COMUNICATO STAMPA ANPI CATANIA SULLE INDAGINI RELATIVE AL CARA DI MINEO

 

anpi
L’ANPI di Catania esprime sdegno e preoccupazione per le notizie relative ai legami tra numerosi esponenti della classe politica capitolina, l’organizzazione criminale “Mafia capitale” e il CARA di Mineo. Già da tempo abbiamo denunciato in pubbliche manifestazioni la nostra preoccupazione per la conduzione amministrativa e politica dei dirigenti del CARA di Mineo.

Lo scenario emerso dalle inchieste fornisce la peggiore conferma dei nostri sospetti, ci meraviglia che nonostante che da tempo le associazioni antirazziste e alcuni politici denuncino fatti gravissimi, nessuno sia intervenuto a fermare la gestione del gruppo LA CASCINA.

Invitiamo la magistratura a continuare la ricerca delle responsabilità senza timore per nessun potere politico.

Invitiamo il ministro Alfano di commissariare la gestione del Cara di Mineo oggi stesso o trarne le giuste conclusioni e domani dimettersi.

Da parte nostra continueremo a vigilare e denunciare la corruzione che mina la democrazia.

ANPI Provinciale Catania

Catania 7/6/2015

con preghiera di pubblicazione

Santina Sconza

CARA Mineo indagato il sottosegretario Giuseppe Castiglione da: sudpress

 

Indagine sul CARA di Mineo

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Le Procure di Catania e Caltagirone pronte a chiudere il cerchio sulla gestione milionaria del centro di accoglienza. Coinvolti a vario titolo esponenti politici, funzionari e ras delle cooperative. Ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta e voto di scambio. TUTTI I NOMI

La diffusione della decisione dell’Autorità Anticorruzione, firmata personalmente dal presidente Raffaele Cantone, di dichiarare illegittima la gara d’appalto da 97 milioni di euro per la gestione del CARA di Mineo ha probabilmente accelerato l’iniziativa delle due procure competenti, Catania e Caltagirone, che da tempo stanno investigando sul colossale business creatosi attorno al fenomeno dell’immigrazione clandestina.

Diversi i filoni d’indagine, compresi i collegamenti con quella in fase più avanzata della Procura di Roma retta dal procuratore capo Pignatone e che ha già condotto a numerosi arresti.

Al centro dell’indagine catanese, la presunta turbativa finalizzata a confezionare un bando di gara preconfezionato su misura in modo tale che, a causa dei requisiti specifici inseriti nel capitolato, potesse partecipare esclusivamente il raggruppamento d’imprese che già gestiva lo stesso servizio, per di più in proroga da oltre un anno.

Altro filone d’inchiesta riguarderebbe il sistema di assunzioni presso le varie cooperative coinvolte nella gestione del business dell’accogienza, dal CARA vero e proprio ai numerosi SPRAR presenti sul territorio sino all’accoglienza dei minori non accompagnati.

Il nome più eccellente tra quanti hanno avuto ruolo nella gestione del CARA figura l’attuale sottosegretario del governo Renzi Giuseppe Castiglione.

Castiglione è stato il  ”Soggetto Attuatore” che ha di fatto creato il “sistema CARA” in qualità di presidente della provincia di Catania, costituendo anche il “gruppo dirigente” della struttura.

Un suo fedelissimo, al suo fianco già alla Provincia di Catania, è stato posto a capo della direzione generale, Giovanni Ferrera, responsabile diretto della gestione della gara d’appalto dichiarata illegittima ed a capo della commissione giudicatrice che era composta anche da Luca Odevaine e Salvatore Lentini, capo ufficio tecnico del comune di Vizzini..

Sempre al fianco di Castiglione anche Luca Odevaine, consulente presso il CARA, ed attualmente in carcere per il ruolo svolto nell’ambito dell’inchiesta su “Mafia Capitale”.

Patron indiscusso delle cooperative il cui ruolo sarebbe al vaglio degli inquirenti sia per le turbative che per le assunzioni, Paolo Ragusa, presidente del consorzio di cooperative SOL.Calatino.

