“Un socialismo chiamato Europa dei popoli”. Il dibattito al convegno su Berlinguer da: controlacrisi.org

Come si costruisce una civiltà più avanzata di fronte alla crisi economico-sociale e democratica e della stessa idea di Europa, nel momento in cui la vittoria di Tsipras in Grecia reclama un generale cambiamento? Vale a dire: come può avanzare un nuovo socialismo nel Vecchio Continente?
A queste domande si è cercato di dare una risposta proprio a partire dalle riflessioni sull’Europa di Enrico Berlinguer nel convegno che si è svolto a Roma venerdì 6 marzo. Promosso da Futura Umanità, Rosa Luxemburg Stiftung, Nicos Poulantzas Institute e dal Gue, nell’Auditorium di via Rieti si sono ritrovati a confronto esponenti politici, storici e intellettuali italiani, greci, tedeschi, francesi e spagnoli sotto il titolo “Berlnguer e l’Europa, i fondamenti di un nuovo socialismo”, a conferma che le riflessioni politiche del segretario del Pci, pur espresse in un’epoca storica ormai lontana, offrono un terreno fertile per seminare nuove idee e per affrontare i problemi oggi sul tappeto.
Come sottolineato da Paolo Ciofi nell’introduzione, Berlinguer considerava «esaurite le due fasi del “movimento per il socialismo” fino ad allora conosciute, quella “scaturita dalla Rivoluzione di ottobre” e “quella socialdemocratica”», e dunque suggeriva di aprire «una terza fase, o una terza via “rispetto alle vie tradizionali della socialdemocrazia e rispetto ai modelli dell’Est europeo”». Di fronte a quella che il segretario del Pci definiva «una crisi di fondo del sistema», insufficiente risultava la riproposizione di politiche di stampo keynesiano che galleggiano nella sfera distributiva senza toccare la sostanza dei rapporti di proprietà. In altri termini, nel pieno dell’offensiva neoliberista di Reagan e Thatcher e agli albori della rivoluzione digitale che si veniva profilando,
Berlinguer vedeva esaurirsi “la spinta propulsiva” della socialdemocrazia, di quel compromesso tra capitale e lavoro, che in cambio di una certa redistribuzione del reddito assicurava ai gruppi dominanti il mantenimento della propria posizione di potere. E quindi progettava un nuovo assetto di società in cui, nella connessione organica tra socialismo e democrazia, si potessero pienamente affermare i valori di libertà e uguaglianza, di solidarietà e di giustizia, come peraltro la Costituzione italiana prevede.
È attorno a questi concetti, ampiamente illustrati nella introduzione di Ciofi e nelle relazioni di Bierbaum, Liguori, Hobel, Golemis e Forenza che si è sviluppato un ricco e articolato dibattito. Al microfono si sono succeduti gli interventi di Casula, D’Agata, Streiff, Ferrara, de Masi, Garnier, Di Siena. Contributi scritti sono stati forniti da Greco, Lopez, Mola e Lussana. In conclusione si è convenuto di proseguire l’approfondimento e il confronto a livello europeo sui fondamenti di un nuovo socialismo e di una nuova sinistra in Europa.