Giornata Mondiale delle Bambine e Nobel a Malala da: nd noidonne

In occasione della Giornata Mondiale delle Bambine, stesso giorno in cui Malala riceve il Premio Nobel per la Pace, abbiamo raccolto alcune tra le dichiarazioni più significative

inserito da Redazione

Quest’anno la Giornata mondiale delle Bambine, celebrata lo scorso sabato (11 ottobre), è stata preceduta da una giornata che entrerà nella storia. Il 10 ottobre due attivisti per i diritti dei bambini, Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi, sono stati insigniti del Premio Nobel per la pace. Un riconoscimento straordinario proprio per Malala, adesso diciassettenne ma pur sempre la più giovane della storia a ricevere un premio Nobel, che è stata in prima persona una vittima dell’odio contro le bambine e della volontà di controllo sulle menti e sui corpi delle donne. Ma la ferita grave alla testa (in seguito ad un attacco dei talebani, ndr) e la lunga degenza che è succeduta, non hanno impedito a Malala di proseguire la sua battaglia per il diritto allo studio. Icona e ambasciatrice di tutte le bambine e le ragazze del mondo, quelle a cui è impedito andare a scuola, quelle il cui destino e per cui un destino da esseri umani di serie b sembra segnato. Ed è proprio la felicità per questo Nobel a Malala che deve richiamare tutti, Istituzioni, ong e società civile, ad una presa di coscienza collettiva su quanto c’è ancora da fare.
I dati raccolti e presentati dall’Unicef per la Giornata Mondiale delle bambine parlano chiaro. Sono 70 milioni le ragazze tra i 15 e i 19 anni, circa un quarto sul totale mondiale, che hanno dichiarato di esser state vittime di una qualche forma di violenza fisica. Ma non solo: circa 120 milioni di ragazze sotto i 20 anni nel mondo (circa 1 su 10) sono state costrette a subire rapporti o atti sessuali forzati, e 1 ragazza su 3 tra i 15 e i 19 anni (84 milioni) è stata vittima di violenza psicologica, fisica o sessuale da parte del marito o del partner. Più bassa è l’età della sposa più queste piccole donne sono vulnerabili ed esposte alla violenza di uomini spesso molto più grandi e dai quali dipendono economicamente. Oltre 700 milioni di donne si sono sposate prima di aver compiuto 18 anni. Di queste, piu’ di una su tre (circa 250 milioni) e’ stata sposata prima dei 15 anni. E  se la tendenza attuale non si arresta, entro il 2020, ci saranno nel mondo 140 milioni di spose bambine. I dati inoltre mostrano una preoccupante percezione sull’accettazione della violenza, in particolar modo tra le ragazze, e secondo Geeta Rao Gupta, Vice Direttore generale dell’Unicef, “parlano di una mentalità che tollera, perpetra e giustifica la violenza e dovrebbero far suonare un campanello d’allarme in ognuno di noi, ovunque”.

L’Unicef, si legge nella nota, punta su specifiche azioni per prevenire la violenza contro le ragazze: istruire a scuola le bambine; dare loro insegnamenti importanti per la vita; supportare i genitori anche con trasferimento di soldi per arginare i rischi per le bambine; cambiare gli atteggiamenti e le norme delle comunità; rafforzare sistemi e servizi giudiziari, sociali e penali. “Il problema è globale, ma le soluzioni devono essere trovate a livello nazionale, nelle comunità, tra le famiglie. Noi abbiamo la responsabilità di proteggere, istruire e rafforzare le adolescenti. Siamo tutti responsabili di fermare la violenza contro le ragazze e le bambine” – ha concluso Rao Gupta.

A intervenire in questa giornata così particolare anche la Direttrice Esecutiva di UN Women Phumzile Mlambo-Ngcuka. “La Giornata Internazionale delle Bambine è un’opportunità per intraprendere un’azione collettiva che rompa il circolo della violenza contro le ragazze e le donne. Se oggi rendiamo possibile l’empowerment delle ragazze, avremo un domani più sicuro, più sano, più prospero e più sostenibile. Il nostro impegno è quello di creare un mondo dove le ragazze possono vivere libere dalla violenza e sviluppare appieno il loro potenziale. La violenza contro le ragazze, in ogni sua forma, è una grave violazione dei diritti umani, che affonda le sue radici nella disuguaglianza di genere. Più di 130 milioni di ragazze e donne hanno subito la mutilazione genitale femminil e ogni giorno 39.000 ragazze sono date in sposa prima dei loro 18 anni. Proprio queste giovani spose, oltre ad essere più vulnerabili alla violenza e agli abusi sessuali del partner, vanno incontro a complicazioni durante la gravidanza ed il parto, prima causa di morte delle giovani donne tra i 15 e i 19 anni. Si tratta di un enorme perdita di potenziale umano”.

Insieme all’Unicef e Un Women, molte sono le organizzazioni non governative impegnate nella lotta per i diritti delle bambine. Una su tutte, Plan International, che proprio l’11 ottobre ha festeggiato il secondo anniversario di Because I am a Girl, la piu’ grande campagna per i diritti delle bambine. Lanciata ufficialmente l’11 Ottobre 2012 da Plan International, colorando di rosa i principali monumenti del mondo, e’ stata ideata dopo che due direttrici nazionali di Plan andarono in un villaggio del Nepal per monitorare il lavoro fatto dalla sede di Plan in loco; entrando in un’umilissima casa videro una donna con due bambini, un mas chio e una femmina, molto diversi tra loro: il bambino era pulito, ben tenuto, in carne, mentre la bambina era emaciata, sporca, pelle e ossa. Una direttrice chiese alla donna come mai questa differenza e lei rispose: because “she is a girl” e cosi’ e’ nata Because I am a Girl.