A presiedere l’assemblea del Consorzio “Terra d’Accoglienza” il sindaco di Vizzini Aurelio Sinatra, mentre il consiglio di amministrazione ha come presidente Anna Aloisi, sindaco di Mineo ed i sindaci di Ramacca Franco Zappalà, di  Licodia Eubea Giovanni Verga, di San Cono Salvatore Barbera e di San Michele di Ganzaria Giovanni Petta

Mafiacapitale e Cara di Mineo: a quando dignità e giustizia per i richiedenti asilo? da: rete antirazzista catanese

Da giorni le indagini su mafiacapitale stanno lambendo il Cara di Mineo e la disastrosa (per i migranti) gestione d’ingentissime risorse pubbliche per il mega-business della pseudo-accoglienza (come dal marzo 2011 abbiamo definito questo vergognoso laboratorio di nuove politiche segregazioniste per I richiedenti asilo). Da allora la situazione si è incancrenita: dall’inizio del 2013 le presenze nel mega-Cara della vergogna sono più che raddoppiate (da 1800/2000 alle attuali 4500), mentre le commissioni per l’esame delle richieste d’asilo hanno dimezzato le audizioni. Nei primi anni furono numerose le proteste dei migranti e purtroppo anche I tentativi di suicidio. Dalla fine dell’anno scorso i gestori del Cara, grazie a solide conoscenze nelle istituzioni locali e nei governi di larghe intese, hanno tentato di riverniciare la loro “missione umanitaria”. Non è bastata la vergogna della cooperativa Sisifo a Lampedusa che, dopo la strage del 3 ottobre, accoglieva i migranti nel CPSA con metodi degni dei nazisti.

Proprio nel dicembre scorso il sindaco Bianco presentava a Montecitorio il film “Io sono io e tu sei tu”, demagogico espediente per dipingere il Cara di Mineo come il paradiso terrestre dell’accoglienza; peccato che subito dopo, il 14 dicembre, il ventunenne eritreo MULUE GHIRMAY s’impiccava dentro il Cara ed il 19/12, in migliaia, i richiedenti asilo manifestavano lungo la statale Catania e Gela e subivano all’ingresso di Palagonia violente cariche poliziesche, quando volevano solo rendere pubbliche le ragioni della loro protesta.

Il sistema Odevaine proprio nel Cara di Mineo ha espresso la sua capacità di fare coincidere i controllati con i controllori, si è consolidato un sistema clientelare che accontenta tutti, dalle istituzioni ai media, dai sindacati all’associazionismo; peccato che le condizioni di vivibilità per la stragrande maggioranza dei richiedenti asilo siano progressivamente peggiorate: la media di abitanti nelle case è di oltre 20 persone (quando vi alloggiavano I militari statunitensi di Sigonella vi abitava un solo nucleo familiare) e le condizioni d’indigenza (si continua a versare il pocket money quotidiano di euro 2,50 in sigarette) costringe molti migranti a lavorare in nero per 10/15 euro al giorno nelle campagne; stanno dilagando anche la prostituzione e lo spaccio di droga.

Perché i media si sono finora bevute le tranquillizzanti versioni dei candidi gestori?

Nel primo anniversario del suicidio di Mulue Ghirmay facciamo appello a riprendere la mobilitazione affinché il Cara di Mineo venga chiuso, moltiplicando in alternativa gli SPRAR in piccoli e medi centri, per favorire così un reale inserimento sociale, seguendo l’esempio di comuni come Riace nella Locride, a costi molto inferiori ed a condizioni più umane. Riteniamo fondamentale l’immediato superamento a Mineo del “sistema” C.A.R.A., con il suo svuotamento, nel rispetto dei tempi previsti dalle normative per la permanenza (35 giorni), con la conseguente moltiplicazione delle apposite Commissioni. Questo mega-CARA, unico in tutta Europa, è un esperimento fallito di contenimento forzato dei migranti, che vengono parcheggiati a tempo indeterminato (in media 18 mesi) e che sta costruendo un conflitto razziale tra autoctoni e migranti: da una parte i richiedenti asilo vengono supersfruttati dai caporali nelle campagne, dall’altro la destra xenofoba alimenta nel calatino la “guerra fra poveri”, mentre con MafiaCapitale i fascio-mafiosi si sono arricchiti sulle nostre spalle e dalle nostre tasche.

Ct 10/12 Rete Antirazzista Catanese

POLEMICA SUI VACCINI AL CARA DI MINEO. BORSELLINO: ”È PREVENZIONE”. MAZZEO: “NO A MIGRANTI COME CAVIE”

POLEMICA SUI VACCINI AL CARA DI MINEO. BORSELLINO: ”È PREVENZIONE”. MAZZEO: “NO A MIGRANTI COME CAVIE” – Si accende aspra la polemica sulle migliaia di dosi di vaccino antitifico e i mille test per la tubercolina donati alla Croce Rossa Sicilia, gestore sanitario del Cara di Mineo dalla Sanofi Pasteur Msd. L’accordo fra Assessorato alla Salute – Croce Rossa – Sanofi è stato siglato il 20 marzo scorso nella sede dell’assessorato regionale alla Salute, presenti  l’assessore Lucia Borsellino, l’amministratore delegato di Sanofi Pasteur Nicoletta Luppi e il presidente regionale di Croce Rossa Italia, Rosario Valastro.

