La prospettiva femminista che (anche) gli uomini possono condividere da: ndnoidonne

Il libro di Serena Ballista, ‘Funambolika. Monologo di un’aspirante femminista’, mette in discussione la cultura sessista

Tiziana Bartolini

“La libertà che voglio per me e per le altre donne ha come presupposto fondamentale è la decostruzione del simbolico che sta all’origine di problemi non più rinviabili, come la violenza sulle donne o come la non parità di accesso al mondo del lavoro, ma che non possono essere risolti singolarmente tamponando qua e là le falle del nostro sistema patriarcale. La messa in discussione del simbolico, cioè della cultura sessista a 360 gradi, partendo dal nostro quotidiano, è l’unica occasione che abbiamo per avviare un cambiamento strutturale del nostro ordinario e che, proprio perché ordinario, non siamo abituate a guardare in modo critico, con spirito di conoscenza”. Serena Ballista ci introduce così al suo ‘Funambolika. Monologo di un’aspirante femminista’. Il libro, auto-pubblicato e in vendita nella vetrina de ilmiolibro.it e anche nelle librerie Feltrinelli, propone “insospettabili ragioni per prendere posizione contro la cultura sessista che legittima la violenza maschile sulle donne” a partire dalle “espressioni simboliche” che possono esser osservate – anche dagli uomini – da una prospettiva femminista. E, attingendo direttamente dal libro, ecco l’avvio della spiegazione: “vivere da femminista significa aprire in prima persona un conflitto con le altre donne e con gli uomini, auspicando la pace, su un terreno che rimane su un piano strettamente culturale con tutte le sue conseguenti ricadute nella quotidianità”. Ma come, e perché anche gli uomini possono fare propria la prospettiva femminista? “Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’immagine mentale che si ha dell’uomo come essere monolitico, senza tempo e sempre uguale a sé stesso, che rispecchia la norma rispetto alla quale le donne sarebbero portatrici – invece – di genere e quindi di differenza, facendo coincidere l’essere maschile con l’essere umano coerentemente con la tradizione maschilista, la parzialità di genere non soltanto femminile, ma anche maschile con il risultato che, paradossalmente, l’onnipresenza del maschile nella narrazione storica lo rende invisibile. In altre parole, è come se aver assunto ad universale il maschile, l’avesse reso inenarrato ed inenarrabile, dappertutto ma in nessun luogo: da qui, la teorizzazione del concetto di onnipresenza invisibile e della conseguente necessità di avviare, a partire dagli anni Settanta, anche dei men’s studies negli Usa e nel Regno Unito, paralleli ai women’s studies.

Quindi gli uomini che pretendono di mettere in discussione l’ideologia patriarcale, il maschilismo, l’androcentrismo, il fallologocentrismo o come lo vogliamo chiamare – abbiamo davvero l’imbarazzo della scelta – fanno un’operazione non soltanto “utile” alle donne e alla società, ma a loro stessi, prima di tutto. Ma come accade per le donne, anche per gli uomini avventurarsi in questa pratica di decostruzione culturale, significa anzitutto fare i conti con se stessi, con le proprie abitudini mentali, potendo ripensarsi criticamente come essere umano. E, a questo punto, c’è un partire da sé anche maschile che soltanto il maschile potrà mettere sul tavolo della discussione e far dialogare con quello femminile, evitando così che né le donne né gli uomini siano oggetti di studio ma parte attiva di questo nuovo umanesimo. In questo senso, dico che la prospettiva femminista può fare da guida anche agli uomini”.

Serena Ballista (1985) è ricercatrice e formatrice esperta in studi di genere anche nell’ambito di progetti europei e collabora con il Centro documentazione donna di Modena. È presidente dell’Udi di Modena dal 2014. Insieme a Judith Pinnock è autrice di Bellezza femminile e verità. Modelli e ruoli nella comunicazione sessista (Lupetti, 2012) e A tavola con Platone. Esercitazioni e giochi d’aula sulle differenze culturali, sessuali e di genere (Ferrari Sinibaldi, 2012). Funambolika. Monologo di un’aspirante femminista è la sua ultima pubblicazione.