No Tav, un secolo e mezzo di condanne per i fatti della Maddalena. Ferrero: “Condannate pure me” | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Quarantasette condanne e sei assoluzioni al maxiprocesso di Torino nei confronti degli attivisti No Tav, accusati a vario titolo di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, in seguito agli episodi del 27 giugno e 3 luglio 2011, quando i manifestanti si scontrarono con le forze dell’ordine al cantiere di Chiomonte.
Complessivamente sono state comminate pene per circa 145 anni, un numero inferiore rispetto ai 193 anni chiesti dai pubblici ministeri. La sentenza arriva pochi giorni dopo il definitivo pagamento della maximulta di risarcimento inflitta ad Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair accusati e condannati di aver impedito i sondaggi geognostici di Ltf all’autoporto segusino nel gennaio 2010. Si tratta di 191.966,29 euro piu’ le spese legali per 22.214,11 euro.

Urla “vergogna” si sono sollevate dal pubblico e dagli imputati nell’aula bunker al termine della lettura della sentenza. Le urla sono partite quando gli imputati hanno tentato di leggere una dichiarazione e i giudici hanno lasciato l’aula. Pubblico e imputati haanno comunque proseguito a scandire slogan “liberi tutti” e “ora e sempre resistenza”. Più tardi in una delle vie adiacenti al tribunale c’è stato anche un breve blocco stradale di protesta.

Gli avvocati hanno parlato di “sentenza pesantissima”. Paolo Ferrero, segretario del Prc e assolto che proprio pochi giorni fa ha testimoniato in merito ai fatti del 27 giugno e del 3 luglio 2011, quando fu sgomberata la Maddalena e con gli altri No Tav fu vittima del pesantissimo lancio di lacrimogeni delle forze dell’ordine, ha dichiarato che le condanne sono il segno “di una giustizia che funziona secondo due pesi e due misure e si accanisce in modo spropositato contro chi resiste a un’opera inutile e dannosa”. “La mia solidarietà agli attivisti condannati – ha aggiunto Ferrero -. E’ intollerabile che la Val Susa sia diventato un mero problema di ordine pubblico e repressione della protesta, mentre le ragioni della popolazione restano inascoltate. La lotta contro la Tav continua: condannate anche me”.

“Siamo in presenza di una sentenza politica. Pure in presenza, in taluni casi, di una riduzione complessiva delle pene -rispetto a quelle chieste dal pubblico ministero – sottolinea Ezio Locatelli, segretario del Prc di Torino – quelle comminate dal Tribunale di Torino al maggior parte dei 53 NoTav imputati sono una ingiustizia. Soprattutto sono il frutto di una operazione politica di criminalizzazione della protesta rivolta contro la distruzione di una Valle. La verità è che in tutti questi anni con il brusco irrigidimento delle risposte politiche, la militarizzazione del territorio, l’istituzione delle zone rosse si è voluto scientemente ridurre il conflitto a pura questione di ordine pubblico, a uso della forza, a esercizio dell’azione penale a senso unico”. “La Val Susa è stata trasformata in un laboratorio di repressione – ha aggiunto Locatelli -. Una strategia irresponsabile che ha inasprito i problemi anziché risolverli. Non è giusto che a pagare questa linea di condotta siano i No Tav che hanno protestato. Ai No Tav condannati va la nostra solidarietà. Con la repressione e anni di carcere non si ferma una protesta giusta e sacrosanta che va avanti da 25 anni. La lotta contro lo scempio e lo spreco di un’opera inutile e devastante andrà avanti più che mai in forme partecipate e popolari”.