Bankitalia, in arrivo altri regali per le banche che “soffrono” di credito deteriorato Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

 

La Banca d’Italia ‘apre’ a una bad bank nazionale di sistema dove far confluire la massa dei crediti deteriorati degli istituti di credito che zavorrano i bilanci e non permettono di far ripartire il flusso del credito in un momento in cui, in vista dell’esame Bce, si moltiplicano gli aumenti di capitale del comparto che dovrebbero ammontare a circa 10-12 miliardi di euro totali. Sono oltre 300 i miliardi di crediti deteriorati delle banche.
Intesa e Unicredit hanno gia’ allo studio, con il fondo statunitense Kkr, un veicolo ‘privato’ di questo genere. Ma la realtà dei conti è che sarà molto difficile vendere credito deteriorato alle condizioni date. Se da una parte è possibile per i grandi istituti di credi per i piccoli e medi no. E quindi sarà inevitabile il ruolo pubblico. E l’operazione dei sette miliardi e mezzo portata avanti da Bankitalia appoggiandosi sulle riserve in oro testimonia che siamo solo all’inizio. Non a caso è dovuto scendere in campo il Governatore Visco, parlando di un’ipotesi, “ambiziosa”, ovvero una bad bank di sistema. Del resto i 400 miliardi di titoli pubblici in mano alle banche italiane sono un ottimo argomento per costringere il Governo a varare provvedimenti “caritatevoli” verso il sistema bancario. Progetti “piu’ ambiziosi”, che sono comunque “da valutare anche nella loro compatibilita’ con l’ordinamento europeo non sono a escludere, possono consentire di liberare a costi contenuti, risorse da utilizzare per il finanziamento dell’economia”.
Il totale dei crediti deteriorati (sofferenze, incagli ristrutturati e scaduti) e’ oltre 300 miliardi, soglia toccata a giugno 2013. Le sole sofferenze lorde a novembre hanno raggiunto i 149,6 miliardi (di cui verso le 100 imprese e 31 verso le famiglie). Quelle nette 75,6. Due anni fa erano rispettivamente 50 e 100 miliardi. Il rapporto sofferenze/impieghi e’ oltre il 4%: era 0,86% prima della crisi. Solo a fine anno il flusso delle nuove sofferenze ha iniziato a calare. Questo lo scenario delle cifre.
E se il dibattito entra nel vivo, con le differenziazioni fra istituti maggiori e piccoli, c’e’ anche chi, come gli economisti Alberto Alesina a Francesco Giavazzi, ipotizzano strade diverse, che magari procurerebbero qualche ‘prurito’ dalle parti di Berlino. Si potrebbe – affermano infatti in un editoriale sul ‘Corriere della Sera’ – far acquistare dalle Bce un po’ dei prestiti che le banche hanno fatto alle imprese: “in questo modo alleggerirebbe i loro bilanci e farebbe ripartire il credito”.
Immediato anche l’intervento, nel dibattito, delle associazioni dei consumatori, da cui gia’ partono i primi ‘siluri’. “Le dichiarazioni del Governatore Visco, sulla ‘Banca d’Italia che guarda in modo positivo alle iniziative in corso da parte delle banche, le cosiddette bad bank, per liberarsi del fardello dei crediti in sofferenza che frenano la concessione del credito e non esclude una iniziativa di sistema’ – dicono Adusbef e Federconsumatori – confermano i legittimi sospetti, circolati nei giorni scorsi perfino in bozza, con il Governo pronto a presentare proposte per addossare ai contribuenti e risparmiatori, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, il fardello di 135 miliardi di sofferenze, per i restyling di bilancio”.