Marcia della Pace, partenza al suono di cento esplosioni per dire no alla guerra da: controlacrisi.org

Un’edizione speciale quella del 2014 e per questo si è scelto lo slogan “Cento anni di guerre bastano”.

Ad aprire, in prima fila, la bella bandiera della pace, con i suoi colori vivi, quelli dell’arcobaleno. Tanti cartelli con scritte in difesa dei diritti costituzionali. La Marcia della Pace Perugia-Assisi è viva e parteciapata, si sente in particolare l’importanta dell’edizione 2014, che ha come tema “Cento anni di guerre bastano”. Presente, tra gli altri, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Ad attendere i manifestanti ad Assisi c’è anche la presidente della Camera, Laura Boldrini. La partenza è stata caratterizzata dal suono di cento esplosioni diffuso dagli altoparlanti. “Cento colpi – ha detto l’organizzatore della Marcia della Pace, Flavio Lotti – che scandiscono cento anni di guerre, con tante stragi che anche oggi ci sono nel mondo. Siamo qui perché non vogliamo più vedere vittime”. Lotti si ritiene soddisfatto per la partecipazione e ha detto “siamo tantissimi, decine di migliaia”.

Grecia, l’orrore dell’austerity raccontato da Laura Boldrini | Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

Il presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini è stata recentemente in Grecia, dove ha anche incontrato Alexis Tsipras, in qualità di vice-presidente del parlamento ellenico. Dal viaggio ha ricavato un taccuino che ieri sera ha raccontato, senza omettere particolari scabrosi, alla trasmissione Ballarò.

“Con i greci rilanciamo una Europa del Mediterraneo”
Un quadro realistico e drammatico che spinge Boldrini a proporre alle istituzioni greche di fare una conferenza a Roma durante il loro semestre prima delle elezioni europee, “proprio per rilanciare da Roma insieme agli amici greci, una dimensione europea che sia basata anche sulle istanze che vengono dal Mediterraneo”.

“I diabetici preferiscono farsi tagliare gli arti”
“Ho visto un paese veramente in crisi – ha detto Boldrini – . Un paese in cui a detta degli operatori, dei medici, ci sono seri problemi per tutti. Ad esempio c’e’ il 30% della popolazione che non ha piu’ accesso alle cure sanitarie gratuite, il che significa che se una giovane disoccupata deve partorire e va in ospedale, deve pagare almeno mille euro per avere il certificato medico e per il certificato di nascita del bambino. Questo crea molti problemi evidentemente”, ha aggiunto. “Ci parlano di malati di diabete che arrivano in ospedale per farsi tagliare gli arti perche’ non avevano i soldi per le cure. Ci parlano di malattie che erano sparite e che oggi, purtroppo, sono ritornate- racconta ancora Boldrini- le malattie della poverta’. Cosi’ come e’ aumentato molto il numero dei bambini abbandonati: nel giro di un anno c’e’ stato un raddoppio, come ci hanno detto i responsabili degli orfanatrofi. Abbiamo una fotografia di un paese che sta pagando un prezzo altissimo e io ritengo che nel concepire oggi l’Europa del futuro, noi dovremmo partire dagli ospedali e dagli orfanatrofi della Grecia. Da qui bisogna ripartire per pensare l’Europa”. Questa, spiega la presidente della Camera, “e’ una crisi che non colpisce solo le fasce piu’ vulnerabili. Questa e’ una crisi che colpisce vivamente anche il ceto medio.Si vede proprio un calo drastico nello stile di vita, negli standards. Basta andare nelle citta’ e si vedono moltissimi negozi chiusi. Quindi c’e’ stato proprio un radicale impoverimento della societa’ greca”.

Bisogna cercare una risposta strutturale
Per Boldrini non servono interventi di emergenza, “qui – dice – il problema qui e’ strutturale. Certo si vive un momento duro, grave ma non e’ la risposta emergenziale che bisogna cercare. Qui bisogna cercare una risposta strutturale, riuscire ad affiancare alle misure di austerity le misure della crescita, il rilancio dell’occupazione specialmente quella giovanile. Parliamo di un paese come la Grecia dove la disoccupazione giovanile e’ del 65% e quella generale del 27%. Questi sono dati veramente allarmanti. Allora io credo che per riuscire ad influenzare le istituzioni europee sia necessario oggi fare un fronte comune. Paesi che hanno piu’ o meno le stesse istanze possano fare in modo che queste istanze vengano fatte presenti con forza e anche tenute nella dovuta considerazione”.