E’ morto a 95 anni il partigiano Rendina, “Max il giornalista”. Prc: “Abbraccio affettuoso e commosso” Autore: redazione da: controlacrisi.org

E’ morto Massimo Rendina, storico partigiano, vice-presidente dell’Anpi Nazionale, che a gennaio aveva compiuto 95 anni. A darne notizia, in una nota, è l’assessore alla Scuola con delega alla Memoria di Roma Capitale Paolo Masini. “Partigiano nella lotta di Liberazione – ricorda l’assessore-, custode e testimone di memoria nel dopoguerra, grande amico. Ha rappresentato una voce libera per Roma e per l’Italia, e l’esempio di come ai nostri giorni sia ancora possibile mettere in pratica e trasmettere in modo alto e nobile i valori di quella grande pagina della nostra Storia che fu la Resistenza. Il nostro abbraccio ai familiari e all’Anpi.
Rendina abitava a Bologna. Tenente di Fanteria, al momento dell’armistizio era subito passato con la Resistenza al comando, in Piemonte, di una formazione autonoma alla cui guida, col nome di battaglia di “Max il giornalista”, aveva combattuto sino al luglio del 1944. Diventato capo di stato maggiore della I Divisione Garibaldi, aveva preso parte alla liberazione di Torino e nel capoluogo piemontese aveva ripreso la professione a l’Unità. Dal quotidiano del PCI, Massimo Rendina è poi passato alla Rai, come direttore del telegiornale. Docente di Storia della Comunicazione, Rendina, che viveva a Roma, era diventato il presidente della locale Associazione degli ex partigiani e membro del Comitato scientifico dell’Istituto Luigi Sturzo per le ricerche storiche sulla Resistenza. Tra i suoi ultimi lavori il Dizionario della Resistenza.
In questo intervento per le celebrazioni del 25 aprile nel 2011 Rendina parlò della crisi economica e della involuzione democratica.
Il commento di Paolo Ferrero, segretario del Prc: “Con lui se ne va un pezzo della storia democratica e antifascista di questo paese. Massimo Rendina è una di quelle persone che con le loro azioni pratiche hanno di fatto gettato le basi della nostra Carta Costituzionale. La sua vita, il suo impegno civile e politico  sono e resteranno per noi un ineludibile punto di riferimento. Alla moglie e ai figli l’abbraccio affettuoso e commosso di tutto il nostro Partito, della nostra comunità”