Davvero un 25 aprile contro Renzi? da europa

La riforma costituzionale del governo è foriero di «una grave riduzione della democrazia». Ma così l’Anpi sembra un gruppetto exraparlamentare

La gloriosa Associazione nazionale dei Partigiani interviene nel dibattito sulle proposta di riforma costituzionale del governo, premessa – si legge in una nota – di «una grave riduzione dei margini di democrazia» nel nostro Paese. Al punto che l’Associazione organizzerà una manifestazione «a ridosso del 25 aprile», la ricorrenza della Liberazione dal fascismo.

Come di ricorderà, il 25 aprile del 1994 l’Anpi diede vita ad una grande manifestazione a Milano, peraltro sotto il diluvio, in segno di protesta contro il neonato governo Berlusconi. Quelle immagini, poi riprodotte in Aprile di Nanni Moretti, resteranno nella memoria del paese come uno dei momenti più difficili della sinistra italiana; e simboleggeranno anche la sua vocazione minoritaria.

Adesso – lo scriviamo veramente senza volontà polemica, seppure con massicce dosi di costernazione –  ci domandiamo se sia giusto che la preziosa eredità che i Partigiani consegnano all’Italia di oggi debba mescolarsi con giudizi politici così drastici e unilaterali sull’azione del governo Renzi. Sui quali, beninteso, ogni critica è del tutto legittima e plausibile.

Ma sostenere, da parte di donne e uomini che hanno rischiato la vita per la libertà, che la proposta di superamento del senato, e l’Italicum, costituiscano un attacco ala democrazia italiana  da cui difendersi con la lotta di massa, alla stregua del piano Solo o della P2 o delle Br, beh, questa è grossa davvero.

Per questo, l’appello dell’Anpi meraviglia. E amareggia pensare che un’Associazione così valorosa si comporti come un gruppetto extraparlamentare.