Ritengo opportuno che tutti conoscano l’appello ai candidati premier che l’Associazione “Salviamo la Costituzione” ha approvato il 28 gennaio scorso, anche col nostro contributo ” Carlo Smuraglia”

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Il forte richiamo alla intangibilità dei princìpi costituzionali, alla necessità di coerenza delle
eventuali modifiche con le strutture portanti della Carta Costituzionale ed infine all’assoluta
esigenza che non si facciano modifiche “a colpi di maggioranza”, è veramente importante e
significativo, tanto più che è accompagnato dalla proposta di irrobustire i requisiti richiesti
dell’art. 138 per apportare modifiche alla Carta Costituzionale.
Una presa di posizione non solo seria e pienamente giustificata, ma anche utile per apporre
subito dei precisi paletti ai tanti (troppi) per parlano di “legislatura costituente”, “modifiche
alla Costituzione” e così via, senza neppure porsi il problema della necessità di ancorare ogni
decisione ed ogni scelta proprio a quegli indirizzi e princìpi che senza alcuna seria
giustificazione, si pretenderebbe di modificare.
Ecco il testo dell’appello:
Ai candidati alla Presidenza del Consiglio
nelle elezioni politiche del febbraio 2013
“Gentili signori,
Vi scriviamo a nome della Associazione “Salviamo la Costituzione, aggiornarla non demolirla”
che raccoglie coloro che promossero il referendum costituzionale del 25-26 giugno 2006.
Da varie parti, la prossima legislatura è stata definita come una legislatura “costituente”. Si
tratta di una definizione tecnicamente imprecisa; ma essa sottolinea l’esigenza – indiscutibile
– di riforme di struttura, coraggiose e impegnative. Tra le riforme previste, alcune
concernono le istituzioni (a partire dalla legge elettorale), e anche qualche disposizione della
Carta costituzionale. Ci permettiamo di sottolineare l’esigenza che siano date agli elettori, sul
punto, informazioni precise circa i programmi e i propositi di ciascuno di voi e delle forze
politiche che ciascuno di voi rappresenta. Nel referendum del giugno 2006, una larga
maggioranza di italiane ed italiani ha voluto riaffermare che la Costituzione repubblicana
resta il fondamento della nostra democrazia, la tavola dei principi, dei valori e delle regole
che stanno alla base della convivenza comune. L’esito di quel referendum non preclude
naturalmente limitate e puntuali modifiche costituzionali, purché coerenti con i principi e i
valori della Costituzione repubblicana e compatibili con il suo impianto e i suoi equilibri
fondamentali. Il referendum del 2006 ha anche sancito la condanna di riforme costituzionali
“di parte” approvate a colpi di maggioranza. La Costituzione – come Voi ben sapete – è di
tutti, garantisce i diritti e le libertà di tutti, anche delle minoranze; dovrebbe essere
modificata solo con il consenso di tutti, o comunque di una larga maggioranza. Noi siamo
convinti che con quel voto il popolo sovrano abbia dunque affidato al Parlamento un compito:
ristabilire il principio della supremazia e della stabilità della Costituzione; mettere fine alla
stagione delle riforme costituzionali “di parte”; approvare perciò una modifica dell’articolo
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138 della Costituzione che, alzando la maggioranza prevista per l’approvazione di leggi di
revisione costituzionale, e rendendo sempre possibile il referendum popolare “confermativo”,
renda impossibili modifiche costituzionali imposte a colpi di maggioranza. Si otterrebbe, in tal
modo, il risultato di mettere finalmente “in sicurezza” la Costituzione della Repubblica, così
come è da tempo stabilito in altre grandi democrazie. Proposte di legge in tal senso,
sottoscritte da parlamentari di diversi gruppi, sono state presentate nel corso della XV e XVI
legislatura, tra gli altri dal compianto Oscar Luigi Scalfaro.
Per queste ragioni, ci permettiamo di segnalarVi l’esigenza di esprimere con precisione la
vostra posizione e le vostre intenzioni su queste due questioni essenziali. Per parte nostra, i
risultati del referendum costituzionale del 2006 (che noi promuovemmo) e le preoccupazioni
dei nostri soci (raccolti in molti circoli in ogni parte del Paese) ci obbligano moralmente e
politicamente non solo a rappresentarVi queste preoccupazioni, ma anche a operare per far
conoscere a tutti i nostri concittadini le opinioni e i propositi dei candidati premier e delle
forze politiche che partecipano alla competizione elettorale.
Vi saremmo perciò molto grati se voleste chiarire anche a noi i vostri intendimenti e i vostri
programmi sulle due questioni, rispondendo ai due quesiti seguenti (che sinteticamente
riassumono le nostre preoccupazioni):
1. Proporrete e sosterrete, nella prossima legislatura, un disegno di legge di modifica
dell’articolo 138 della Costituzione che elevi a due terzi la maggioranza necessaria
per l’approvazione parlamentare delle leggi di revisione della Costituzione e
consenta in ogni caso a 500.000 elettori di chiedere il referendum confermativo sul
testo approvato? Proporrete che ciò valga per qualunque legge di revisione
costituzionale, senza distinzioni tra la prima e la seconda parte della Costituzione?
2. Pensate di potere assumere l’impegno di assicurare la coerenza delle riforme
istituzionali che Voi proporrete o sosterrete con i principi e i valori della
Costituzione del 1948 e la loro compatibilità con i suoi equilibri fondamentali, e
dunque con i principi della forma di governo parlamentare?
Per parte nostra, assumiamo l’impegno di portare a conoscenza degli elettori, le risposte che
ciascuno di Voi vorrà inviarci (o, quanto meno, quelle che ci perverranno entro il 15 febbraio
in modo da contribuire alla libera scelta elettorale di ciascuno dei nostri concittadini.
Ringraziando per l’attenzione, Vi inviamo i nostri migliori saluti”
Alessandro PACE (presidente dell’Associazione Salviamo la
Costituzione), Giovanni BACHELET, Francesco BAICCHI, Renato
BALDUZZI, Franco BASSANINI, Luigi BOBBA, Sandra BONSANTI,
Gianclaudio BRESSA, Italo BUONO, Maurizio CHIOCCHETTI, Domenico
GALLO, Valerio ONIDA, Giordana PALLONE, Francesco PARDI, Maria
Paola PATUELLI, Giorgio SANTINI, Maurizio SEROFILLI, Carlo SMURAGLIA,
Maria TROFFA (componenti del comitato direttivo dell’Associazione)
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