La Sanofi Pasteur Msd detiene da 14 anni, il monopolio nella produzione e distribuzione di vaccini, essendo l’unica azienda europea interamente dedicata a questo settore nel continente. L’azienda conta circa 13.000 collaboratori (più del 50% dei quali nel comparto industriale) e 13 tra siti produttivi e di ricerca. In Europa, Sanofi Pasteur è presente con Sanofi Pasteur MSD, la joint-venture al 50% Sanofi e Merck.

BORSELLINO: “PREVENZIONE POSITIVA” – L’azienda aveva manifestato il 23 ottobre 2013 la disponibilità a donare a fini umanitari quattromila dosi di vaccino typhim VI in soluzione iniettabile con scadenza 31.12.2015 e mille dosi di Tubertest in soluzione iniettabile con scadenza 31.03.2016 da utilizzare per i migranti ospiti del Cara di Mineo. Secondo quanto scritto nell’accordo, il vaccino antifitico dovrà essere somministrato per la profilassi vaccinale nei soggetti ritenuti più a rischio per complicanze, mentre  il tubertest nell’ambito della sorveglianza dei contatti di casi di tubercolosi. Le procedure di impiego dei farmaci saranno svolte in stretta collaborazione con il Servizio di Epidemiologia e Profilassi dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania. 

«È un messaggio positivo in termini di prevenzione, – è il commento dell’assessore Borsellino – un’azione per mostrare anche la nostra presenza e attenzione sulla salute dei migranti del Cara. Nello scenario delle politiche sanitarie d’immigrazione, rappresenta un concreto contributo per svolgere attività di prevenzione e monitoraggio, sia qualitativa che quantitativa, al fine di definire e promuovere standard europei di servizi sanitari essenziali per i migranti presenti sul territorio siciliano».

Secondo  Nicoletta Luppi,  l’azienda vuole in tal modo «contribuire all’emergenza sanitaria affrontata da molti anni ed efficacemente dalla Regione Sicilia che, in ragione della sua collocazione nel Mediterraneo è stata la porta verso l’Europa per migliaia di immigrati provenienti dai paesi più poveri dell’Africa e dai luoghi nei quali sono in corso guerre civili quali la Siria».

MAZZEO: “NO A MIGRANTI COME CAVIE” – Esprime invece «sconcerto e indignazione» Antonio Mazzeo, giornalista e saggista noto per le sue battaglie No Muos e che più volte  si è occupato del mega centro di accoglienza menenino. Mazzeo, che si è candidato alle elezioni europee 2014 nel collegio Sardegna-Sicilia per la lista “L’Altra Europa con Tsipras”, non usa mezze misure: «La notizia è semplicemente agghiacciante», commenta seccamente. Mazzeo sospetta che dietro l’alibi dell’intenzione umanitaria si voglia far  passare un’indiscriminata vaccinazione di massa, usando i migranti come cavie. «Il principio delle vaccinazioni indiscriminate e di massa – scrive sul web – è altamente deleterio anche da un punto di vista scientifico, in quanto ogni organismo ad uno stesso principio agente reagisce in modo sempre differente. Non si può pensare di vaccinare indiscriminatamente uomini e donne, anziani e bambini, ognuno con la sua specifica predisposizione o resistenza».

Ci sarebbe inoltre, secondo il giornalista, una contraddizione di fondo: «la logica dell’intero intervento non regge fin dal principio: se il CARA di Mineo è a rischio di epidemia di tifo o se ne paventa l’eventualità, è un ulteriore motivo per chiuderne la struttura immediatamente, non certo per sottoporre a una vaccinazione di massa coloro che loro malgrado vi abitano».

Per quanto riguarda il test della tubercolina, Mazzeo precisa inoltre che «un eventuale suo risultato positivo indica solo che il soggetto è venuto in contatto in passato con il bacillo tubercolare, ma non che vi è al momento uno stato di malattia» e «applicare mille test indiscriminatamente a soggetti costretti a vivere in condizioni di promiscuità in un centro dove le condizioni igienico-sanitarie sono più che precarie rischia dunque di creare un inutile allarme sociale e fomentare mediaticamente atteggiamenti d’intolleranza e discriminanti da parte delle popolazioni che vivono nei pressi del CARA di Mineo». «Prolificherebbero le dicerie sui nuovi untori tra le popolazioni residenti in zona e gli addetti ai lavori del centro», avverte preoccupato Mazzeo, parafrasando il noto testo di Gesualdo Bufalino.

