Gaza, il convoglio “Per non dimenticare…” bloccato a Rafah in attesa del visto | Autore: vittorio bonanni da: controlacrisi.org

 

Le autorità egiziane chiudono il valico di Rafah e 34 italiani rimangono bloccati a Gaza. Si tratta della delegazione “Per non dimenticare..il diritto al ritorno”, partita dall’Italia il 26 dicembre scorso, che da alcuni giorni si trova nella Striscia, per manifestare la propria solidarietá alla causa del popolo palestinese e per portare un concreto aiuto economico all’ospedale di Al Awda. Ma mentre i media italiani, giornali e televisioni, hanno sostanzialmente ignorato la vicenda, fa bella mostra di sé nel televideo Rai la notizia dei turisti italiani costretti a restare in Messico causa guasto aereo e poi ripartiti oggi. Insomma chi va a portare la solidarietà ad una popolazione ridotta allo stremo da Israele non è degno di essere preso in considerazione. Il motivo che avrebbe portato il governo egiziano, che già non aveva visto di buon occhio l’ingresso a Gaza della delegazione, a fermare il gruppo che intanto ha già perso il volo del 5 gennaio scorso, sarebbe riconducibile al recente attentato avvenuto al posto di frontiera dove avrebbe perso la vita un soldato. Ma, come è noto, i rapporti tra il nuovo governo egiziano e il governo di Hamas non sono certo buoni e ogni iniziativa di questo tipo non gode delle simpatie del Cairo. A rendere più difficile la situazione una serie di scontri sul Sinai ed attacchi terrestri ed aerei da parte degli israeliani che hanno causato la morte anche di alcuni minorenni. Nel frattempo, mentre la diplomazia si è messa in moto per sbloccare la situazione, vale la pena ricordare come Rafah non sia l’unico valico di frontiera percorribile. Ne esistono altri cinque che collegano Gaza ad Israele, tre sempre chiusi ed altri due, Erez e Kerem Shalom, aperti a singhiozzo. Nel primo passano solo persone che hanno un regolare permesso israeliano di solito negato ai palestinesi e a chi solidarizza con loro; l’altro invece serve solo a far passare le merci ovviamente quando lo permette il governo israeliano. Intanto mentre scriviamo l’ufficio stampa della Farnesina ha comunicato che domani mattina la situazione potrebbe finalmente sbloccarsi.