La prima vittima del Jobs act? L’Isfol. La denuncia di Usb: “A casa 252 ricercatori” Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Il Jobs Act ancora deve essere approvato definitivamente e già arrivano i primi frutti avvelenati. E colpiscono l’istituto di ricerca Isfol, “unico soggetto, pubblico nazionale deputato a svolgere il monitoraggio e la valutazione delle politiche sul lavoro, la formazione e l’inclusione sociale”. E’ una settimana che i lavoratori dell’Isfol, organizzati dall’Usb, stanno protestando con sit-in e iniziative varie. Oggi pomerggio, addirittura, nella sede del Pd. Grazie al Jobs Act e all’istituzione dell’agenzia unica per il lavoro, verranno mandati a casa 252 ricercatori precari, che dopo il 31 dicembre 2014 non saranno più rinnovati. Usb spiega come il Jobs act preveda la nascita di un’agenzia nazionale per l’occupazione, attraverso la fusione di Italia Lavoro e Isfol, creando così sovrapposizione di ruoli, funzioni e competenze tra una SpA e un Ente Pubblico di Ricerca.
“La cosa più grave è che esistono tutte le condizioni, tecniche e finanziare, per prorogare i contratti di lavoro e quindi assicurare le funzioni di accompagnamento, consulenza strategica, monitoraggio e valutazione delle politiche del lavoro, sociali e formative svolte da questo Istituto”, prosegue il sindacato di base che avanza il dubbio che, colpendo l’Isfol “il Governo si sottrae a una valutazione imparziale del suo operato da parte di un ente terzo, nonostante l’impegno assunto con l’Europa proprio per il monitoraggio sulle
riforme del mercato del lavoro”