Ncd, Pd e FI bocciano mozioni di sfiducia a Castiglione da: ilsetteemezzo

Giuseppe-Castiglione

Le ordinanze sul sistema Mafia Capitale e il sistema specifico creato ad arte dal factotum istituzionale Luca Odevaine che si avvantaggiava dell’emergenza immigrazione per facili guadagni hanno coinvolto già dalle sue prime battute nel dicembre dello scorso anno sino a riconfermarne l’implicazione, una cerchia di soggetti che negli anni dal 2011 ad oggi ha gestito e amministrato il Cara di Mineo, il centro richiedenti asilo più grande d’Europa. Tra questi il sottosegretario Giuseppe Castiglione nei confronti del quale dal versante parlamentare sono state prima esposte nella giornata di lunedì tre diverse mozioni in riferimento alla sua permanenza in carica nel Governo e poi esaminate oggi. E mentre dalle opposizioni critiche impietose, corredate da stralci che raccontano la vita del Cara di Mineo e del ruolo di Castiglione, si sono levate parole di accusa di responsabilità anche nei confronti del Ministro Alfano, il Partito democratico per salvare la tenuta del Governo si rimette nelle mani dei processi che saranno loro a stabilire la verità. E così il contenuto dell’intervento di ieri del deputato Pd Miccoli diventa l’alibi al voto contrario sulle mozioni, “il nostro compito sarà di correggere quelle storture che hanno permesso tutto questo. È un sistema inaugurato, lo voglio ancora una volta ribadire, nel 2011 – non c’era il Governo Renzi – e per questo noi non vogliamo anticipare, al momento, il giudizio della magistratura.” La politica può e dovrebbe dare risposte indipendentemente dalla magistratura per il ruolo che le compete è invece quello che viene ribadito dai banchi della Camera prima del voto, dai sostenitori delle mozioni e sulla necessità che questa si interroghi su fatti come quelli di mafia capitale in cui la politica emerge protagonista del sistema corruttivo del nostro Paese.

Una volta espresso il Governo il voto contrario, sono stati annunciati il voto favorevole del gruppo misto-Alternativa libera e della Lega Nord, Sel attraverso il deputato siciliano Erasmo Palazzotto ha spiegato l’ulteriore significato della propria mozione e della questione morale su cui andare ad accendere i riflettori chiedendo anche al ministro Alfano di assumersi la responsabilità su questa vicenda perché o ha fatto finta di non sapere o sapeva e non è voluto intervenire, considerando sia il titolare del Viminale ed il capo del partito i cui rappresentanti sono i principali esponenti di tutto il sistema Mineo. Si sono espressi in seguito contrari alle mozioni di ritiro delle deleghe a Giuseppe Castiglione Scelta Civica e  Paolo Tancredi per Ncd- Udc il quale ha parlato di intercettazioni blande, che non rilevano ruoli centrali del sottosegretario, eppure è chiaro i vari omissis nei documenti consultabili sono stati posti dalla magistratura per continuare a condurre le indagini con riserbo. Anche contrario il voto di Forza Italia che ha fatto leva, attraverso l’intervento di Rocco Palese sul proprio storico principio di garantismo pur chiedendo per i medesimi fatti lo scioglimento del Comune di Roma, un atteggiamento contraddittorio probabilmente legato alla conduzione politica del comune capitolino, accusando il Pd di non avere più titoli di moralità per esprimersi. Vega Colonnese per il M5S ribadendo l’attività di denuncia operata sul Cara di Mineo ha chiesto al Governo il ritiro delle deleghe a Giuseppe Castiglione colpevole come la sua parte politica, secondo il M5S, di quanto avvenuto e di quanto avviene in maniera opaca nel centro richiedenti asilo. Ad Andrea Romano è toccato per il Pd invece esprimere il voto contrario del gruppo perché non vi è intenzione, da parte dell’alleato di governo, di limitare l’efficacia dell’attività di Castiglione, nel suo ruolo sottosegretario all’agricoltura, che non possono essere influenzati e giudicati da ciò che sta avvenendo in sede giudiziaria. Le votazioni si sono concluse con una prevedibile bocciatura delle mozioni. Domani Giuseppe Castiglione sarà audito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sui Cara e sui Cie la quale circa un mese fa in visita in missione in Sicilia aveva parlato della necessità di approfondite indagini, di storture e di un sospettoso “monopolio” nella attribuzione degli appalti.

Mozione Lorefice favorevoli 108 contrari 304

Mozione Scotto favorevoli  92  contrari 303

Mozione Attaguile favorevoli 86  contrari 306

Diritto d’asilo. Le porposte dell’ASGI Scritto da DirittiDistorti

Diritto d’asilo. Le porposte dell’ASGI PDF Stampa E-mail
Scritto da DirittiDistorti
Martedì 22 Aprile 2014 06:49
Le persone in fuga da gravi situazioni che minacciano i loro diritti fondamentali sono in aumento. La conferma viene dai numeri sempre crescenti delle domande di asilo accolte anche in Italia, presentate da quanti fuggono dai gravissimi conflitti interni in corso nei loro Paesi.

Lo documenta l’ASGI in un documento pubblicato il 14 aprile 2014 in cui invia al Governo e al Parlamento, oltre che all’Unione europea, le proprie proposte e raccomandazioni.

