Tav, da ieri è legge. Prc:”Un abominio”. Dosio: “Distanza da paese reale”. Sel: “Pieno di amianto” | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

La ratifica dell’accordo tra Italia e Francia per la Torino-Lione ad alta velocita’ e’ legge. Il voto decisivo (173 si’, 50 no e quattro astenuti) ieri al Senato, con dure contestazioni del Movimento 5 Stelle. Con l’ok del Senato, la Tav “e’ una realta’ dalla quale non si torna indietro”, sottolinea Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’accordo, firmato dai governi francese ed italiano il 30 gennaio 2012, riguarda la ‘sezione transnazionale’ della Torino-Lione, il tratto con i 57 km della maxi-galleria che colleghera’ le nuove stazioni internazionali di Saint Jean-de-Maurienne, nell’omonima valle transalpina, e Susa (Torino).
Il via ai lavori di scavo del megatunnel tra le valli della Maurienne e di Susa, e’ previsto all’inizio del 2016. A settembre di quest’anno si aprira’ la procedura per il contributo europeo: la Ue dovrebbe arrivare alla quota massima del finanziamento, il 40%. La decisione e’ attesa nel febbraio 2015.
Nel frattempo, al cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa, e’ stata completato in queste ore il montaggio del nastro che trasporta all’esterno le rocce scavate. La talpa, dopo una sosta di qualche giorno, torna a scavare da 508 metri. Dovra’ lavorare per altri 7 km, ma secondo i responsabili del cantiere lo scavo potrebbe terminare a fine 2015.
Le contestazioni alla Tav, pero’, non si fermano, neppure sul fronte politico: “La Torino-Lione – sostengono i senatori del M5S – costera’ 700 milioni di euro all’anno per 12 treni al giorno, mentre per farla andare a pareggio ne dovrebbero passare 350″.
Sul pericolo veleni, Massimo Cervelli, senatore di Sel, chiede che vengano acquisiti e valutati con attenzione i dati, in quanto riportano la presenza di uranio e amianto in valori superiori ai livelli consentiti”. “Il voto di oggi in Senato dimostra ancora una volta come il Palazzo sia lontano anni luce dai reali bisogni del Paese – commenta Nicoletta Dosio, valsusina, volto noto della protesta e candidata alle Europee nella lista Tsipras – il cantiere di cui parla il ministro Lupi e’ un luogo di morte, in cui pochi, grandi, sporchi interessi distruggono risorse umane e ambientali, dilapidano il pubblico denaro, negano il diritto ad un presente decente e ad un futuro vivibile per tutti”. Paolo Ferrero, segretario del Prc, parla di ”abominio”. Mentre Trenitalia taglia gli intercity, i pendolari viaggiano in condizioni indegne di un paese civile, la gente non arriva alla fine del mese e lo Stato si permette di buttare miliardi cosi’! Per un’opera inutile, dannosa e che la popolazione non vuole, giustamente”.