Il verdetto del Csm: bocciato Di Matteo, non andrà alla Pna da: antimafia duemila

di-matteo-c-ansadi AMDuemila – 8 aprile 2015
Il Consiglio superiore della magistratura ha bocciato la candidatura del pm Nino Di Matteo, che insieme ai colleghi Teresi, Del Bene e Tartaglia si occupa del processo sulla trattativa Stato-mafia. La bocciatura riguarda il concorso per la copertura di tre posti alla procura nazionale antimafia. Il plenum ha nominato al suo posto tre colleghi meno noti, tra cui Eugenia Pontassuglia, pm del processo di Bari sulle escort che frequentavano le residenze di Silvio Berlusconi.
Una decisione che è stata presa a maggioranza. A Di Matteo, infatti, sono andati 5 voti, contro i 16 attribuiti agli tre magistrati scelti. Oltre a Pontassuglia, gli altri nuovi sostituti della Procura diretta da Franco Roberti sono il sostituto procuratore napoletano Marco Del Gaudio, pm del processo all’ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini e il sostituto Pg di Catanzaro Salvatore Dolce, titolare di diverse inchieste sulle cosche calabresi.

Il nome del pm palermitano, inizialmente bocciato, era poi tornato in gioco a seguito della proposta del togato Aldo Morgigni (Autonomia e Indipendenza) che durante l’ultimo plenum del 17 marzo aveva evidenziato come la Terza Commissione, proponendo la propria terna di nomi, non avesse valutato nel giusto modo la candidatura di Di Matteo. Nella nuova graduatoria stilata da Morgigni Di Matteo era al primo posto secondo il meccanismo dei punteggi assegnati per ogni titolo. Il verdetto del Csm, però, ha confermato la bocciatura iniziale.

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