Palestina, Prc: Dopo la Gran Bretagna anche il Parlamento Italiano riconosca la Palestina da: rifondazione comunista

Palestina, Prc: Dopo la Gran Bretagna anche il Parlamento Italiano riconosca la Palestina

di Fabio Amato e Paolo Ferrero –

Il voto del Parlamento inglese favorevole al riconoscimento dello stato palestinese è un atto che va imitato.
Il Parlamento italiano segua l’esempio di quello britannico e impegni il governo a riconoscere lo stato palestinese, senza piegarsi alle minacce del governo di estrema destra israeliano, responsabile dei crimini di guerra di Gaza. E’ un atto doveroso, che può contribuire a sbloccare l’inerzia della comunità internazionale e finalmente veder riconosciuto il diritto del popolo palestinese al proprio stato, e a costringere Israele a fermare la sua opera incessante di colonizzazione di Gerusalemme Est e dei territori palestinesi.

12 maggio 1977, Amato: “Renzi tolga il segreto sull’assassinio di Giorgiana Masi” Autore: redazione da: controlacrisi.org

Oggi 12 maggio sono 40 anni della vittoria degli italiane e delle italiane nel referendum sul divorzio ma al contempo ricordiamo l’assassinio di Giorgiana Masi, la giovane studentessa uccisa durante una pacifica manifestazione che voleva festeggiare quella vittoria il 12 maggio 1977″. Lo afferma Fabio Amato, candidato al parlamento europeo per L’Altra Europa con Tsipras nella circoscrizione Centro.«Renzi nei giorni scorsi – scrive Fabio Amato, candidato al parlamento europeo per L’Altra Europa con Tsipras nella circoscrizione Centro, in una nota – ha parlato di rimuovere il segreto di Stato dalle stragi che hanno insanguinato il Paese. Oggi chiediamo al Presidente del Consiglio di desegretare ogni atto che riguarda la sanguinosa repressione di piazza di quel maledetto 12 maggio 1977. In particolare vorremmo sapere chi erano quegli uomini in borghese, che armi in pugno si muovevano liberamente tra i cordoni delle forze dell’ordine e che vennero fotografati da diversi quotidiani. Per il Questore dell’epoca non erano “né poliziotti, né carabinieri”. La domanda che da allora è senza risposta è: chi erano e chi li comandava?».

Per l’esponente de L’Altra Europa con Tsipras «la richiesta di verità e giustizia per Giorgiana Masi non è venuta meno con il trascorrere degli anni. In un’intervista al Corriere della Sera del 25 gennaio 2007 Cossiga disse di essere tra le cinque persone a conoscere il nome dell’assassinio di Giorgiana. Per questo bisogna scoperchiare gli archivi, rendere noti i rapporti di polizia e dei servizi di quei giorni perché fino ad oggi la magistratura nell’indagare si è scontrata con il muro di omertà dello Stato».

Nomine Renzi, Amato (AltraEuropa): “Dai 16 ai 20 milioni di buoneuscite” | Autore: redazione da: controlacrisi.org

“L’operazione nomine è costata dai 16 ai 20 milioni di euro di buoneuscite: è uno scandalo che ci siano liquidazioni di questo tipo”. Così Fabio Amato, candidato alle Europee con la lista Tsipras. Nel commentare le nomine effettuate ieri sera dal governo Renzi, Amato ha anche sottolineato che la lista L’Altra Europa rappresenta l’unica vera alternativa da una parte al populismo inconcludente e dall’altra alla continuita’ con l’Europa che esiste sostenuta da Pd e Forza Italia, “che in Italia governano insieme condividendo le politiche di austerita’. Il dato reale e’ che abbiamo raccolto 220mila firme e non era affatto facile e scontato con le nostre forze di militanti e passione civile e democratica”. Marco Revelli, garante della lista “L’Altra Europa” parla, invece, di “nomine col trucco”. “Con l’operazione di ieri sulle nomine alla guida delle partecipate Matteo Renzi – aggiunge Rvelli – si conferma l’illusionista che e'”. “Esattamente come il prestigiatore Renzi ha agitato con una mano – conclude lo storico, professore all’Università di Torino – la questione di genere nominando alle presidenze, contano assai poco, figure femminili di facciata, per distogliere lo sguardo dalla sostanza: i posti che contano, quelli da Amministratore delegato, sono infatti stati riservati sistematicamente a uomini ampiamente stagionati. Uomini che sono garanzia di fedelta’ al potere e all’uomo che lo detiene, alcuni dei nuovi membri dei cda l’ hanno anche finanziato alle primarie, e soprattutto sicuri esecutori del programma di privatizzazione (diciamo pure svendita) del patrimonio pubblico, come il dogma liberista impone. Una scelta pesante di conservazione, in un luccicante involucro di finta innovazione”.