Scontri a Roma, Sel raccoglie le firme per la sfiducia ad Alfano. Le testimonianze di sindacalisti e lavoratori Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Una raccolta di firme su una mozione di sfiducia individuale al ministro Angelino Alfano, che oggi pomeriggio riferira’ alle Camere sul ferimento degli operai e dei sindacalisti dell’Ast. Intanto, il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico parla, in una intervista radiofonica, di problemi nella catena di comando (“nessuno ha dato l’ordine di caricare”) e di malintesi. Per la presentazione della mozione alla Camera dei deputati, a norma di regolamento, serve la sottoscrizione del 10 per cento dei parlamentari, 63 firme.
La mozione, promossa da Sel, e’ in questo momento all’attenzione dei gruppi di opposizione al governo Renzi. Sel conta a Montecitorio 26 deputati che hanno gia’ sottoscritto la mozione. Per la presentazione della mozione sarebbe sufficiente la firma di una piccola parte del Movimento Cinque Stelle, che alla Camera ha 104 deputati. Per Alfano si tratterebbe del secondo voto di sfiducia individuale in Parlamento, dopo il caso Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Abliazov, espulsa dall’Italia in circostanze controverse la scorsa primavera.
Per accertarsi dello stato di salute dei lavoratori e dei dirigenti colpiti, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, si è recata all’ospedale Policlinico Umberto I di Roma dove sono stati ricoverati e ha telefonato al ministro degli Interni, Angelino Alfano, per chiedere conto di quanto avvenuto, mentre una richiesta ufficiale di chiarimento al governo veniva rivolta anche dal segretario della Fiom, Maurizio Landini, che in queste ore ha riunito il Comitato centrale del sindacato per fare il punto della situazione e decidere sullo sciopero generale.
“Ci stavamo incamminando” verso il Mise, racconta Rosario Rappa, segretario nazionale della Fiom “quando c’è stato il blocco della polizia. Ed è partita subito la carica, selvaggia e gratuita”. E smentisce che i manifestanti volessero puntare a Termini, come sostenuto dalla polizia: “totalmente falso”. “Cercano di costruirsi uno pseudo alibi. E non dicano che c’erano infiltrati: i nostri erano 530, tutti registrati”.
Un altro sindacalista ferito, Cristiano Costanzi, si sfoga invece su Messaggero: “sono stato colpito a tradimento, da dietro, mentre cercavo di calmare gli animi degli altri operai”. “Ci hanno trattato come delinquenti. Invece siamo persone oneste che guadagnano poco e lavorano tanto”. “E’ stata una lotta tra poveri, perch‚ anche i poliziotti stanno vivendo un momento difficile”.
Manuel Feliziani, anch’egli ferito negli scontri, parla invece a Repubblica: “quando ho visto che gli animi si iniziavano a scaldare ho cercato di parlare con qualche poliziotto. Non ho fatto in tempo…”. “Sono stato colpito da una prima manganellata alla testa. Mi sono subito portato le braccia alla testa per ripararmi, ma lo stesso poliziotto mi ha colpito una seconda volta”.