il convegno Il ’43 in Sicilia tra mafia stragi civili e separatismo da La Sicilia

·        Giovedì 28 Novembre 2013

·        OggiCultura,

 

Rosario Mangiameli
Si tiene a Palermo oggi e domani, a Palazzo dei Normanni, un Convegno storico su “Lo sbarco in Sicilia e il mondo nuovo”, una riflessione sulle vicende del 1943 organizzata dalle Università di Palermo, Messina e Catania con il supporto culturale e organizzativo della Fondazione Federico II e con il concorso di numerosi studiosi di università europee.
La scelta dei curatori è quella di proporre la composizione di un contesto vasto, nazionale e mediterraneo, nel quale leggere gli eventi siciliani di quell’anno. L’occupazione/liberazione della Sicilia, infatti, che comportò una svolta nella partecipazione dell’Italia alla seconda guerra mondiale, ebbe anche vaste ripercussioni su scala mediterranea ed europea. La caduta del fascismo (25 luglio) e la successiva paralisi dello Stato (8 settembre) sono le prime e più evidenti conseguenze, annunciatesi d’altronde già durante la battaglia per la Sicilia. Sulla nostra isola si manifestò per prima la crisi di consenso del regime fascista, che portò a una scomposta difesa del fronte e al capovolgimento delle alleanze; tale capovolgimento riconosciuto e sperimentato dalla popolazione prima ancora che sancito dall’attività diplomatica e dalla firma dell’armistizio sotto la tenda di Cassibile. Ciò era conseguenza del ruolo centrale che la Sicilia aveva

avuto assegnato nella guerra: retrovia del fronte africano, poi divenuta essa stessa fronte.
La narrazione degli eventi siciliani del ’43 ha conosciuto diverse stagioni in questi settant’anni: le accuse di tradimento ai comandi militari mosse dai gerarchi fascisti, le illazioni sull’aiuto offerto dai mafiosi alle forze da sbarco, la narrazione di una eroica quanto disperata resistenza in contrasto con le accoglienze festose che la popolazione riservava agli alleati, il confronto tra l’attitudine stragista americana e quella tedesca. Infine il confronto tra l’insorgenza separatista e l’avvio di una politica democratica e autonomistica. Sull’analisi questi aspetti e sulla rielaborazione che ne hanno fatto la storiografia e l’industria culturale, si incentra la prima giornata del convegno
La seconda giornata analizza il contesto mediterraneo, ovvero la crisi dei fascismi di esportazione, il caso spagnolo e quello rumeno e perfino le ripercussioni su aree remote come l’Argentina, teatro di una originale rielaborazione delle tendenze populiste e autoritarie già presenti nel modello italiano. La crisi dei sistemi coloniali è un altro aspetto fondamentale che si annunciò nell’Africa settentrionale e che da lì a poco avrebbe avuto seguito in tutti i paesi sottoposti al dominio europeo. Un altra sessione del convegno riassume i temi del coinvolgimento dei civili nella guerra in Sicilia e nel resto d’Italia, si tratta infatti di un importante punto di svolta del 1943 che vede istituirsi anche in Italia la pratica delle stragi, e quell’escalation che dalla discriminazione porta ai programmi di distruzione dei cittadini di origine ebraica.


28/11/2013