Scuola, Giannini vuole bloccare gli scatti d’anzianità per reperire le risorse. Il dramma del settore pulizie | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Classi pollaio, scatti di anzianità e pulizie delle classi. E’ la scuola il primo “dossier mediatico” del Governo Renzi. A metterlo sotto gli occhi dell’opinione pubblico ci pensa il neoministro Stefania Giannini che già parla di fermare gli scatti di anzianità, anche perché non saprebbe come reperire altrimenti le risorse che servono alla scuola per il “ricambio generazionale”. Intanto, è iniziato il conto alla rovescia per bloccare la “spending review” del settore pulizie.

Ma andiamo con ordine. Da settembre ci saranno 34mila alunni in piu’, ma il numero dei docenti e’ in caduta libera. Secondo l’Anief, gli studenti nel prossimo anno scolastico: aumentano di 25.546 unita’ alle superiori e di 9.216 alla primaria, con un leggero calo (-785) nella scuola secondaria di primo grado. Anche nel 2013 vi fu un incremento di 30.000 iscritti: e’ evidente che servono piu’ insegnanti. Invece permane il blocco degli organici e tra il 2007 e il 2012 l’amministrazione ha soppresso oltre 100mila cattedre”.

 

“A ben vedere, pero’, la forbice prof-alunni si sta sempre piu’ allargando – continua – l’Anief -. Scorrendo gli ultimi dati forniti dalla ragioneria generale dello Stato si scopre che tra il 2007 e il 2012 il personale della scuola ha perso oltre 124mila posti (facendo registrare un -10,9%): da 1.137.619 unita’ di personale si e’ passati a poco piu’ di un milione. E la gran parte di questi posti persi, almeno 100mila, appartengono al corpo docente”.

Sul blocco degli scatti di anzianità, su cui è tornata ad insistere Stefania Giannini in una intervista a Repubblica, c’è la levata di scudi da parte dei sindacati. In un Paese in cui un insegnante guadagna mediamente 1.200-1.300 euro al mese, uno stipendio che si colloca al penultimo posto in Europa, parlare di blocco degli automatismi significa ”non tenere conto della realta”’, del fatto che l’anzianita’ e’ l’unico modo per difendere il potere d’acquisto dei salari e che per premiare davvero il merito occorrono risorse. ”Queste idee meritocratiche, queste vecchie impostazioni di stampo gelminiano non tengono conto della realta’, ovvero che il contratto nazionale della scuola e’ bloccato dal 2006 e che gli stipendi degli insegnati italiani sono tra i piu’ bassi d’Europa”, commenta il segretario generale della Flc Cgil Domenico Pantaleo. Il sindacalista evidenzia poi che ”in tutta Europa l’anzianita’ contribuisce alla valorizzazione della professionalita’. Quindi c’e’ tutta la nostra disponibilita’ a discutere ma si deve aprire un tavolo perche’ in questi anni con il blocco dei contratti i salari nella scuola, e in tutto il settore della conoscenza, hanno subito un vero e proprio attacco”

Scuola, contro la soluzione-beffa mobilitazione Cobas venerdì prossimo Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Soluzione beffa per gli insegnanti nella paradossale vicenda delle buste paga tagliate dal ritiro degli scatti. A gennaio ci saranno, come da contratto, le 150 euro che il ministero dell’Economia voleva riprendersi ma si apre un’altra questione: i 370 milioni di euro che servono a pagare gli aumenti arriveranno attingendo al 30% di risparmi derivanti dai tagli dell’era Gelmini (120 milioni) e per la restante parte dal Mof, il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Serve pero’ una norma che neutralizzi il dpr dello scorso novembre che ha prorogato a tutto il 2013 il blocco degli scatti di anzianita’. Altrimenti – avvertono i sindacati – chiusa una falla se ne aprirà un’altra”. Per Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola, il Governo “si sta mettendo in un altro pasticcio”. ” La soluzione – dice – e’ semplice: restituire i 300 milioni di euro che il Governo Letta ha preso dalle retribuzioni del personale (con il decreto n. 122) bloccando gli scatti di anzianita’ 2013 e portando la scuola nella singolare condizione di dover subire una doppia penalizzazione: blocco del contratto e blocco degli scatti. Il Governo deve fare subito due cose: dare copertura all’anzianita’ del 2013 con un provvedimento e emanare l’atto di indirizzo all’Aran per il riconoscimento dell’anzianita’ 2012.
Atto di indirizzo – precisa Di Menna – che consenta di utilizzare consistenti disponibilita’ finanziarie non utilizzate”.
Il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, inoltre, ribadisce la “netta contrarieta’ a utilizzare le risorse del Mof per coprire gli scatti del 2012”. “Si possono utilizzare tranquillamente – sostiene – le risorse derivanti dai tagli alle scuola degli anni scorsi e dalle consistenti disponibilita’ derivanti da risorse non utilizzate”. La Cgil ha messo in programma una lunga serie di scioperi e di assemblee.
In una nota, i Cobas ricordano che, intanto, gli investimenti nelle strutture scolastiche diminuiscono ogni anno, i salari di docenti ed Ata hanno perso il 30 % negli ultimi venti anni e il 15% nell’ultimo quinquennio, e il blocco degli scatti e dei contratti prosegue, visto che “i lavoratori/trici ad un passo dalla pensione (quota 96) sono costretti a lavorare gratuitamente per altri cinque o sei anni, i docenti ‘inidonei’ non hanno ancora la certezza che la loro deportazione nei ruoli degli Ata sia annullata per sempre, mentre i precari Ata non sono ancora stati immessi in ruolo, i quiz Invalsi incombono e celebreranno nuovamente i propri assurdi riti il prossimo maggio, mentre procede il cammino dei sedicenti Bisogni educativi speciali (Bes) – una sorta di ‘manicomializzazione’ degli studenti, con i docenti a fare da pseudo-psichiatri – e gli insegnanti di religione restano gli unici ad avere il posto sicuro nella scuola italiana, ove non vengono istituite le cattedre della materia alternativa alla religione, pur formalmente prevista dalla normativa”. Contro tutto questo venerdi’ i Cobas manifesteranno a Roma davanti al ministero della Pubblica istruzione (Miur) di viale Trastevere.