No Tav, dopo De Luca un altro intellettuale alla sbarra. Oggi udienza preliminare per Vattimo | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

E dopo l’incriminazione di Erri De Luca, un altro intellettuale alla sbarra a causa delle proteste No Tav. Si apre oggi a Torino l’udienza preliminare del procedimento che vede indagato Gianni Vattimo, filosofo ed ex europarlamentare, per il reato di falso ideologico. E’ accusato dai pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo di avere condotto i due leader No Tav Luca Abba’ e Nicoletta Dosio all’interno del carcere di Torino, il 15 agosto dell’anno scorso, durante la visita a un detenuto arrestato per episodi di violenza al cantiere della Torino-Lione. Entrambi erano stati indicati come suoi consulenti nel modulo di ammissione nel penitenziario e, per questo, indagati per il concorso nello stesso reato. Vattimo, Abba’ e Dosio erano stati poi convocati in procura come persone informate sui fatti e avevano confermato l’accaduto, sostenendo che tra loro esistesse realmente un rapporto di consulenza relativamente all’alta velocita’ ferroviaria. I magistrati, tuttavia, non avevano creduto a questa versione iscrivendoli nel registro degli indagati. Vattimo, dopo avere ricevuto l’avviso di garanzia, aveva parlato di “una scandalosa persecuzione giudiziaria verso il movimento No Tav”.
Intanto, proprio sulla criminalizzazione del movimento di protesta, personalita’ del mondo della cultura e della scienza, dal premio Nobel Dario Fo all’ispiratore del movimento della decrescita Serge Latouche, dall’attivista del movimento dei beni comuni, David Bollier, al regista cinematografico Ken Loach, hanno firmato l’esposto che il Controsservatorio Valsusa ha presentato al tribunale Permanente dei Popoli.
Il centro di documentazione chiede di verificare se nelle questioni relative alla linea Tav Torino-Lione “siano stati rispettati i diritti fondamentali degli abitanti della valle e della comunita’ locale ovvero se vi siano stati gravi e sistematiche violazioni di tali diritti”.
Il tema dell’esposto “travalica – sostiene il Controsservatorio Valsusa – il caso concreto e pone questioni di evidente rilevanza generale: dalle crescenti devastazioni ambientali lesive dei diritti fondamentali dei cittadini attuali e delle generazioni future fino alla drastica estromissione dalle relative scelte delle popolazioni piu’ direttamente interessate”.
“Vicinanza totale” a Erri De Luca e’ stata espressa oggi dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha commentato il rinvio a giudizio dello scrittore sottolineando che “spiace vedere un grande scrittore sedere sul banco degli imputati per una libera manifestazione del pensiero”.
Ieri al processo No Tav c’è stata la testimonianza di un altro intellettuale, Marco Revelli, che sui fatti del 3 luglio 2011, ha parlato di “un fittissimo lancio di lacrimogeni, anche ad alzo zero”. Secondo lo storico, “la composizione dei manifestanti era molto articolata, con nonni, padri, madri, figlie. In corrispondenza dello sbarramento era maggiore la concentrazione di ragazzi.
Qualcuno di loro tirava la fune posta ad ancoraggio dello sbarramento, ma nulla di piu’. Essendo sproporzionato il rapporto di forze e fitto il lancio di lacrimogeni, mi e’ parsa molto improbabile un’invasione del cantiere da parte dei No Tav”.
Revelli ha sostenuto che “i lacrimogeni raggiunsero tutte le persone che erano nell’area. Ho visto parecchia gente che stava male, con vomito e difficolta’ respiratorie. Io stesso non stavo di certo bene. Ne’ noi ne’ altri hanno lanciato pietre, anche perche’ le truppe di contrasto non sarebbero state raggiungibili”.

Tav, da ieri è legge. Prc:”Un abominio”. Dosio: “Distanza da paese reale”. Sel: “Pieno di amianto” | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

La ratifica dell’accordo tra Italia e Francia per la Torino-Lione ad alta velocita’ e’ legge. Il voto decisivo (173 si’, 50 no e quattro astenuti) ieri al Senato, con dure contestazioni del Movimento 5 Stelle. Con l’ok del Senato, la Tav “e’ una realta’ dalla quale non si torna indietro”, sottolinea Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’accordo, firmato dai governi francese ed italiano il 30 gennaio 2012, riguarda la ‘sezione transnazionale’ della Torino-Lione, il tratto con i 57 km della maxi-galleria che colleghera’ le nuove stazioni internazionali di Saint Jean-de-Maurienne, nell’omonima valle transalpina, e Susa (Torino).
Il via ai lavori di scavo del megatunnel tra le valli della Maurienne e di Susa, e’ previsto all’inizio del 2016. A settembre di quest’anno si aprira’ la procedura per il contributo europeo: la Ue dovrebbe arrivare alla quota massima del finanziamento, il 40%. La decisione e’ attesa nel febbraio 2015.
Nel frattempo, al cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa, e’ stata completato in queste ore il montaggio del nastro che trasporta all’esterno le rocce scavate. La talpa, dopo una sosta di qualche giorno, torna a scavare da 508 metri. Dovra’ lavorare per altri 7 km, ma secondo i responsabili del cantiere lo scavo potrebbe terminare a fine 2015.
Le contestazioni alla Tav, pero’, non si fermano, neppure sul fronte politico: “La Torino-Lione – sostengono i senatori del M5S – costera’ 700 milioni di euro all’anno per 12 treni al giorno, mentre per farla andare a pareggio ne dovrebbero passare 350″.
Sul pericolo veleni, Massimo Cervelli, senatore di Sel, chiede che vengano acquisiti e valutati con attenzione i dati, in quanto riportano la presenza di uranio e amianto in valori superiori ai livelli consentiti”. “Il voto di oggi in Senato dimostra ancora una volta come il Palazzo sia lontano anni luce dai reali bisogni del Paese – commenta Nicoletta Dosio, valsusina, volto noto della protesta e candidata alle Europee nella lista Tsipras – il cantiere di cui parla il ministro Lupi e’ un luogo di morte, in cui pochi, grandi, sporchi interessi distruggono risorse umane e ambientali, dilapidano il pubblico denaro, negano il diritto ad un presente decente e ad un futuro vivibile per tutti”. Paolo Ferrero, segretario del Prc, parla di ”abominio”. Mentre Trenitalia taglia gli intercity, i pendolari viaggiano in condizioni indegne di un paese civile, la gente non arriva alla fine del mese e lo Stato si permette di buttare miliardi cosi’! Per un’opera inutile, dannosa e che la popolazione non vuole, giustamente”.