“Licenziamo Renzi”. Il sindacalismo di base in piazza contro Austerity e Jobs act | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Presidi e cortei in tutte le regioni d’Italia con ben 27 appuntamenti, adesioni allo sciopero che nei trasporti ha registrato un valore medio del 60%, partecipazione di studenti, disoccupati e movimenti per il diritto all’abitare, delegazioni di lavoratori delle più importanti vertenze in atto in questo momento e una presenza attiva alle mobilitazioni che, a detta degli organizzatori, ha sfiorato le centomila presenze.

E’ questa la scheda del primo sciopero generale contro il Governo Renzi. Uno sciopero generale che porta la firma di Usb, Orsa, Cib-Unicobas, “Licenziamo il Governo per giusta causa”. “Abbiamo chiamato i lavoratori e loro hanno risposto – dichiara Pier Paolo Leonardi – c’è chi fa le passeggiate e chi fa le lotte. Si sta distruggendo il presente ed il futuro di questo Paese”, ha aggiunto.A causa dell’adesione allo sciopero nazionale, la compagnia aerea spagnola Vueling ha improvvisamente cancellato oggi 25 dei 38 voli in partenza e 24 di quelli in arrivo che assicura ogni giorno dall’aeroporto di Fiumicino. Inevitabili pesanti disagi per i passeggeri che, a quanto hanno riferito, non sono stati avvisati, come pure le altre strutture del Leonardo da Vinci. Disagi nei voli anche a Palermo.

“Forte la risposta nella prima fascia di sciopero nel settore dei Trasporti – si legge in un comunicato Usb – con una media nazionale del 60% di adesione. Il 100% ha scioperato a Napoli in tutte le società del tpl, con una media del 60% nelle aziende della regione Campania. A Trento sciopera il 90%. A Bologna e Forlì fermi il 70% dei bus; il 50% a Reggio Emilia;  a Rimini, Cesena e  Ferrara oltre il 40%. Soppresso il 90% dei treni regionali in Emilia Romagna. A Roma bloccati il 70% dei bus; metro A e B rallentate e  ferma la Roma-Giardinetti.  Adesione al 30% nel Cotral del Lazio. A Venezia fermo il 70% del trasporto urbano ed extraurbano; a Verona, Sala SCC, 50% degli operatori in sciopero, con ripercussioni in tutto il traffico ferroviario del Veneto. In Friuli, media del 40%. Fermo il tpl extraurbano in Sicilia. Si rammenta che la Torino e a Perugia lo sciopero è stato impedito dalla Commissione di Garanzia, con la motivazione del concomitante svolgimento del “Salone del Gusto” e di “Eurochocholate”.

A Roma, ad aprire il corteo sono stati i lavoratori Meridiana, applauditissimi, che stanno rischiando un taglio di 1.400 posti di lavoro. Molto folta la presenza dei vigili del fuoco e di alcune situazioni di lotta come gli addetti “Canados”. Un corteo “unitario”, dove non ci sono gli altri sindacati “ma ci sono lavoratori, precari, disoccupati, studenti e occupanti di case”. Al corteo nella capitale ha partecipato il segretario del Prc Paolo Ferrero.
A Bologna sul camioncino che apre il corteo compare un fantoccio con la faccia del premier Matteo Renzi e la scritta “scemo” incollata sul petto. Il fantoccio è stato lasciato poi nel cortile della sede di Unindustria. “Oggi si sciopera, non si fa finta e non si fa una passeggiata”. I manifestanti, circa 800, sono partiti da piazza XX Settembre con l’obiettivo dichiarato di attraversare il centro della citta’ ed andare a protestare davanti alla sede di Unindustria. “Abbiamo fatto un errore, abbiamo fatto scioperare troppi lavoratori del trasporto pubblico locale – dice lo speaker dal sound system, che parla di una partecipazione di non meno di duemila persone- e molti manifestanti non sono riusciti ad arrivare, altrimenti saremmo il doppio o il triplo”. Come annunciato nei giorni scorsi, partecipano alla manifestazione i consiglieri comunali Massimo Bugani e Marco Piazza del M5s. Un corteo “unitario”, dove non ci sono gli altri sindacati “ma ci sono lavoratori, precari, disoccupati, studenti e occupanti di case”. Arrivando in via Rizzoli da via Indipendenza, una delegazione si è staccata del corteo per deporre la corona di fiori sotto il sacrario dei caduti partigiani in piazza Nettuno, con scritto “Antifascisti sempre”.A Napoli Con in testa un lungo striscione di protesta contro l’abolizione dell’articolo 18, il lavoro precario e il governo Renzi, il corteoo è partito da piazza Mancini. L’iniziativa ha visto anche la partecipazione dei precari Bros, dei disoccupati organizzati di Giugliano e Casoria e di Rifondazione Comunista. Alcune migliaia di persone che hanno scandito slogan contro il governo, la precarieta’, il jobs act. Slogan di protesta anche all’indirizzo delle altre sigle sindacali, in particolare alla Cgil e al segretario Susanna Camusso.

A Genova il corteo aperto dallo striscione “LICENZIAMO RENZI” è stato di poco meno di un migliaio di persone. Il corteo è partito dal  centro per l’impiego per sottolineare la vergogna della riforma del lavoro di Renzi ed ha sostato poi sotto la sede dell’Inps “per ricordare la violenza e l’ingiustizia  della riforma delle pensioni e il tentativo di furto del TFR da parte di Renzi”.  Quindi all’Agenzia delle Entrate per sottolineare l’enormità dell’evasione fiscale mai combattuta se non a chiacchiere. Infine il corteo si è concluso sotto la sede di CONFINDUSTRIA “unica e vera beneficiaria delle riforme di Renzi”.
Da Imperia a La Spezia nel corteo erano presenti lavoratori di moltissime categorie del pubblico e del privato. Autisti e lavoratori dell’aeroporto,  infermieri, impiegati pubblici, lavoratori dell’igiene ambientale, vv.ff., guardie giurate, precari e dipendenti di cooperative tutti insieme “per dire basta alle politiche violentemente antipopolari del governo Renzi burattino bugiardo manovrato dalla UE”.