Perché diciamo grazie alla Grecia Autore: Luciana Castellina da: controlacrisi.org

Intervento di Luciana Castellina alla manifestazione di sabato 14 a Roma

Non so se sono i greci che deb­bono rin­gra­ziarci per que­sta mani­fe­sta­zione grande, bella, uni­ta­ria che abbiamo pro­mosso in tutta fretta per­ché a Bru­xel­les capis­sero bene che quanto lì si decide in que­sti giorni non riguarda solo Atene, ma tutti noi, tutti gli euro­pei che vogliono un’Unione in grado di garan­tire più ugua­glianza più demo­cra­zia più pace.

Un’Europa che almeno la smetta di rite­nersi faro della civiltà quando è inca­pace di acco­gliere chi fugge da terre deva­state dalla pesante ere­dità colo­niale e dalle nostre più recenti, dis­sen­nate spe­di­zioni mili­tari. Pro­prio per que­sto sarebbe forse meglio dire che non sono i greci a dover rin­gra­ziare noi, ma noi che rin­gra­ziamo loro per quello che stanno facendo anche per noi. Noi che rin­gra­ziamo Ale­xis e Yan­nis — (li chia­miamo ormai per nome per­ché non sono più solo com­pa­gni ma sono diven­tati amici).

Siamo noi che li rin­gra­ziamo per­ché lì a Bru­xel­les stanno com­bat­tendo anche per noi. Sono lì ed hanno avuto accesso a quelle stanze per­ché hanno avuto la forza e il corag­gio di sfi­dare Golia e la capa­cità di rice­vere dal popolo greco la legit­ti­ma­zione a farlo. Sono lì a farsi ascol­tare anche a nome nostro. (Direi che se la cavano piut­to­sto bene. La prova, lo sap­piamo, è duris­sima, ma già dopo que­sti pochi/ primi giorni sem­brano pro­ce­dere con fer­mezza, con la sicu­rezza di rodati sta­ti­sti.) Ne siamo orgo­gliosi e sod­di­sfatti . (Avete visto le loro imma­gini in tv, sono loro a domi­nare la scena, e tutti si affret­tano ad avvi­ci­narsi a loro per strin­ger­gli la mano).

Per­ché hanno capito che i nostri amici hanno aperto un nuovo capi­tolo della sto­ria dell’Unione euro­pea: per­ché hanno avuto la deter­mi­na­zione — che fino ad oggi era man­cata a tutti — di dire che così non va, che occorre cam­biare pro­prio se si vuole sal­vare il pro­getto d’Europa. Non sono andati a Buxel­les a scu­sarsi per il loro debito e a men­di­care aiuto, ma per dire alla troika che deve chie­dere scusa.

Scusa per i danni che ha pro­dotto con le sue poli­ti­che. Scusa per essersi irre­spon­sa­bil­mente fidata, di un governo cor­rotto e inca­pace. La cata­strofe è oggi sotto gli occhi di tutti Di anno in anno, dal 2008, le medi­cine di Bru­xel­les anzi­ché alle­viare i mali e avviare un nuovo corso hanno peg­gio­rato la situa­zione della Gre­cia. Qual­siasi mena­ger che avesse pro­dotto in quat­tro anni un crollo del Pil pari al 25 % e rite­nesse que­sto il metodo migliore per accu­mu­lare le risorse per ripa­gare un debito, ver­rebbe licen­ziato. Con tanto par­lare di effi­cienza, il cri­te­rio potrebbe esser appli­cato anche ai fun­zio­nari di Bru­xel­les! Se hanno rovi­nato così la Gre­cia vanno messi in con­di­zione di non nuo­cere più. È neces­sa­rio far­glielo capire.

Noi siamo qui per far sen­tire anche la nostra voce. Buon lavoro Ale­xis, buon lavoro Yannis.

Libri & Conflitti. La recensione di IDEARIO BERLINGUER. PASSIONI E PAROLE DI UN LEADER SCOMODO | Autore: carlo d’andreis

Libri & Conflitti. PRESENTAZIONE: lieti di invitarvi alla presentazione oggi, 10 giugno,  ore 19,30 Libreria Altroquando via del Governo Vecchio, 80 – Roma – introduce Germano Panettieri, direttore editoriale intervengono Giovanni Russo Spena, giurista Emiliano Sbaraglia, autore – Letture di Isabella Borghese

l’estratto QUI

A trent’anni dalla morte di Enrico Berlinguer, avvenuta l’11 giugno 1984, la coraggiosa ed elegante casa editrice italo portoghese Nova Delphi Libri, già nota al pubblico di lettori italiano per aver tradotto Mauricio Rosencof, scrittori inediti in Italia come Tabish Khair, e pubblicato il talentuoso Filippo Manganaro, torna in libreria con Ideario Berlinguer. Passioni e parole di un leader scomodo, di Emiliano Sbaraglia. Ad arricchire il libro un’intervista a Luciana Castellina e la prefazione di Emanuele Macaluso.

Ideario Berlinguer, già edito nel 2004, in questa edizione è stato riproposto sempre come “strumento di conoscenza” – per usare le parole dell’autore – e per consegnare ai lettori la vita personale e politica del segretario del Partito Comunista a partire da una prima parte in cui il libro diventa un’occasione per meditare sulla sua stessa personalità, dagli anni della sua adolescenza fino a ripercorrere quelli della sua ascesa in politica, fino al 1969 quando è diventato vice-segretario del partito.

“Il viaggio e il mare; il coraggio e la sfida; la compagnia e la solitudine; il senso di libertà: tutte componenti delle personalità di Enrico Berlinguer, in ogni momento della sua vita”. E’ questo il miglior passo del libro per sintetizzare chi fosse stato quest’uomo, prima ancora di essere un leader politico.

La particolarità di Ideario Berlinguer è la sua seconda parte, quella che Emiliano Sbaraglia sceglie di consegnare non solo a stralci di interviste, interventi, dichiarazioni, estratti di articoli firmati da questo leader “scomodo” – per riprendere il titolo del libro -, ma soprattutto per permettere ai lettori di sfogliare un vero compendio che, dalla A alla Z possa presentare, seppur brevemente, con estrema chiarezza il suo pensiero.

E’ possibile così immergerci in parole non estranee alla nostra contemporaneità e che invece permettono di intraprendere un confronto con la politica e la vita dei cittadini di questi anni.

Si va allora da “austerità”, termine utilizzato oggi in economia, che nel concreto incide negativamente nella vita dei cittadini, e per cui già allora Berlinguer paventava la necessità di dover costruire un modello di vita individuale e collettivo diverso, in grado di diventare “l’occasione per una distribuzione più equa, e più umana, di beni materiali e valori etici”.
Ritroviamo poi in “Brigate rosse”, la critica ferrea del leader attraverso un discorso di Berlinguer del 16 marzo 1978. “Informazione e Intellettuali” contiene anche uno stralcio di un’intervista sulla Rai.

Ideario Berlinguer chiude con un’intervista a Luciana Castellina, “pagina” fondamentale de Il Manifesto, che conobbe Berlinguer nel 1947, quando era segretario della Fgci.

Ideario Berlinguer. Passioni e parole di un leader scomodo
di Emiliano Sbaraglia

Nova Delphi Libri
Collana: passatoprossimo
euro 9,00
Codice ISBN: 978-88-97376-33-0