Quanto sta succedendo al Cara è secondo Mazzeo inaccettabile: si assiste all’«ennesimo esempio della spersonalizzazione dei  soggetti migranti, utilizzati come carne da impiegare per test e sperimentazioni, per meri scopi di profilassi sanitaria, un po’ come le disinfestazioni di massa nel Cda di Lampedusa». Mazzeo evoca tristi fantasmi del passato, «retaggio culturale di una biopolitica di tardo ‘800 che la stessa scienza contemporanea ha abbandonato».

Si tratta  conclude Mazzeo  di «un meccanismo perverso che utilizza il sempre disponibile alibi delle motivazioni umanitarie per fare  in modo che qualsiasi negazione dei diritti – come detenere in un regime di semi-libertà un individuo, privarlo di autonomia nella gestione dei pasti e nelle risorse e da ultimo sottoporlo a prassi mediche invasive- sia compiuta “a fin di bene” e per la protezione di un soggetto dato già per “più debole” a priori».

http://www.ilsettemezzomagazine.it/polemica-sui-vaccini-al-cara-di-mineo-borsellino-e-prevenzione-mazzeo-no-a-migranti-come-cavie/#sthash.GtBFfbo7.dpuf

Sabato 18 gennaio alle ore 15 presidio interetnico di fronte al Cara di Mineo

Per un 2014 di lotta al razzismo , alle guerre ed alle loro basi

Per la chiusura delle galere etniche e del Cara di Mineo

Per la smilitarizzazione della Sicilia e del Mediterraneo

Alla luce del pessimo bilancio della riunione del consiglio comunale di Mineo, tenutasi il 2/1 in paese con l’esclusione proprio dei richiedenti asilo, è più che mai urgente dare visibilità alle richieste espresse dai migranti il 19/12 a Palagonia e prevenire che siano i carcerieri ad appropriarsi dei primi risultati delle mobilitazioni dei richiedenti asilo. Se aumentano le commissioni per l’esame delle richieste d’asilo non è certo frutto di concessioni governative, sempre più intenzionate ad affrontare la questione immigrazione come un problema di ordine pubblico, ma delle lotte e del tragico suicidio del giovane eritreo Mulue Ghirmay il 14/12 scorso.

E’ una vergogna che, dopo la strage di 368 migranti il 3 ottobre a Lampedusa e le crescenti proteste contro le galere etniche, chi ci governa di fronte al dimezzamendo settimanale di esami delle richieste d’asilo irresponsabilmente raddoppia le presenze nel mega-Cara di Mineo, incurante della crescente invivibilità; le legittime proteste sono causate dal non riconoscimento della soggettività migrante, affrontata finora solo con le minacce e la repressione poliziesca., mentre ci si potrebbe confrontare con le loro richieste

E’ una vergogna che chi gestisce il Cara continui impunemente a costringere all’indigenza migliaia di richiedenti asilo pagando il pocket money (diaria di euro 2,50) in sigarette (anche per i bambini), i migranti sono considerati oggetti da parcheggiare a tempo indeterminato per il loro megabusiness; chi gestisce il Cara pensa più ad ipocrite operazioni di facciata (la squadra di calcio, il nuovo film sulla “grande integrazione” dei migranti), anziché a provvedere a garantire corsi d’italiano, vestiti invernali, cibo decente, assistenza sanitaria adeguata ed a impedire che si ripetano casi di sfruttamento sessuale di donne migranti richiedenti asilo, che aggravano di molto la loro angosciante e disagiata permanenza.

Facciamo appello ai media ad accendere i riflettori su ciò che avviene dentro il Cara, dando voce a chi finora non ne ha avuto, cioè ai richiedenti asilo, già vittime delle peggiori ingiustizie planetarie e dei sempre più frequenti naufragi ; da parte nostra facciamo appello alle associazioni solidali del calatino, siciliane e nazionali affinché il Cara della vergogna venga chiuso al più presto, moltiplicando in alternativa gli SPRAR in piccoli e medi centri, per favorire così un reale inserimento sociale, seguendo l’esempio di comuni come Riace nella Locride, a costi molto inferiori ed a condizioni più umane, evitando inoltre la crescente militarizzazione della Sicilia, già avamposto di criminali ed anticostituzionali basi di guerra Usa e NATO (Sigonella, Niscemi…).

In vista della costruzione euromediterranea della Carta di Lampedusa a fine gennaioed a sostegno delle rivendicazioni dei richiedenti asilo del Cara di Mineo , facciamo appello all’associazionismo migrante ed antirazzista a costruire una grande manifestazione regionale all’inizio di febbraio di fronte al Cara di Mineo per la sua chiusura.

http://www.meltingpot.org/La-Carta-di-Lampedusa-Dal-31-gennaio-al-2-febbraio2014.html#.Us5xOdLuIro

Sabato 18 gennaio alle ore 15 presidio interetnico di fronte al Cara di Mineo