverse date per il nord, il centro e il sud. Le città potrebbero essere Milano, Napoli e Terni, quest’ultima da valutare in base a quello che succederà”.
Intanto, oggi sono scattati in Toscana scioperi e presidi in solidarietà ai lavoratori Ast di Terni dopo quanto accaduto ieri a Roma. A Lucca, spiega la Cgil regionale in una nota, astensione dal lavoro, proclamata dalle Rsu, stamani per un’ora alla Perini e alla Finder Pompe, per protestare contro “l’azione antidemocratica che le forze di polizia e il Governo hanno dimostrato nei confronti di gente onesta che reclama i propri diritti”. Sciopero di un’ora anche al Pignone di Massa (Massa Carrara) e di mezz’ora al Comune di Rosignano Marittimo (Livorno). Ancora i componenti Cgil Rsu della Novartis Vaccines hanno proclamato per oggi un’ora di sciopero con presidio davanti all’ingresso dei siti aziendali di Siena e Rosia. Questo pomeriggio poi a Firenze, “a sostegno della vertenza degli operai Ast e per scongiurare il ripetersi di simili episodi di violenza”, alle 17 Fim, Fiom e Uilm fiorentine faranno un presidio sotto la prefettura: lasciate libere le Rsu di indire ore di sciopero per partecipare all’iniziativa. Presidio, sempre alle 17, anche a Massa, davanti alla prefettura, indetto dalla Cgil e dalla Cisl di Massa Carrara. Per l’esecutivo di Cgil Toscana “i fatti avvenuti ieri a Roma sono gravi e denotano un inaccettabile e pericoloso avvitamento della situazione sociale del Paese. Il frutto di una campagna contro il lavoro, i lavoratori e le loro rappresentanze che in primo luogo il Governo ha il dovere di interrompere con parole ed atti chiari”. La Cgil Toscana invita poi i propri iscritti “al massimo del rigore, la massima compostezza, la massima vigilanza, a partire dalle prossime manifestazioni che ci vedranno impegnati per contrastare misure ingiuste, sbagliate e tese ad alimentare le diseguaglianze”. Rammarico per i fatti di Roma è stato espresso anche dalla Uil Toscana.