Audito Pino Maniaci dalla Commissione regionale Antimafia da: telejato

Audito Pino Maniaci dalla Commissione regionale Antimafia
dicembre 17
La Commissione regionale antimafia presieduta da Nello Musumeci, già candidato alla presidenza della regione dal centrodestra, già presidente della provincia di Catania, già deputato di Forza Italia, area filofascista, ma che gode di una meritata stima di persona corretta, ha deciso di “audire” Pino Maniaci sulla questione dei beni confiscati alla mafia.

Il direttore di Telejato ha fatto una lunga disamina sulle inchieste sinora portate avanti, soprattutto per quel che riguarda l’operato dell’ufficio delle misure di prevenzione del tribunale di Palermo, la nomina degli amministratori giudiziari, ristretta a pochi nomi che con questo ufficio sembrano avere un rapporto privilegiato, l’incapacità di sapere amministrare dai nominati del tribunale, al punto che la quasi totalità delle imprese loro affidate è andata in fallimento, ma soprattutto le comunicazioni giudiziarie, gli avvisi di garanzia ricevuti da molti di questi amministratori che, per contro, continuano ad essere nominati e a portare avanti il loro nefasto lavoro. E’ venuta fuori una categoria che si nutre passivamente dei beni loro affidati, dai quali riesce a succhiare stipendi e compensi per operazioni che non è in grado di portare avanti. E’ stata anche evidenziata l’estensione nel tempo, spesso in decenni di queste nomine, la cui durata non dovrebbe superare i sei mesi, ma soprattutto la divaricazione tra quanto deciso e portato avanti dall’ufficio misure di prevenzione e quanto invece deliberato in sede giudiziaria: capita spesso, che persone titolari di aziende sequestrate siano assolte e che il tribunale disponga la restituzione dei beni, ma che, per contro, l’Ufficio misure di prevenzione confermi il sequestro, specie quando è evidente la possibilità che la restituzione del bene significhi restituzione del nulla, poiché i beni in precedenza affidati sono stati dilapidati da cattiva o fraudolenta gestione e quindi non resta più nulla da restituire. La Commissione ha ascoltato con interesse quanto denunciato da Maniaci e si è ripromessa di approfondire l’argomento e affidare la valutazione di una serie di incongruenze amministrative e giudiziarie alla Corte dei Conti.

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