Bolzano, identificati due dei sei aggressori contro tre giovani del Prc: sono di Casapound autore Fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

 

Hanno un nome e un volto, due degli aggressori che nella notte di martedì scorso si sono scagliati contro tre giovani militanti di Rifondazione Comunista. Si tratta di due frequentatori della locale Sezione di Casapound, conferma con una nota la Questura di Bolzano. L’identificazione e la denuncia per aggressione arrivano a meno di 24 ore dalla denuncia del fatto da parte di Giacomo Gatti, uno dei tre ragazzi aggrediti e componente della segreteria locale del partito. I tre sono stati prima pedinati e poi accerchiati e aggrediti da sei-otto persone di circa 30 anni a volto almeno parzialmente coperto. Le tre vittime sono appunto Giacomo Gatti, 23 anni militante di Rifondazione Comunista; Giacomo Venturato, di soli 19 anni, e Michele Galletti, figlio del consigliere comunale Oreste, che invece ne ha 23. «Eravamo usciti da un locale – raccontano – dove avevamo festeggiato San Patrizio, e dopo pochi passi ci siamo resi conto di essere seguiti». La connotazione politica dell’altra parte non tarda a palesarsi: «Ci hanno chiamati “zecche di m….” e continuavano ad offenderci, mentre ci venivano dietro». I ragazzi iniziano ad accelerare il passo, e da via Cassa di Risparmio imboccano ponte Talvera e presto sono sulla pista ciclabile di corso Libertà. «Abbiamo sentito urlare “ora!” – il racconto – e poi siamo stati accerchiati da sei-otto persone, con sciarpe sul volto e i cappucci delle felpe alzati, uno aveva un tirapugni».

Il circolo Olga Benario aderisce al sit-in dell’ANPI a difesa della Costituzione

Comunicato stampa

Il circolo Olga Benario aderisce al sit-in dell’ANPI a difesa della Costituzione

Il circolo Olga Benario di Rifondazione Comunista aderisce al sit-in promosso dall’ANPI, martedì 10 marzo, davanti alla Prefettura di Catania in difesa della democrazia. Siamo di fronte  al  tentativo di azzerare la Costituzione repubblicana, colpendo al cuore la rappresentanza democratica e l’equilibrio dei poteri. Un progetto che vede, al di là di occasionali sceneggiate, convergere il PD e Berlusconi. E’ necessario una grande mobilitazione popolare contro questo disegno di controriforma, che si connette con i preparativi di guerra e con l’attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici(cioè con la violazione di due altri principi di fondo  della Carta Costituzionale nata dalla resistenza). Ci sembra molto significativo che a promuovere questa manifestazione sia l’associazione che custodisce l’eredità storica della lotta partigiana e che oggi lancia un grido di allarme sui pericoli che corre la democrazia in Italia. Chiediamo a tutti i cittadini di raccogliere questo allarme e di sviluppare una forte mobilitazione in grado di fermare il progetto di costruire una Italia fondata sul potere di pochi privilegiati.

Luca Cangemi

segretario del Circolo PRC Olga Benario

Cremona, 5000 al corteo antifascista. Prc: “Il governo chiuda i covi di Casa Pound” (video) Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

E’ rientrato da poco al Dordoni il corteo antifascista che oggi pomeriggio ha attraversato Cremona in risposta alla drammatica aggressione di domenica davanti al centro sociale Dordoni. Il corteo, a cui hanno partecipato almeno cinquemila persone provenienti un po’ da tutta Italia, è stato aperto da uno striscione con la scritta ‘Chiudere tutti i covi fascisti, Emilio resisti lottiamo con te’. Nel corteo esponenti di centri sociali lombardi ma non solo ed anche bandiere di Rifondazione Comunista, Usb e Anpi, ed anche gli striscioni di Infoaut e Globalproject.
Al corteo, che è andato via via ingrossandosi, ha partecipto anche la moglie di Emilio Visigalli, l’esponente del centro sociale Dordoni ferito gravemente alla testa e tuttora in coma. Nei giorni scorsi, la donna ha lanciato un appello per ”azzerare la brutalità con una partecipazione responsabile”.
Il corteo è sfilato per le vie della città lombarda registrando qulche momento di tensione con la polizia, che in alcune fasi ha caricato con lanci di lacrimogeni. Non ci sono stati feriti né fermi. Qui alcuni video degli scontri.
Anonymous Italia, intanto, ha comunicato su twitter di aver messo fuori uso, in occasione del corteo Cremona, almeno due siti dei fascisti.
Non sono accessibili casapoundlombardia.org da stamattina e, dal pomeriggio, anche http://www.radiobandieranera.org. Il “#TangoDown” di siti ‘fasci’ è su @OperationItaly, l’account ufficiale di Anonymous Italia.
Sul comportamento della polizia c’è una nota di Paolo Ferrero, segretario del Prc. “Il corteo antifascista a Cremona è stato caricato dalla polizia mentre i fascisti che aggrediscono agiscono sempre indisturbati: è una situazione vergognosa ed inaccettabile”. “Come mai l’aggressione del compagno Emilio Visigalli del centro sociale Dordone è ancora senza alcun responsabile? Il governo chiuda i covi di Casa Pound”, ha concluso Ferrero.
Ricordiamo che la magistratura ha indagato otto persone: quattro del centro sociale e quattro di Casapound. I capi di imputazione sono di rissa aggravata e lesioni gravissime.