I dati forniti da Eurostat sulle richieste di asilo presentate in Europa e in Italia nel 2013 e il numero – aggiornato a settembre 2013 da Frontex – degli arrivi via mare confermano la complessità dello scenario che deve essere considerato un tema di competenza non di un solo Stato, ma va affrontato con un intervento complessivo da parte dell’Unione Europea. In primo luogo vanno salvaguardati i diritti fondamentali delle persone, tenendo presente che, come confermano i dati citati dal Ministro Alfano il 15 aprile 2014 al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen: la bassa percentuale di dinieghi alle richieste di protezione presentate conferma che non si tratta, per la maggior parte, di arrivi di migranti economici. Il ministro ribadisce che l’obiettivo è, percio’, rendere piu’ efficiente ed elastico il sistema, prevedendo tempi rapidi nella definizione domande di asilo e aumentando le commissioni territoriali che le possano esaminare. Si tratta di proposte contenute nel documento dell’ASGI che, pero’, ricorda, ad oggi, non hanno trovato nè nel Governo né nel Parlamento la volontà politica per permettere di far fronte alle gravi e persistenti le carenze del sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e delle misure di supporto all’integrazione sociale dei titolari di protezione internazionale.

La mancata programmazione del’accoglienza, ulteriormente aggravata dall’esiguo numero di Commissioni territoriali per l’esame delle domande di protezione internazionale, costringe ogni anno migliaia di richiedenti asilo a sopravvivere in condizioni di indigenza in ripari di fortuna e si è manifestata in tutta evidenza già nel 2011 con la cd Emergenza Nord Africa, che non sembra non aver insegnato nulla. In questo a farne le spese sono spesso soggetti vulnerabili come i minori stranieri non accompagnati che, pur essendo fuggiti dai loro paesi di origine per ragioni riconducibili alla protezione internazionale, rimangono invisibili per tutto il periodo della loro minore età non accedendo alla procedura di riconoscimento di detta protezione per mancanza di informazioni e adeguati supporti, spesso abbandonando le strutture di accoglienza per recarsi in altri paesi. In merito all’operazione MareNostrum, permangono forti perplessità sugli obiettivi , sul rispetto dei diritti fondamentali dei migranti soccorsi e sulle regole d’ingaggio da parte del personale coinvolto in queste operazioni.

ASGI ricorda che le operazioni di soccorso in mare svolte delle autorità italiane sono da considerarsi obblighi al quale lo Stato è vincolato in adempimento delle norme del diritto internazionale del mare che impongono di soccorrere le vite umane in difficoltà nel mare. In passato la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato l’Italia per aver effettuato respingimenti in mare effettuati in violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. A tal fine nel documento l’ASGI ricorda che l’identificazione dei migranti soccorsi in mare deve avvenire in maniera approfondita dopo lo sbarco e che, in caso di minori stranieri non accompagnati, la minore età deve essere sempre presunta nelle more della determinazione dell’età e dell’identificazione, al fine dell’accesso immediato all’assistenza, al sostegno e alla protezione .Ogni valutazione sommaria e presuntiva o “di gruppo” circa la provenienza o la condizione giuridica del migrante deve essere sempre evitata e nei confronti degli stranieri soccorsi in mare e sbarcati dalle navi della Marina militare i provvedimenti di respingimento sono illegittimi. Vanno, infine chiarite senza indugio le regole di ingaggio delle unità partecipanti all’operazione Mare Nostrum, nonché il contenuto delle direttive impartite in concreto circa l’uso della forza.

ASGI, anche in relazione alle recenti dichiarazioni politiche del Ministro Alfano ritiene che vada evitata l’adozione di misure normative ad hoc (es: sotto forma di decreti legge) che ben lungi dal porre rimedio a problemi complessi, aumenterebbero la disfunzionalità del sistema asilo e ritiene invece che sia quanto mai inderogabile ed urgente procedere ad una riforma legislativa del Sistema nazionale per il diritto di asilo in Italia- conclude l’ASGI – La riforma deve riguardare sia per ciò che attiene gli organi e le procedure di esame delle domande di asilo (riformando e rendendo più indipendente, preparata ed efficiente la composizione delle Commissioni e ampliandone il loro numero anche per velocizzare le procedure), sia per ciò che attiene il sistema di accoglienza con la progressiva chiusura dei CARA e l’ampliamento ed il consolidamento di un unico sistema di accoglienza che valorizzi i numerosi aspetti positivi dell’attuale sistema SPRAR, superandone, però, gli intrinseci limiti strutturali (in primis la disomogeneità dei programmi di accoglienza basati su una mera adesione volontaria degli enti locali) e con una realistica programmazione generale pluriennale tra Stato-regioni ed enti locali.

All’Unione europea, infine, l’ASGI chiede che venga attuato un piano sull’Italia, ai sensi dell’art. 33 del Regolamento UE Dublino III, che prevede la predisposizione di un piano d’azione per la gestione della crisi nel rispetto dei diritti fondamentali dei richiedenti protezione internazionale . A livello europeo l’ASGI chiede la definizione di un piano europeo di reinsediamento di rifugiati che si trovano in paesi terzi dell’area del Mediterraneo dove non possono godere di adeguate forme di protezione e per i quali non sussiste alcuna ragionevole prospettiva di rientro e l’ applicazione estensiva del Regolamento Dublino III che favorisce il ricongiungimento dei migranti con altri parenti presenti in altri Stati Ue per ragioni umanitarie fondate in particolare su motivi familiari o culturali.

 

A.S.G.I. – Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione