Tsipras, il realista dell’impossibile. Il libro di Russo Spena e Pucciarelli Autore: alba vastano

Lo scorso 11 aprile al Ccp (centro culturale popolare) del terzo municipio a Roma è stato presentato il libro “Tsipras chi?”, di Giacomo Russo Spena e Matteo Pucciarelli. Presentazione e dibattito introdotti da Roberto Villani, segretario del circolo Prc. Oltre a Giacomo, presente anche Fabio Amato, candidato alle europee per la lista “l’altra Europa con Tsipras”. Un movimento, che nonostante l’oscuramento mediatico, ha raggiunto l’obiettivo. Oltre 200 mila italiani con la loro adesione al progetto contro l’austerità imposta dalla Troika, hanno portato la lista alle elezioni europee che, com’é noto, avverranno il 25 maggio.

L’obiettivo del libro è di far conoscere Alexis, il greco, che “Der Spiegel” ha definito il nemico numero uno dell’Europa, all’elettorato italiano. Durante la raccolta di firme e parlando di Tsipras con la gente, la risposta ottenuta é quasi un coro generale :Tsipras? Chi é?. Non c’ è nulla da fare. Il motivo é che solo il potere mediatico della tv o della rete favorisce il diffondersi delle notizie. E l’anziano, sia pur di sinistra, non avvezzo a strumenti digitali, ma che assorbe come oro colato tutto ciò che trasuda dai talk sow politici alla Santoro resta privo di informazioni sul sorgere dell’alternativa anticapitalista europea.

Al coro popolare “Tsipras, chi é?”, Giacomo e Matteo hanno risposto con “Tsipras chi?”, a intendere …Ecco chi é. Il libro ripercorre l’iter politico di Tsipras e di Syriza, il partito greco che convoglia le varie aree neo e post-comuniste e rappresenta un trampolino di rilancio per la sinistra europea fortemente in crisi. Alexis ne é leader, il leader di una coalizione internazionale formata dalle forze della sinistra anticapitalista del Gue che sfida le politiche d’austerità dell’Ue. Politiche che in Italia si traducono nella svendita delle attività produttive, nel taglio allo stato sociale(spending review), nella devastazione dei diritti ai lavoratori (Job act). “Matteo e Giacomo nel loro libro- così scrive nella prefazione Valeria Parrella scrittrice- compiono un’opera meritoria: quella di raccogliere voci e testimonianze di un momento della storia d’Europa che potrebbe rivelarsi, già in un prossimo futuro, come un momento cardine, quello in cui i popoli si riappropriano della parola, sottraendola a chi per loro la nomina:burocrati e banchieri”.

“Vis a a vis” l’intervista con Alexis dei due autori, con la quale si apre il libro. E’ nello “sgarrupato” quartiere di Eleftherias, al centro di Atene che avviene l’incontro con il “Greco della nuova Europa”. Al settimo piano di un palazzo di proprietà del partito. Un edificio anni settanta. Un ufficio di appena venti metri quadri. Sulle pareti due manifesti che rimandano a Salvador Allende e le riforme sociali in Cile. Tante le domande di Giacomo e Matteo. La determinante? “Quale sarà la sua prima mossa da eventuale primo ministro alle previste prossime elezioni in Grecia? Chiederò ai nostri partner della Ue di rinegoziare il programma di austerity e l’intero pacchetto di politiche europee per fronteggiare la crisi e per rimettere in moto il nostro popolo e le forze produttive. Solo così potremo ricostruire e rilanciare la crescita del nostro paese. E si avvicendano poi i capitoli del libro.

Quattro, ma corposi. Vi é tutta la storia di Syriza dentro e dell’ascesa di Tsipras, citato dagli autori come “il realista dell’impossibile Dall’esplosione di “Alba dorata”(citata come effetto collaterale) all’altra lotta e il movimento che diventa partito. E si conclude con una postfazione. È l’appuntamento con la storia che si realizza tramite un dialogo tra Tsipras, Slavoj Zizek (fislosofo) e Costas Douzinas (intellettuale). Il riferimento è l’affermazione del nuovo partito. È il mese di giugno 2012 e Syriza a molti fa paura. Non é più un raggruppamento minore. La storia che segue da subito dopo vede i consensi salire vertiginosamente e per pochissimo non sarà il primo partito greco. Tsipras in quell’occasione afferma: “Se noi oggi, stiamo combattendo per la nostra sopravvivenza, lo facciamo anche per le generazioni a venire, lo facciamo anche a nome degli altri popoli europei. È una battaglia per difendere l’Europa dalla manipolazione dei mercati”.