La sinistra ripresenti il referendum sulla Legge Fornero Fonte: rifondazione.it | Autore: Paolo Ferrero, Roberta Fantozzi

Comunicato stampa di Paolo Ferrero , segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, e Roberta Fantozzi , responsabile Lavoro di Rifondazione Comunista

«La bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum sulle pensioni è una cattiva notizia, che segue l’affossamento attuato da Napolitano a fine 2012 del primo referendum promosso sulla legge Fornero da parte di Rifondazione Comunista. Napolitano decise allora – nonostante i nostri reiterati appelli – di sciogliere le Camere prima della fine del 2012, facendo così decadere la possibilità di indire il referendum sulla base delle firme raccolte.
Noi però non ci arrendiamo perché riteniamo che la legge Fornero sia una legge inaccettabile, tra le peggiori della storia della repubblica. Ha aumentato l’età per andare in pensione di oltre 6 anni, si accanisce contro le donne e gli uomini che lavorano, contro quelli che un lavoro l’hanno perso e non sanno come arrivare alla pensione, contro i giovani che vedono bloccato anche da quella legge l’accesso al lavoro mentre la disoccupazione giovanile è alle stelle, contro le donne che gravate dal lavoro riproduttivo non raggiungeranno mai i requisiti per la pensione anticipata.
Nell’auspicare che si modifichino le norme sulla presentazione dei referendum – in modo da avere il parere della consulta prima e non dopo la raccolta di firme – aspettiamo le motivazioni della sentenza, al fine di mettere in campo altre iniziative referendarie contro la legge Fornero non contestabili per errori nella predisposizione dei quesiti, come quella della Lega.
Chiediamo anzi sin d’ora a tutta la sinistra e alle organizzazioni sindacali di promuoverlo insieme e di costruire iniziative di lotta, sia a livello sociale che politico, contro questa orribile legge».

Calabria, se il No Global all’Università fa paura Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Si scatena a Catanzaro la polemica per la decisione dell’Università Magna Grecia di affidare all’ex parlamentare di Rifondazione comunista ed ex esponente no global Francesco Caruso una cattedra in Sociologia dell’ambiente e del territorio. A quanti polemizzano sulla decisione dell’Ateneo ha replicato l’ex deputato il quale ha evidenziato che la scelta dell’Università si è basata sul suo curriculum.
Il primo ad aver sollevato il caso è stato il presidente del consiglio comunale di Catanzaro, Ivan Cardamone (Forza Italia), il quale aveva osservato che “l’università di Catanzaro è statale e allora mi sembra normale sollevare un problema di opportunità morale ora che è stato affidato un incarico a Francesco Caruso. Non voglio entrare nel merito delle valutazioni effettuate dalla commissione, il mio dubbio infatti
è sull’opportunità di affidare la formazione di studenti ventenni, a chi si è reso protagonista di fatti controversi e le cui idee politiche sono quantomeno discutibili”.
A far eco alla polemica di Cardamone era stato il segretario del sindacato di polizia Coisp della Calabria, Giuseppe Brugnano, secondo il quale si tratta di una “nomina francamente inspiegabile che ci indigna e ci preoccupa per la ricaduta che potrebbe avere sugli studenti”.Il Coisp imputa a Caruso di essere stato artefice, pensate un po’, del movimento di Genova e di aver seminato marijuana nei balconi della Camera dei deputati. .
“Guardiamo all’aspetto positivo – afferma Caruso – di questa vicenda e cioè che esiste nel capoluogo calabrese un’istituzione di un certo rilievo, come l’università Magna Grecia, dove puoi insegnare anche senza avere padrini, padroni e padreterni alle spalle. Pur senza conoscere nessuno, mandi il curriculum e vieni valutato per quello che sei: dovrebbe essere la normalità, e invece già questo rappresenta un atto quasi ‘rivoluzionario’ in un ambiente come quello dell’accademia in Italia ancora soffocato da baronati e nepotismo”.
In favore di Caruso si è schierato il segretario nazionale di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, il quale ha evidenziato che “l’impegno di Francesco Caruso nei movimenti sociali, di recente tra l’altro incoraggiati persino dal Papa, viene stigmatizzato richiedendo sostanzialmente la messa al bando di un ricercatore sulla base della sua biografia politica”. Per il segretario della Cgil della Calabria, Michele Gravano, gli attacchi di cui è stato oggetto Francesco Caruso”manifestano chiusura culturale e concezioni di destra e illiberali”.

Il Prc di Torino contro il Tav e la repressione in Valsusa da: controlacrisi.org

Sabato 22 febbraio Rifondazione Comunista partecipa alla giornata di mobilitazione contro la criminalizzazione di quanti lottano contro il Tav in Valsusa, un’opera la cui realizzazione comporta un gigantesco spreco di denaro pubblico, la devastazione di un intero territorio. Pur di realizzare quest’opera inutile e dannosa lo Stato ha deciso di ricorrere alla repressione, nelle forme più estreme e assurde, persino muovendo accuse di eversione e terrorismo nei confronti di forme di dissenso e disobbedienza.
Sono circa un migliaio le persone a vario titolo inquisite, denunciate, arrestate sulla base di ipotesi di reato più o meno gravi in quanto impegnate nella difesa del territorio. Va respinta altresì in queste ore la provocazione oscura di chi manda lettere anonime di minaccia di morte, provocazione che è contro il movimento Notav, un movimento che nella sua storia ormai ventennale ha sempre ribadito di essere un movimento popolare di massa, pronto a praticare la disobbedienza ma mai la violenza contro le persone.

Contro questa strategia repressiva della lotta e del dissenso, della provocazione sabato sarà una giornata di mobilitazione nazionale. Il Prc di Torino invita i propri Circoli a partecipare ad una delle due manifestazioni che si terranno nella giornata di sabato, l’una a Chiomonte con ritrovo alla stazione alle ore 13, l’altra a Torino e con ritrovo a Piazza Castello alle ore 14,4