Roma Capitale , Marino festeggiato dai dipendenti con uno sciopero generale | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Ad un anno dall’elezione di Marino a sindaco di Roma (10 giugno), i lavoratori di Roma Capitale ne hanno piene le tasche. Non ci stanno al taglio della busta paga, né a situazioni tampone. Il 19 maggio hanno deciso di scendere in sciopero. Non accadeva da oltre 30 anni che venisse indetto dai sindacati confederali uno sciopero di tutti i dipendenti capitolini, circa 24mila, che rischia di bloccare la citta’ sia per l’assenza dei servizi, sia perche’ ci sarà una mobilitazione in piazza. In realtà la data dello sciopero era già stata fissata il 14 maggio dal sindacalismo di base (Usb) con un chiaro invito a convergere verso una iniziativa unitaria. Ma Cgil, Cisl e Uil non hanno voluto sentire ragioni, con il rischio però di vederselo bloccare dalla commissione di garanzia.
La forza che in questo momento i lavoratori riescono a mettere in campo è davvero notevole. Pochi giorni fa quando hanno invaso piazza del Campidoglio il traffico è rimasto bloccato per diverse ore con forti ripercussioni nelle zone limitrofe. Marino dichiara di avere le mani legate. “Io sono assolutamente dalla parte dei dipendenti – ha – che hanno salari piu’ bassi di dirigenti che ne hanno di alti. Non e’ possibile accettare che persone che guadagnano 1.100-1.200 euro al mese possano trovarsi 200 euro in meno per un’applicazione di norme che debbano assolutamente trovare una soluzione” aggiungendo: “Ho parlato piu’ volte al giorno con rappresentanti del governo affinche’ si trovi nelle prossime ore una soluzione”. Il punto è che il bilancio del Comune di Roma è in realtà gestito da una sorta di “Troika” eterodiretta dal Governo nazionale.
I segretari generali delle federazioni di Roma e Lazio di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl parlano chiaro: “Il tempo dei tentennamenti e’ finito. Se l’amministrazione e il Governo credono di poter rimanere barricati nella loro incapacita’ di decidere, allora saremo noi a tirarla fuori dai palazzi”.
Nei giorni scorsi c’è stata una lunga serie di consultazioni, a partire da un tavolo allargato insieme al sindaco Marino e il vicesindaco Luigi Nieri. Si è cercata la quadra con il Governo per sciogliere il nodo (messo sotto i riflettori dopo la recente relazione del Mef) e garantire il livello dei salari. Nella riunione Marino avrebbe chiesto agli uffici capitolini se, in attesa di un provvedimento governativo, potesse firmare lui qualche atto per sbloccare la situazione al posto dei dirigenti ma la risposta sarebbe stata negativa.
E se non subentrano cambiamenti, sara’ accompagnato anche da un corteo per le strade della Capitale. Per lo stesso giorno, nel pomeriggio potrebbe essere convocata un’assemblea capitolina proprio sul tema dei dipendenti. La corsa contro il tempo per scongiurare il taglio dei salari e’ ora partita.
Critiche ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil arrivano dall’Usb. “E’ vergognoso il comportamento delle sigle confederali, che hanno inteso spaccare il fronte unitario dei lavoratori che si è espresso in piazza il 6 Maggio, dimostrando ancora una volta la contrarietà a qualsiasi azione unitaria, come invece da noi proposto, e depotenziando l’azione di sciopero”, dichiara Roberto Betti, dell’Esecutivo Nazionale USB Pubblico Impiego. Prosegue Betti: “In assenza di certezze riguardo il pagamento delle retribuzioni, comprensive delle voci di salario accessorio nella busta paga di Maggio, dobbiamo nostro malgrado confermare lo sciopero del 14 maggio prossimo”. Usb esprime il timore che il decreto salva stipendi, annunciato da più parti, non sia arrivato a definizione per le lotte intestine al Partito Democratico, “che così facendo segna un clamoroso autogol