Salvini hai la “memoria corta”. Anche un ex di Lega Nord partecipava ai traffici di materiali d’armamento con l’Eritrea Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

La sentenza a carico di Piergianni Prosperini, ex assessore nella Giunta Formigoni, condannato per esportazione illegale di armamento, risale a un paio di mesi fa. E tuttavia è una notizia che fa ancora un certo effetto. Considerato che oggi è proprio la Lega Nord, uno dei suoi tanti partiti “di passaggio” (dal ’90 al ’92 come consigliere comunale di Milano e poi in An come consigliere regionale e assessore), a negare che i migranti fuggono dalle guerre, sarebbe bene rammentare a Salvini che questo campione di “trasparenza” intratteneva quelli che possiamo definire con un eufemismo, “rapporti commerciali” proprio con l’Eritrea, il Paese da cui provengono la maggioranza dei migranti che in questo periodo sostano alla stazione di Milano.

Salvini lo sa benissimo, ovviamente. Ma in politica è più figo esibire scarsa memoria piuttosto che il suo sinonimo, la falsa coscienza. Comunque un fatto emblematico, che non possiamo catalogare nel dimenticatoio. Emblematico di questa Italia doppiogiochista e ipocrita che mentre da una parte sostiene gli interventi militari in Africa in tutte le forme possibili e immaginabili, dall’altra mette in mostra un razzismo violento e disumano, pronto a dimenticarsi con troppa sportività fatti come questo e altre responsabilità ben più importanti come la Bossi-Fini.

Prosperini, per la cronaca, è stato condannato a 4 anni di reclusione nel processo milanese che lo vedeva accusato di esportazione illegale di materiale d’armamento verso l’Eritrea e di evasione fiscale. Prosperini, che in passato ha già avuto diversi guai giudiziari, è stato condannato in particolare per aver preso parte al trasferimento verso il Paese africano di “10 cannocchiali notturni di terza generazione” per fucili di precisione,quelli che usano i cecchini. Il pm Luca Poniz aveva chiesto una condanna a 5 anni di carcere.
L’ex assessore era anche accusato di avere effettuato fino a febbraio 2010 donazioni, trasferimenti fraudolenti di proprietà e acceso ipoteche per spogliarsi degli immobili di sua proprietà ed evitare così di risarcire all’ex assessore milanese Carla De Albertis un milione e 549.371 euro, come stabilito dal Tribunale di Milano nel febbraio 2009.